Ora sei finanziariamente indipendente. E adesso? È il momento di fare il passo successivo. È qui che entra in gioco il femminismo finanziario: prendere il controllo delle proprie finanze con consapevolezza e libertà.
Non significa privarsi di tutto. Spendere non è sbagliato...il denaro, del resto, esiste anche per essere utilizzato no? La vera svolta è smettere di investire in ciò che non ha valore per te. Un po’ come applicare il metodo di Marie Kondo alle tue finanze: se qualcosa non ti dà gioia, non merita il tuo budget.
Risparmiare per il gusto di accumulare non è la soluzione, ma nemmeno spendere senza criterio. La chiave sta nel fare scelte intenzionali, allineate ai tuoi obiettivi e ai tuoi valori. Preparati: con l’aiuto di esperti del settore, scoprirai come applicare questo approccio e trasformare il tuo rapporto con il denaro in qualcosa di più consapevole e davvero emancipante.
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Cos'è il femminismo finanziario?
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Questo movimento è cresciuto grazie a Tori Dunlap, figura di riferimento nell’educazione finanziaria e autrice del podcast e del libro Financial Feminist. Il suo messaggio è semplice ma potente. Il denaro non è tutto, bensì uno strumento. Può offrirti autonomia, sicurezza e soprattutto tempo da dedicare a ciò che conta davvero. La sua frase più citata, «Quando hai ciò di cui hai bisogno, costruisci un tavolo più grande, non un muro più alto», racchiude l’essenza del metodo. Prosperare non per accumulare, ma per vivere meglio e creare opportunità anche per gli altri.
Non si tratta dunque di una teoria complessa perché non esiste un unico modo corretto di gestire le proprie finanze. Esiste il tuo, quello che si adatta alla tua realtà, ai tuoi obiettivi e ai tuoi valori. Per questo l’approccio del femminismo finanziario non si fonda su sacrifici infiniti, ma su decisioni intenzionali e coerenti.
L’analista finanziaria Laura Encina lo sintetizza così: «La tua libertà inizia quando decidi di affrontare i tuoi soldi a testa alta. Ogni scelta, anche la più piccola, è un modo per rispettare la persona che vuoi diventare».
Forse è proprio questo il punto: smettere di considerare il denaro una fonte di ansia e trasformarlo in uno strumento per riprendere il controllo della propria vita.
Il trucco? Regola le tue emozioni
Prima di parlare di strategie, c’è un punto fondamentale da chiarire: le decisioni finanziarie non sono mai solo numeri ma talvolta emozioni. Spesso spendiamo per sentirci sollevati, altre volte per paura, a volte per ansia.
La specialista in benessere finanziario Esmeralda Gómez lo spiega chiaramente. Quando diciamo «non riesco ad arrivare a fine mese», raramente stiamo parlando solo di cifre. Spesso intendiamo «sono esausto» o «ho bisogno di sentirmi al sicuro». Per l’autrice, il denaro è profondamente psicologico. In che modo? Prendiamo decisioni economiche in base al nostro atteggiamento e al nostro stato emotivo.
Per questo, prima ancora di risparmiare o investire, è necessario porsi domande scomode. Sto spendendo per sentirmi meglio? Sto accumulando per prudenza o per panico? Mi sto facendo sentire in colpa quando investo in qualcosa che mi rende felice?
È qui che entra in gioco uno dei pilastri del femminismo finanziario promosso da Tori Dunlap: la spesa consapevole. Non significa spendere meno, ma spendere meglio. Distinguere ciò che ha un valore reale per te da ciò che acquisti per impulso.
Un esercizio semplice ma efficace suggerito da Dunlap è fare questo ragionamento: se una borsa costa quanto un weekend fuori o tre cene con gli amici, quale scelta ti fa sentire più viva in questo momento? La risposta non è universale, ma strettamente è personale. Ed è proprio lì che inizia la libertà finanziaria.
