In Italia, secondo gli ultimi dati a disposizione, il 57% delle persone LGBTQIA+ non parla apertamente di sé o nasconde del tutto la propria identità. Fare coming out è ancora una decisione difficile, che può essere liberatoria, ma anche portare con sé stigma, discriminazioni e violenza per via dei pregiudizi ancora insiti nella nostra società. L'Italia a oggi non ha una legge che tuteli dall'omotransfobia e, nella Rainbow Map 2024 di ILGA-Europa, si trova molto in basso, al trentaseiesimo posto su 49 Paesi per uguaglianza e tutela delle persone LGBT+. A questo si aggiungono i più recenti attacchi alle famiglie arcobaleno, l'ultima risoluzione sul cosiddetto "gender" nelle scuole e i tentativi di limitare l'accesso ai farmaci per gli adolescenti trans. Per questo, nel Coming Out Day vale la pena porre l'attenzione sulle associazioni presenti sul territorio, che ogni giorno si occupano di tutelare e aiutare la comunità LGBT+. Ce ne sono moltissime, da ArciGay che è forse la più famosa, al Circolo Mario Mieli che, tra le altre cose cura dal 1994 l’organizzazione del Pride a Roma, fino a Rete Lenford formata da avvocate, avvocati, praticanti, giuriste e giuristi, studenti che mettono le loro competenza giuridiche a difesa dei diritti LGBT+. Qui ne abbiamo raccolte altre 6, da conoscere e sostenere.

Le associazioni da sostenere in onore del Coming Out Day

Gaynet

Gaynet nasce nel 1998 come associazione di formazione e comunicazione sui temi LGBTIQ+. «La nostra mission», si legge sul sito web, «è contribuire al superamento dei pregiudizi e delle disuguaglianze basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere e promuovere una cultura libera, responsabile e informata sui corpi, la sessualità e le differenze». L'anno scorso Gaynet si è occupata insieme all'associazione ARCO della creazione di una “Mappa Arcobaleno” dove sono indicate tutte le strutture dedicate all’assistenza e all’accoglienza della comunità LGBTIQ+ in Italia. Quando una persona fa coming out, l'ambiente intorno potrebbe rivelarsi ostile e sono molti i casi di giovani LGBT+ che vengono rifiutati e allontanati dalle loro famiglie. La mappa Raccoglie Centri anti-discriminazione e Case di Accoglienza per un totale di 75 posti letto disponibili a cui rivolgersi in caso di necessità.

Gay Centre

Da quando il servizio Gay Help Line è stato reso operativo nel marzo 2006, la linea di assistenza ha ricevuto oltre 350.000 contatti. Il numero verde nazionale contro l’omolesbobiatransfobia (800 713 713) fornisce assistenza tramite chiamata o chat in casi di discriminazione, violenze e di bullismo, oltre a rappresentare un punto di ascolto per chi è in difficoltà. Si tratta di uno dei servizi di Gay Centre, uno dei principali centri italiani per i servizi rivolti alla comunità LGBT+ con sede a Roma. Oltre alla Help Line gestisce il network di assistenza Refuge LGBT+ che «dal 2016 ad oggi ha accolto centinaia di giovani LGBT+ in difficoltà, perché cacciatə o fuggitə di casa a causa del proprio orientamento sessuale o identità di genere»; Lo Sportello Migranti LGBT (Lesbica, Gay, Bisex, Trans) che offre supporto e assistenza ai migranti discriminati per orientamento sessuale o identità di genere e altri servizi come Roma Checkpoint per lo screening HIV.

MIT (Movimento Identità Trans)



Il MIT (Movimento Identità Trans) è la più antica associazione trans italiana, fondata nel 1979 quando le proteste delle persone trans iniziavano a farsi sentire per poi portare, dopo qualche anno, all'approvazione della legge 164/1982 che autorizza la rettifica di attribuzione di sesso. Oggi il MIT continua il lavoro di allora in un'epoca storica in cui il coming out trans porta ancora con sé forti discriminazioni e i diritti trans sono a rischio in tutto il mondo. Secondo un nuovo studio dell'organizzazione Trevor Project che si occupa di giovani LGBT+ e della loro salute mentale, le leggi anti trans che stanno venendo approvate negli Stati Uniti ma anche in Europa causano direttamente un aumento dei tentativi di suicidio nei giovani trans.

RABBIT Rete di Attivismo Bisessuale+

È nata da pochissimo RABBIT, la Rete di Attivismo Bisessuale+ Italiana. Diversi gruppi e associazioni, tra cui il collettivo Orgoglio Bisessuale, hanno deciso di formare una rete che raccolga tutte le iniziative dedicate alla comunità Bi sul territorio italiano. «L'attivismo Bi+ in Italia è ancora spesso invisibilizzato e sminuito», si legge nell'annuncio, «come rete puntiamo a unire le forze per combattere questa cancellazione e portare avanti una lotta intersezionale a voce alta!». L'idea è quella di creare un luogo di riferimento per le notizie, gli eventi e le iniziative legate alla comunità Bisessuale, Pan, Queer, Bi+ e non-monosessuale.

Collettivo Carrodibuoi

Certi coming out, purtroppo, fanno meno rumore di altri. Della comunità asessuale, ad esempio, in Italia si parla ancora poco e circolano notizie poco chiare e sterotipate. In questo senso il lavoro del Collettivo Carrodibuoi è fondamentale perché raccoglie materiale informativo sull'asessualità che è, a tutti gli effetti, un orientamento caratterizzato dalla mancanza di attrazione sessuale verso tutti i generi. Sulle pagine del collettivo si possono trovare eventi, articoli, libri, podcast e contatti di associazioni di persone nello spettro asessuale.

intersexioni

Anche le persone intersex possono fare coming out, ma in Italia sono ancora profondamente invisibilizzate (e il recente caso mediatico della pugile Imane Khelif ne è stata la prova). «L’unica bandiera intersex è stata la nostra. Abbiamo ricevuto sguardi e sorrisi di sostegno e alcune persone ci hanno chiesto che bandiera portassimo», racconta una mamma sul profilo Instagram di intersexioni, collettivo di attivisti e attiviste, studiosi e studiose di stampo intersezionale con focus sui diritti delle persone intersex o con variazioni delle caratteristiche sessuali. «Fin dall’inizio», ha raccontato a Cosmopolitan la sociologa Michela Balocchi che fa parte del collettivo, «abbiamo cercato di dare visibilità al tema dei diritti umani delle persone intersex e alle persone intersex stesse. Abbiamo cercato di far emergere il fenomeno e far uscire dall’ombra le persone; diamo supporto alle persone intersex e alle loro famiglie; facciamo formazione e informazione sul tema in ambito accademico, medico, associativo e generalista; facciamo iniziative sociali e di sensibilizzazione, collaborando con associazioni, collettivi e professionst* alleat* a livello nazionale e internazionale».