Stop alla gita dell’ultimo minuto a Venezia. A deciderlo è stata l’amministrazione locale dopo aver visto la propria città colpita nuovamente dall’overtourism con migliaia di persone in grado di bloccare i piccoli e meravigliosi calli. Così la decisione è stata presa: dal 2022 Venezia sarà a numero chiuso, all'ingresso della città saranno posizionati dei tornelli che potranno oltrepassare soltanto coloro che avranno prenotato la propria visita. Sì, proprio come se doveste entrare in un museo. Le prenotazioni, secondo le prime notizie, si potranno effettuare attraverso un’app e, ovviamente, per l’ingresso a numero chiuso, saranno esenti i residenti, gli studenti, i pendolari e altre categorie.
Quando scrivevamo che l’ingresso a Venezia, dal prossimo anno, potrebbe essere paragonato a un tour in un antico museo, non scherzavamo. I giornali locali hanno parlato di un’applicazione attraverso cui si potrà prenotare il giorno di visita pagando una tassa d’accesso. Alcune categorie, come citato, saranno esenti dalla prenotazione, mentre gli stessi veneti, nonostante debbano pianificare la propria visita in città, non dovranno pagare la quota d’ingresso. Ma non tutti sono d’accordo con questa decisione presa nei giorni scorsi a causa di ingressi numerosi che hanno fanno molto preoccupare. Si è temuto che si potesse tornare ai numeri record raggiunti nel 2019 quando erano circa 110 mila i visitatori giornalieri. In questa estate di pandemia, ad ogni modo, i numeri sono alti: il 18 agosto, ad esempio, si sono contati circa 80 mila ingressi.
Venezia non sarà più la stessa? No, affatto. Venezia in questo modo sarà tutelata e gli stessi turisti potranno goderne le meraviglie senza folla e caos. Tutelare Venezia è un dovere; il fatto che l’amministrazione abbia preso una decisione così severa e drastica è sinonimo di grande preoccupazione per un città preziosa, antica e ricca di storia. Ma, una domanda rimane: la tassa d’ingresso è davvero così necessaria?












