«Ho proprio voglia di vivere» dice Veronica Yoko Plebani colma dell'energia della vittoria dopo aver conquistato l'argento nel triathlon PTS2 alle Paralimpiadi di Parigi. «La gara è stata durissima» dice parlando dal Pont Alexandre III dove ha tagliato il traguardo dopo 750 metri di nuoto nella Senna, 20 km di bici e 5 km di corsa. «Però mi sono veramente sorpresa di me stessa», aggiunge, «Sono stata solidissima in tutte le tre frazioni. Assolutamente non pensavo di poterlo fare, ho dei problemi a credere in me stessa, ma quest'anno ho imparato anche questo e in gara ci ho creduto tantissimo». A sostenerla facendo il tifo al suo passaggio c'erano decine di suoi amici ed è a loro che la campionessa ventottenne ha dedicato la medaglia.

«Nei 750 metri nella Senna ho preso tanti di quei pugni, non vedevo le boe, c’era pochissima visibilità ma sono rimasta concentrata sempre. Soprattutto grazie al tifo che mi ha dato una grandissima spinta», racconta Plebani, «Lungo il percorso c’erano 80 miei amici, questa medaglia è per loro, che sono una vera doccia d’amore». Per l'atleta si tratta della quarta olimpiadi dopo i Giochi invernali di Soci nel 2014 (snowboard), Rio nel 2016 (canoa) e Tokyo nel 2021 (medaglia di bronzo nel triathlon PTS). «Anche a Tokyo c'era un po' di tifo», racconta, «ma vedere le facce amiche è tutto, avevo veramente una folla incredibile. Mi ha motivato tantissimo».

Plebani ha detto di aver passato tre anni «difficilissimi» arrivando a pensare di smettere. Ora, invece, ancora incredula per il secondo posto sul podio, è pronta per lasciarsi alle spalle il triathlon e guardare avanti: è «all'avventura a cercare tutte le attività, cose nuove da provare, esperienze nuove». Ma se ha ritrovato la giusta motivazione, spiega, è stato grazie alle persone che le sono state vicine. «Il significato di questa medaglia è che l'amicizia è tutto», conclude, «I miei amici sono stati incredibili negli ultimi anni. Mi hanno supportata tantissimo. Sono stati veramente anni duri, però all'inizio di quest'anno mi sono convinta di potercela fare. Ho abbandonato ciò che non mi faceva star bene. È difficile assolutamente trovare l'ambiente giusto, ma è vitale per crescere, per rifiorire».