E mica è facile, essere un ballerino di pole dance in Cina 🔥. No, il punto interrogativo nella frase non c’è: la mia non vuole essere una domanda, bensì un’affermazione. Perché chi prende lezioni di pole dance (lividi a parte, è anche il mio guilty pleasure 🙋) sa bene che incorrerà in battutine sessiste del cavolo. Si farà finta di non ascoltarle o si risponderà con lingua biforcuta (😈) ma, comunque, prendere lezioni di pole dance (qui in Italia come in Cina) espone tantissimo a un modo di pensare ancora tanto obsoleto. E siccome a noi di Cosmo piace tanto abbattere i tabù, oggi la nostra rubrica #MadeInChina fa tappa a Shanghai: siamo andat* a intervistare Coco Kehong, danzatore professionista ma anche campione e insegnante di pole dance che – a soli 24 anni – sta smantellando in Cina stereotipi di genere e di bellezza grazie alle meravigliose linee (sexy, affascinanti, sensuali) del suo corpo. Coco Kehong ha iniziato a prendere lezioni nel 2012, quando aveva solo 19 anni: a quel tempo, lavorava come barista. Spinto dalla curiosità, provò una lezione di pole dance: quel giorno fu rivelatorio 😍. Non ha mai più smesso, perché era destino che incontrasse questa forma di ginnastica acrobatica al palo e diventasse un campione, così come fondatore della sua Coco K Aerial Academy a Shanghai. Noi di Cosmo abbiamo avuto l’onore di scambiare quattro chiacchiere con lui: non vi resta che venire in Cina con noi e ascoltare la sua storia!
Coco, quali sono state le reazioni di amici e familiari, quando hai iniziato a studiare pole dance?
I miei amici mi hanno supportato molto! Quanto alla mia famiglia… a quel tempo nessuno sapeva che io ballavo. Non osavo dirglielo, avevo paura che non mi avrebbero accettato. In Cina si considerava solo l’aspetto sexy della pole dance, quindi molte persone lo ritenevano un comportamento improprio.
Nella tua bio su Instagram c’è scritto che sei “il ballerino più bello della Cina” 😍. Quali sono stereotipi di bellezza che secondo te in Cina andrebbero smantellati?
Per parlare di stereotipi, prenderei come esempio proprio la pole dance: le linee del mio corpo, così come i miei movimenti aggraziati, sono riusciti a far sì che sempre più persone comprendessero il lato affascinante della pole dance (oltre a quello puramente sexy che in Cina è “scandalo”, ndr). Finalmente questa disciplina sportiva inizia ad essere accettata sempre di più. E soprattutto, comincia a essere riconosciuta come un modo salutare di stare in forma.
Ma quindi oggi in Cina la pole dance che reputazione ha? Le nuove generazioni cinesi hanno effettivamente una mentalità aperta che li rende inclini a sperimentarsi in questo sport?
Le vecchie generazioni credono ancora che sia roba da club a luci rosse! O magari continuano a trovarlo uno sport volgare! Per fortuna però oggi ci sono tantissimi giovani che hanno cambiato il modo di guardare la cosa: non trovano più la pole dance una performance “volgare” bensì uno sport sano, che fa davvero bene al corpo.
Oltre a essere un danzatore professionista, oggi hai anche la tua accademia di pole dance a Shanghai. Ti capita di avere studenti o studentesse ostacolati dalle proprie famiglie?
Tra i miei allievi ci sono sia maschi sia femmine, che ovviamente sono un po’ in più rispetto ai maschi! E sì, purtroppo ce ne sono molti che non sono supportati dalle proprie famiglie. Ci vorrà tempo perché possano essere accettati. L’importante però è che loro traggano il meglio da uno sport come la pole.
Con la pole stai smantellando tantissimi stereotipi in Cina. Ma la tua missione a livello più personale qual è?
Voglio danzare, danzare, danzare tutto il tempo. Voglio che sempre più persone conoscano i benefici della pole dance, voglio girare il mondo e organizzare workshop così che sempre più allievi e allieve internazionali possano studiare pole dance con me. E vorrei che un giorno, quando si parlerà della pole dance, si penserà sempre a un ballerino cinese… di nome Coco Ke Hong!











