Che fatica a volte alzarsi per andare al lavoro. Magari fuori fa freddo e uscire dal cumulo di coperte caldissime ci sembra una tortura, magari semplicemente ci va di indugiare nel letto senza far niente oppure, a volte, avremmo semplicemente voglia di non fare niente di produttivo, di rilassarci - in casa o in un bosco, è indifferente - e non pensare a nulla.
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Voglia di lavorar saltami addosso!
Se anche a te è capitato di sentirsi così, sappi che abbiamo raccolto per te alcune tra le scuse più convincenti per dire al vostro capo che oggi non è proprio possibile raggiungere il posto di lavoro, perché un infortunio improvviso, un’emergenza familiare, una visita medica last minute, un incidente stradale. Nulla di grave, tutto risolvibile in una giornata, ma è necessario rinunciare al lavoro (che disdetta!) per potersene occupare.
Prima di proseguire, non sentirti in colpa: aver voglia di fermarsi, una volta ogni tanto, è decisamente umano. Anche se ci sembra di riuscire ad avere tutto sotto controllo, arriverà il momento in cui le cose ci scivoleranno piano piano dalle mani e perderemo più tempo a raccoglierle che a ricominciare daccapo. Senza contare che stiamo ancora smaltendo il PTSD da Covid-19, che ci ha lasciato addosso una sensazione di rabbia, stanchezza, impotenza e paura davvero difficili da superare. Lo stress da lavoro esiste, infatti, e non va mai preso sottogamba.
Otto scuse valide per non lavorare
Detto ciò, proseguiamo: qui di seguito troverai una serie di valide e credibili motivazioni, raccontate da alcuni lettori, per poter dire al tuo capo che oggi hai tutte le ragioni per non andare a lavoro.
Mio fratello ha un attacco di appendicite, devo accompagnarlo in ospedale
«Mia madre mi ha chiamato mentre ero al lavoro per dirmi che mio fratello era in ospedale. Ho chiesto di uscire e li ho raggiunti, poi ho scoperto che era un attacco di appendicite. Ho trascorso la giornata al parco nell’attesa che lo dimettessero. Per lui non è stata una gran giornata (anche se sta bene), ma per me è stato bellissimo». - Valentina, 24 anni.
Il Wi-Fi non funziona (vale solo se lavori da remoto)
«Durante la prima call della mattina ti colleghi senza webcam collegata, dicendo ai colleghi che la tua connessione è un po’ ballerina. Un’ora dopo comunichi che non riuscirai a lavorare perché internet è letteralmente fuori uso.» - Valentina, 24 anni.
Ho i crampi alle mani
«Questa storia è in parte vera, perché ho effettivamente sofferto di crampi alle mani in passato. Scrivere al pc può essere faticoso ma di certo non è impossibile. Come scusa per non lavorare, però, si è rivelata piuttosto plausibile». Amanda, 23 anni.
Il mio appartamento si è allagato
«Quel giorno ero arrivata fino a lavoro, ma non me la sentivo di lavorare. Così ho chiesto al mio compagno di fingere di chiamarmi per conto del nostro padrone di casa per comunicarmi che l’appartamento si era allagato. Il mio capo mi ha creduta subito». Emily, 28 anni.
Sono caduta e mi sono fatta male
«Sono una persona avvezza alle cadute, non è la prima volta che inciampo e il mio capo lo sa bene. Di conseguenza so che posso usare questa scusa ogni volta che davvero non ho la forza di andare a lavoro». Anwesha, 23 anni.
Sono bloccata in un fosso
«Questa scusa è molto valida se ti muovi con l’auto per andare a lavoro e vivi in una città dissestata.» - Shayna, 21 anni.
Il mio gatto sta partorendo
«Questa scusa qui l’ho usata davvero, ma perché dovevo andare a vedere il concerto di Beyoncé e Jay-Z con il mio ragazzo. Così ho detto al mio capo che il mio gatto stava partorendo e dovevo rimanere a casa a gestire la situazione». Kayla, 21 anni.
Ho preso una botta al dito del piede
«Ero in ritardo per andare a lavoro e non avevo davvero voglia di andarci, così ho chiamato il mio capo e gli ho detto che ho avuto un piccolo incidente domestico e che il dito del piede si stava gonfiando. Lavorare come cameriera e avere un piede invalido non è il massimo, così il capo ha deciso di accontentarmi». Anna, 19 anni.
Tradotto da Cosmopolitan US
Articolo scritto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione







