«In un momento storico in cui le nostre libertà sono costantemente sotto attacco, è importante che esistano Comuni e amministrazioni che lavorano per allargare il perimetro dei diritti», così Monica J. Romano (PD), prima persona trans eletta al Consiglio comunale di Milano, ha annunciato che, a partire dal 2025, sarà possibile, per le persone trans fare richiesta per l’abbonamento ai mezzi pubblici con il nome di elezione. Si tratta della cosiddetta «identità alias», che riconosce l'identità di genere della persona in questione anche quando i dati personali non sono ancora stati modificati all'anagrafe e nei documenti ufficiali.

«Sono molto soddisfatta perché la mozione da me presentata in Consiglio comunale nel maggio del 2022 sta gradualmente trovando una concreta attuazione», ha commentato Romano sui social. «Infatti, già nel dicembre dell’anno scorso, erano state attivate le carriere alias per i dipendenti del Comune di Milano. Nei mesi successivi, le carriere alias sono state attivate presso aziende partecipate del Comune come MM, Milano Ristorazione e Sogemi. E ora, finalmente, un altro traguardo».

Alla base di questa iniziativa c'è la tutela delle persone trans che, nella fase in cui la loro identità non è riconosciuta nei documenti ufficiali, si trovano costrette a fare un coming out forzato ogni volta in cui, ad esempio, mostrano l'abbonamento dell'autobus con un nome che non corrisponde alla loro espressione di genere e al loro sentire. A Milano, a partire dall'anno prossimo, sulla tessera sarà riportato il nome indicato dalle persone trans e non necessariamente quello di nascita. «È una misura di civiltà doverosa che mi fa piacere annunciare proprio nel mese del Pride», ha dichiarato l'assessora alla Mobilità Arianna Censi, «L'abbonamento ai mezzi pubblici è una delle poche tessere che portiamo sempre con noi, che teniamo a portata di mano e usiamo quasi quotidianamente. È davvero bello e importante che l'identità registrata sia quella in cui ciascuno e ciascuna davvero si riconosce, non necessariamente quella anagrafica».