Contestualizzare le decisioni aiuta a mettere a fuoco le priorità e a scegliere con maggiore lucidità. Quando colleghi ogni spesa a ciò che conta davvero per te, diventa molto più semplice distinguere tra desideri momentanei e investimenti che migliorano concretamente la tua vita.
Per comprendere meglio il proprio rapporto emotivo con il denaro, Tori Dunlap suggerisce un esercizio semplice: tenere un diario delle spese per un mese. Annotare cosa si compra, perché e, soprattutto, come ci si sente prima e dopo l’acquisto (senza sentirsi giudicati e senza sensi di colpa).
L’obiettivo non è punirsi o controllarsi ossessivamente, ma acquisire consapevolezza. Solo conoscendo i propri schemi si possono migliorare le abitudini e trasformare così il rapporto con il denaro in qualcosa di più sano e allineato alla propria vita.
La tua tabella di marcia
La teoria è convincente, ma la domanda resta: da dove si comincia davvero? Il femminismo finanziario propone una tabella di marcia semplice e concreta.
Primo passo: guardare in faccia la propria realtà economica. L’analista finanziaria Laura Encina lo riassume così: «Inizia con l'essenziale: sapere quanto entra ed esce e dove vanno a finire i tuoi soldi. Non devi farlo alla perfezione, basta essere consapevoli».
Secondo passo: creare un cuscinetto finanziario. Almeno tre mesi di spese essenziali, per respirare ed evitare decisioni prese nel panico. Come spiega Esmeralda Gómez: «Questo cuscinetto non è solo un concetto finanziario; è un profondo atto di dignità, dirsi: 'Non voglio avere la sensazione che un evento imprevisto possa rovinarmi di nuovo la vita'».
Terzo passo: eliminare i debiti costosi ma iniziare a costruire il futuro, anche con piccole cifre (anche 50 euro al mese possono fare la differenza nel tempo). I prestiti ad alto tasso di interesse sono un buco nero che assorbe energie e risorse. Liberarsene è una forma immediata di autodifesa finanziaria. «È meglio investire, anche poco, che non investire affatto: l'interesse composto è il tuo migliore alleato. Quando le tue finanze hanno uno scopo, le tue decisioni hanno senso», sottolinea Encina.
Poi c’è un aspetto spesso sottovalutato: dare uno scopo ai propri soldi. Viaggi, formazione, indipendenza, progetti personali. Quando le finanze hanno una direzione, le decisioni diventano più facili e coerenti. È un punto su cui insistono sia Gómez sia Tori Dunlap: il denaro senza visione genera ansia, il denaro con uno scopo genera potere.
Infine, un pilastro imprescindibile: negoziare il proprio stipendio. Dunlap ricorda spesso che molte donne, evitando conversazioni scomode, rischiano di perdere cifre enormi nel corso della carriera. Vale davvero la pena rinunciare a quella sicurezza per evitare un momento di disagio? La risposta, quasi sempre, è no.
I tre cubi
Secondo Tori Dunlap, anche il metodo del "budgeting a tre cubi" può aiutarti a mettere ordine senza drammi inutili. L’idea è semplice: dividere il tuo reddito in tre grandi categorie (bisogni, obiettivi e piacere). Un esercizio lineare che funziona come una bussola finanziaria, perché ti permette di capire se il tuo denaro rispecchia davvero le tue priorità (o se stai solo reagendo alle spese quotidiane).
Il primo contenitore, quello dei bisogni, include le spese essenziali: affitto, bollette, cibo, trasporti. Il secondo, dedicato agli obiettivi, riguarda la costruzione della tua stabilità: fondo di emergenza, riduzione dei debiti, risparmi e investimenti. Il terzo è il contenitore del piacere: uscite, viaggi, esperienze, piccoli lussi e tutto ciò che ti dà gioia. E no, non va sacrificato. L’equilibrio è parte integrante del metodo.
