Nelle ultime settimane si è tornati a parlare di una nuova ondata di femminicidi. Le donne continuano a morire, solo che certe morti fanno più rumore di altre. È il caso di Giulia Cecchettin che un anno fa ha portato nelle piazze italiane centinaia di persone contro la violenza di genere e che la scorsa settimana è tornato sui giornali dopo le deposizioni dell'assassino della ventiduenne; è il caso di Sara Centelleghe, diciottenne assassinata a con una forbice nel bergamasco; è il caso di Aurora Tila tredicenne caduta da un terrazzo mentre si trovava con il suo ex ragazzo, già denunciato ai servizi sociali per comportamenti possessivi e violenti. L'ultimo report del Ministero dell'Interno parla di 80 donne uccise in ambito familiare/affettivo nel periodo che va dall'1 gennaio 2024 al 27 ottobre 2024, 50 delle quali uccise per mano del partner o dell'ex partner. L'Osservatorio di Non Una di Meno, però, ne conta ancora di più.

Non è facile tenere il conto dei femminicidi in Italia. Non esiste una banca dati istituzionale e pubblica in cui vengono registrati i femminicidi tenendo conto della definizione del termine e dunque dell'uccisione di donne con uno specifico movente e in un determinato contesto di violenza di genere. Il Ministero dell'Interno produce ogni settimana un report con gli omicidi volontari specificando il sesso delle vittime e la relazione con il presunto colpevole, ma non usa mai la parola femminicidio. In base al documento solo la settimana scorsa (21 ottobre – 27 ottobre 2024) sono state uccise 4 donne, di cui 3 uccise in ambito familiare/affettivo, due delle quali hanno trovato la morte per mano del partner o dell'ex-partner. Non Una di Meno parla invece di 93 uccisioni tra femminicidi, transicidi e lesbicidi, ma i dati sono aggiornati ancora all'8 ottobre scorso.

Secondo il Viminale si può parlare di una leggera flessione rispetto al 2023. I delitti con vittime donne commessi in ambito familiare/affettivo sono passati da 84 a 80 (-5%) e quelli commessi da partner o ex partner da 54 a 50 (-7%). Inoltre, come sottolinea l'ANSA si rileva che circa una vittima su cinque nel 2024, è over 70. È il caso di Serenella Mugnai, 72 anni, malata di Alzheimer uccisa dal marito Alessandro Sacchi; Rosa D'Ascenzo, 71 anni, uccisa all'inizio di gennaio da suo marito Giulio Camilli in provincia di Roma; Lucia Felici, 75 anni uccisa da suo marito Carmine Alfano, 82 anni, a Castelnuovo di Porto o Annarita Morelli, uccisa a 72 anni sempre dal marito settantatreenne con un colpo di pistola.