Una proposta per eliminare il femminicidio dal codice penale, per archiviarlo come qualcosa di inutile, persino distorto e poco attendibile: sta succedendo in Argentina dove il presidente Javier Milei, sull'onda delle politiche anti-woke e contro la diversity e inclusion del neo-presidente Donald Trump, vuole modificare le leggi sulla parità di genere. La proposta di eliminare il reato di femminicidio è stata presentata dal ministro della Giustizia, Mariano Cúneo Libarona sui social ed è stata ribadita da Milei al Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera, dove ha dichiarato che il concetto di femminicidio implicherebbe a suo dire una «visione discriminatoria» per cui la vita di una donna risulterebbe più importante di quella di un uomo.

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Le nuove politiche di Milei

Il presidente Milei, a cui il governo italiano ha da poco concesso la cittadinanza onoraria, ha reso chiaro il suo intento di modificare le politiche sulla parità di genere. Tra le proposte c'è quella di eliminare le quote nei posti di lavoro per le persone trans, i documenti per le persone non binary oltre alla rimozione del reato di femminicidio come aggravante penale. Attualmente infatti in Argentina è previsto dal codice penale un inasprimento delle pene per gli omicidi di donne, se legati a motivi di genere. Si tratta di una legge introdotta approvata all’unanimità dal Congresso nel 2012, ma la violenza di genere continua a essere un problema nel Paese con 255 femminicidi registrati nel 2024.

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Tomas Cuesta
Il presidente argentino Javier Milei

Per questo negli ultimi giorni migliaia di argentini sono scesi in piazza, nella capitale Buenos Aires, in altre città del Paese e persino a Davos. «La proposta del governo Milei di abolire il reato di femminicidio è semplicemente assurda, e non ha trovato sostegno da nessuno dei partiti all’opposizione, neanche dalla destra che sostiene la sua linea economica», ha dichiarato all'agenzia Dire Andrea D’Atri, deputata nella città di Buenos Aires per il Partido de Trabajadores Socialistas – Frente de Izquierda, e fondatrice dell’associazione femminista socialista Pan y Rosas. Fortunatamente per modificare il Codice penale argentino è necessaria l'approvazione del Parlamento dove il governo Milei è in minoranza. «Per ora siamo ancora alle parole», ha puntualizzato D'Atri, «ma, se venisse davvero depenalizzato, diventeremmo davvero un paese arretrato in materia di violenza di genere, sebbene qui venga uccisa una donna ogni 30 ore».