La prima cosa che noterai applicandolo è una sensazione di tranquillità. Le decisioni non nascono più dal senso di sopraffazione, ma da chiarezza e controllo. Il denaro smette di essere un mostro invisibile che genera ansia e diventa ciò che dovrebbe essere: uno strumento al servizio dei tuoi desideri e della vita che vuoi costruire.
Impatto futuro
E quando questo cambio di prospettiva avviene, le possibilità si moltiplicano. Puoi lasciare quel lavoro che ti trattiene, investire nella tua salute mentale, concederti il viaggio che rimandi da anni o dire sì a un’opportunità senza la costante paura di restare senza risorse.
Non si tratta solo di numeri sul conto, ma di spazio mentale. Ti liberi dal riflesso automatico del "non posso permettermelo" e inizi a porti una domanda diversa, molto più potente: "Come posso farlo accadere?".
È in quel momento che il denaro smette di essere un limite e diventa leva. Non elimina le difficoltà, ma ti restituisce margine di scelta. E la scelta, in fondo, è una delle forme più concrete di libertà.
Inizi a pensare in grande, a progettare la tua vita. È qui che prende forma una nuova mentalità. Quale? Usare il denaro come strumento per costruire la vita che desideri, non come fonte di ansia o di autocensura.
Senza chiedere permesso.
Senza paura.
Senza sensi di colpa.
La libertà finanziaria non è solo una cifra da raggiungere, ma un modo di pensare e di scegliere. E la chiave non è fuori da te: sei tu.
4 domande che cambieranno il tuo rapporto con il denaro
- Qual è il mio primo ricordo legato al denaro contante?
Ripensaci e porta alla mente quel momento. Può sembrare un compito arduo, ma questo esercizio ti aiuterà a comprendere le tue abitudini attuali e il modo in cui il denaro ha influenzato le tue scelte fin da subito.
2. Che emozione provo quando controllo il mio conto?
Controllare il saldo di solito scatena una reazione immediata: sollievo, disagio o persino indifferenza. Questa sensazione racconta molto sul tuo senso di sicurezza e su quali aree richiedono maggiore attenzione.
3. Cosa voglio cambiare?
Dare un nome a ciò che ti dà fastidio è il primo passo per cambiare le cose. Pronunciarlo ad alta voce trasforma la consapevolezza in azione.
4. Come sarà la mia vita se raggiungerò i miei obiettivi?
Fissati obiettivi ambiziosi e immagina come sarebbe la tua vita una volta raggiunti. Secondo Tori Dunlap, visualizzare questa realtà può motivarti più di un qualsiasi piano finanziario perfetto.
Sette giorni da "Femminista Finanziaria"
Non è necessario rivoluzionare le proprie finanze in pochi giorni, ma è fondamentale iniziare a trattarle con cura, intenzione e potere. Ecco una mini-sfida di una settimana per entrare in contatto con i tuoi soldi:
Apri un conto di risparmio ad alto rendimento
Scegline uno senza commissioni e trasferisci lì il tuo fondo di emergenza, così i risparmi iniziano a lavorare per te.Scrivi i tuoi tre valori principali
Libertà, stabilità, tempo… qual è ciò che conta davvero per te? Allinea il tuo denaro ai tuoi principi.Annulla un abbonamento "zombie"
Quell’app, piattaforma o palestra che non usi più? Libera spazio e soldi da investire in ciò che ti porta reale beneficio.Automatizza un micro-contributo
Imposta un trasferimento automatico, anche di soli 10 €, su risparmi o investimenti. La coerenza batte l’ammontare.Scrivi uno schema per negoziare il tuo stipendio
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Confronta opzioni, leggi e comprendi come funziona. Non investire subito: prima supera la paura e acquisisci conoscenza.Prepara una festa low cost
Brinda alla tua settimana: un caffè speciale, una passeggiata o un pomeriggio dedicato a te. Festeggia il fatto che stai prendendo il controllo: anche questo è ricchezza!





