Su TikTok una ragazza ripete più e più volte, con entusiasmo, scandendo le parole a ritmi diversi, la frase «Full bush in a bikini» la cui traduzione letterale forse non rende, ma è chiaro il riferimento alla scelta indossare un costume da bagno senza depilarsi le zone genitali ("full bush", appunto). Il video era già destinato a diventare un meme (e infatti al momento ha più di un milione di like) e così su TikTok si è riaperto l'eterno dibattito: depilarsi o non depilarsi? Lo facciamo per noi stesse o per gli altri? E se l'estate prossima scegliessimo tutte la soluzione full bush in a bikini?
La creator del video @sujindah ha spiegato che tutto è nato da una recensione trovata sul sito web di e-commerce Etsy. «C'era questa recensione di un costume da bagno in cui la ragazza non era depilata e mi ha radicalizzata!» dice, «È così che dovrebbe essere!». Sono seguiti tantissimi commenti e nuovi video di utenti che riprendono il tema e parlano della loro esperienza. C'è chi scrive entusiasta cose tipo «Full bush summer 2025!!!!!» e «Bush is wisdom», c'è chi racconta di depilarsi solo il minimo indispensabile, chi parla del dolore che provoca la depilazione integrale della vulva, chi dice «Faccio la ceretta da quando ho 13 anni e non riesco a riprogrammare il mio cervello». C'è anche chi sostiene che depilarsi sia più igienico, anche se le cose non stanno proprio così.
Depilazione sì o no?
I peli pubici hanno numerose funzioni: proteggono una zona particolarmente delicata, contribuiscono a regolare la temperatura corporea, costituiscono una barriera per
batteri e altri agenti patogeni, riducono il trauma da sfregamento sull’area genitale causato dagli indumenti o da rapporti col partner. D'altra parte la depilazione può rischiare di lacerare i tessuti delicati dell'area genitale e favorire l'infiammazione dei bulbi piliferi. Eppure, secondo una ricerca pubblicata dal Guardian, l'82% delle donne eterosessuali intervistate rimuove in tutto o in parte i peli publici, il 15% delle intervistate li rimuove completamente, il 40% segue la linea dello slip e l'11% lascia una piccola striscia. Inoltre il 65% delle donne afferma di preoccuparsi del giudizio dei nuovi partner maschili sul proprio stile di depilazione.
Condizionamenti sociali
Se ci depiliamo è principalmente per seguire una norma sociale: il mondo ci dice cosa fare del nostro corpo, fin dalla pubertà. Già nell'antico Egitto erano diffuse alcune forme di depilazione, soprattutto del pube (si dice che Cleopatra usasse zucchero e miele come ceretta) e lo stesso vale per l'antica Grecia e l'antica Roma. La pratica, tuttavia, si è diffusa stabilmente a partire dai primi decenni del 900, via via che i corpi delle donne sono diventati più visibili con il cambiare delle norme sull'abbigliamento. «Dire che la depilazione è una scelta personale, che lo facciamo liberamente e che nessuno si deve intromettere può darci una certa sensazione di libertà, ma stiamo prendendo in giro noi stesse», scirve Bel Olid nel suo libro Contropelo, «Sarebbe una decisione personale senza grande importanza se le conseguenze derivanti dal farlo o dal non farlo fossero equivalenti. Se depilarsi comporta un premio sociale («Come sei bella») e non depilarsi un castigo («Che schifo»), la decisione non è più innocente ma politica».
Forse, però, qualcosa sta cambiando, vedi, ad esempio, la sfilata della collezione Artisanal di Margiela 2024 alla Paris Couture Week dove, attraverso un abito di tulle trasparente disegnato da John Galliano, è chiaramente visibile una macchia scura. E poi su TikTok: già l'anno scorso era andato virale un video sulla stessa linea. La creator @punk.croc proclamava orgogliosamente di essere arrivata a un punto della sua vita in cui «voglio solo consigli da persone con cespugli folti». «Puoi essere senza peli lì sotto, è una tua scelta, ovviamente. Fai quello che vuoi, ma non voglio consigli da te su uomini, soldi o altro».











