Lavorare per costruirsi una carriera, farsi strada, raggiungere i propri obiettivi. Da sempre queste sono le priorità di chi entra nel mondo del lavoro. Eppure, negli ultimi tempi, una nuova tendenza sta dilagando tra le fila dei giovani della cosiddetta Gen Z: si tratta del "career catfishing". Un comportamento paradossale, ma che sta prendendo piede proprio tra chi sarebbe in procinto d'iniziare a costruirsi la propria vita professionale. Dopo aver passato ore a compilare curricula, a sostenere colloqui estenuanti e, infine, a capire se accettare una proposta lavorativa, c'è chi decide di non presentarsi mai al primo giorno di lavoro.

Edizioni del Faro Come affrontare il colloquio di lavoro per diventare lavoratori fuoriclasse. Il romanticismo delle soft skills

Come affrontare il colloquio di lavoro per diventare lavoratori fuoriclasse. Il romanticismo delle soft skills
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Come affrontare il colloquio di lavoro per diventare lavoratori fuoriclasse. Il romanticismo delle soft skills

Nessun preavviso, zero spiegazioni. Una vera e propria "sparizione", o come si dice oggi "ghosting". Che cosa si cela dietro questo fenomeno?

La ribellione silenziosa: il lato nascosto del career catfishing

Dietro il career catfishing, un gesto che potrebbe essere visto come un atto di disinteresse o superficialità, si nasconderebbe, in realtà, una protesta contro i metodi di selezione nel mondo del lavoro, considerati ormai datati e frustranti. I giovani della Gen Z sembrano rifiutare una cultura aziendale che considerano obsoleta e non sarebbero disposti a piegarsi a dinamiche che non rispondono ai loro valori. Secondo una recente ricerca condotta dalla piattaforma britannica CVGenius, circa il 34% degli under 30 intervistati ha ammesso di non essersi presentato al primo giorno di lavoro. Il dato risulta ancora più interessante se confrontato con i Millenials, range in cui la percentuale si attesta al 24%. Questo comportamento, insomma, non sarebbe un semplice capriccio, ma un atto di ribellione silenziosa che mira a squarciare il velo su pratiche di selezione spesso caotiche e poco trasparenti.

persone al lavoro che parlano
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Le cause dietro al career catfishing

Che cosa porta un giovane a praticare il career catfishing? Le motivazioni vanno ricercate in un contesto ampio. La ricerca di un lavoro può essere lunga, complicata e a tratti frustrante. Decine di colloqui, risposte vaghe, e attese interminabili sono all'ordine del giorno. La mancanza di chiarezza, unita a processi di selezione che appaiono poco chiari, contribuiscono a creare una sensazione di disconnessione tra le nuove generazioni e il mondo del lavoro tradizionale. Inoltre, non è raro che le aziende pubblicizzino "ghost jobs", ovvero posizioni non realmente disponibili, ma utilizzate per scopi diversi, come attrarre talenti o "tenere svegli" i dipendenti già assunti. In questo scenario, l'idea di "scomparire" nel nulla sembra quasi una risposta naturale a un sistema che si percepisce come ingiusto.

Gen Z: Una generazione in cerca di autonomia

La Generazione Z, più di qualsiasi altra, sembra voler ribaltare le regole del gioco. I giovani di oggi, più di quanto non facessero le generazioni precedenti, pongono al centro della loro vita il benessere psicofisico, le proprie priorità e il giusto bilanciamento tra lavoro e vita privata. Tali cambiamenti di paradigma, se da un lato riflettono un maggiore rispetto per sé stessi e per la propria autonomia, dall'altro si scontrano con la rigidità di modelli aziendali che si avvertono, ormai, come obsoleti. Questo atteggiamento si ricollega a fenomeni precedenti, come il quiet quitting e il micro retirement, segnali di una generazione che non ha intenzione di adattarsi passivamente a condizioni di lavoro che non rispondono a determinate aspettative.

I rischi del career catfishing: un comportamento controproducente?

Nonostante il suo messaggio di resistenza, il career catfishing non è privo di rischi. Se da un lato permette di manifestare la propria insoddisfazione, dall’altro può avere conseguenze negative per chi sceglie questa strada. Le aziende, già scettiche nei confronti delle nuove generazioni, potrebbero vedere in tale comportamento una mancanza di serietà e di impegno. Ciò potrebbe minare la capacità dei giovani professionisti di costruire rapporti di fiducia con i datori di lavoro e di accedere a nuove opportunità. Inoltre, a causa della crescente concorrenza nel mercato del lavoro, comportamenti come il "ghosting" rischiano di ridurre ulteriormente le possibilità di carriera per chi decide di intraprendere questa via.

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Cosa insegna il career catfishing?

Il fenomeno del career catfishing sembrerebbe non essere soltanto una moda passeggera, ma rappresenterebbe un segnale chiaro di una profonda disconnessione tra le aspettative delle nuove generazioni e la realtà del mondo del lavoro. Piuttosto che giudicare questo comportamento, sarebbe più utile riflettere su quanto le dinamiche aziendali e le modalità di reclutamento siano ormai inadeguate. La Gen Z ha imparato a riconoscere i propri diritti e, di conseguenza, a difenderli in modo radicale. Se le aziende vogliono attrarre i migliori talenti, dovranno essere pronte a cambiare, ascoltare e, soprattutto, rispettare le esigenze di chi si affaccia al mondo del lavoro con uno spirito diverso rispetto a quello delle generazioni precedenti. In sintesi, anche se il career catfishing appare un atto di ribellione senza senso, potrebbe essere, invece, una richiesta di maggiore trasparenza rispetto e un cambiamento definitivo nelle modalità di selezione e gestione dei candidati a un posto di lavoro. La Gen Z, in fin dei conti, non sembrerebbe chiede molto: solo che il mondo del lavoro evolva insieme a loro.

Articolo scritto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione

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