Dai, abbiamo una prima vittoria sulla tampon tax! Certo, sarebbe bello che fosse il governo italiano a mobilitarsi finalmente per la causa invece di far finta di niente e continuare a trattare gli assorbenti come beni non necessari, ma stavolta non siamo qui per lamentarci. Oggi infatti bisogna festeggiare il primo capoluogo in Italia che ha abolito l'IVA sugli assorbenti: Firenze. Nelle 21 farmacie comunali della città, infatti, sarà possibile acquistare assorbenti e tamponi senza la famigerata tassa ed è una notizia che fa ben sperare. "Dopo la votazione all'unanimità in Consiglio comunale, primo in Italia, a favore della mozione 'Stop tampon tax, il ciclo non è un lusso'", spiega a Repubblica Laura Sparavigna consigliera del Pd e proponente dell'atto, "oggi il Comune si schiera nuovamente a sostegno dell'equità sociale ed economica". Che dite, ci trasferiamo tutte in massa?

Come spiega Sparavigna, lo scorso settembre il consiglio comunale di Firenze aveva già approvato una mozione per sollecitare il governo a catalogare una volta per tutte assorbenti interni esterni e coppette mestruali come beni essenziali. "Vogliamo che il consiglio si faccia promotore di questa battaglia di giustizia ed equità sociale", aveva spiegato allora la consigliera, "sia sollecitando il governo e il Parlamento a prevedere un'immediata riduzione in attesa di una totale detassazione dei beni essenziali alla salute e all'igiene femminile, sia verificando la possibilità con farmacie fiorentine-Afam di applicare prezzi particolarmente contenuti e promozionali". Ora la promessa della consigliera è stata mantenuta: l'accordo con le farmacie comunali si è concluso dando la possibilità a chi ogni mese ha le mestruazioni di comprare l'occorrente senza l'IVA al 22% perché, si sa, avere il ciclo non è certo un optional.

"In Italia l'Iva sugli assorbenti è al 22%", spiega Sparavigna, "cioè la tassazione prevista per tutti i prodotti rientranti nella categoria dei beni non di prima necessità come per i tablet, i profumi, le sigarette. Persino al tartufo è toccata una sorte migliore, ritenuto bene essenziale, ha l'IVA al 4%". Insieme a lui anche prodotti come rosmarino, miele, farina e naturalmente carta igienica e tutto ciò che è ritenuto, per l'appunto, "essenziale" nelle nostre vite. "Nonostante una donna non possa scegliere se e quando averlo", conclude la consigliera, "sta a tutti noi scegliere se e quanto tassarlo". Il Comune di Firenze (proprio come Guardistallo sempre in Toscana) la sua scelta l'ha fatta e fino al 31 marzo 2022 varrà l'accordo con le farmacie, ora aspettiamo il governo dato che per ora tutte le proposte di abolizione della tampon tax sono state scartate e finora la tassa è stata abbattuta solo sull'1% dei prodotti per l'igiene intima usata dalle donne. Non basta di certo e non ha senso attaccarsi al problema dei costi. Secondo i dati pubblicati da Nielsen, infatti, il mercato italiano degli assorbenti mestruali ammonterebbe a 515 milioni di euro. Dunque, per portare l’IVA dal 22 al 5% sarebbero necessari 72 milioni di euro, una cifra sostenibile che potrebbe essere inserita nella legge di Bilancio. Il problema casomai è la mancanza di volontà e la scelta di Firenze lo conferma.