Di fronte all’immenso problema del caro affitti che sta coinvolgendo praticamente tutte le città italiane, soprattutto quelle universitarie, studenti e giovani lavoratori sono costretti a cercare nuove alternative per affrontare canoni di locazione sempre più alti. A volte, però, il problema non risiede soltanto nei costi, ma anche nella ricerca stessa di una casa in cui vivere. Gli immobili scarseggiano, i centri urbani non riescono più a soddisfare la richiesta e il fatto che molti appartamenti vengano destinati ai turisti rende il tutto ancora più complicato.
In questo contesto è quindi nato un nuovo modo di intendere la vita da fuori sede: il coliving. Si tratta però di una soluzione non priva di polemiche e con pro e contro che è bene considerare prima di mettere la propria firma sul contratto.
Cosa si intende per coliving?
Come il nome stesso suggerisce, il coliving è una nuova modalità di condivisione di un appartamento con caratteristiche proprie. Nato nel centro propulsore dell’innovazione tecnologica, ovvero la Silicon Valley, non prevede infatti il classico rapporto tra coinquilini all’interno di abitazioni standard, quanto piuttosto la possibilità di godere di una modalità di alloggio flessibile.
Inizialmente pensato per attrarre giovani alla ricerca di una soluzione abitativa temporanea, magari per i mesi di Erasmus o per uno stage all’esterno, il coliving è tuttavia diventato presto l’unica alternativa possibile per trovare casa in breve tempo in un contesto di scarsità di alloggi. Generalmente, si tratta di trasferirsi in immense residenze che mettono a disposizione camere singole o per più persone, in base alle proprie possibilità di spesa, mentre spazi come la cucina sono condivisi con l’intero piano.
Di fatto, ogni abitante ha la propria stanza, spesso dotata di bagno. Usciti dal proprio microcosmo privato, invece, si possono raggiungere aree come la palestra, l’angolo cottura, la sala da pranzo o gli ambienti per il coworking (o il costudying) a disposizione di tutti i residenti. Pulizia, manutenzione e organizzazione generale sono poi a carico delle aziende proprietarie degli edifici che mettono a disposizione il servizio.
Diffusissimo oltreoceano, il coliving è diventato popolare anche in Europa grazie ai suoi pregi che, molto spesso, superano il costo elevato. D’altronde, optare per contratti di locazione standard non significa più godere di un significativo risparmio, senza considerare che trovare immobili liberi in città densamente popolate come Milano e Bologna è ormai diventato una missione (quasi) impossibile.
Tutti i vantaggi del coliving
Prima di optare per il coliving, è bene considerare vantaggi e svantaggi di questa soluzione abitativa che, da un lato, semplifica la ricerca di un alloggio in tempi brevi durante il trasferimento in una nuova città e, dall’altro, obbliga ad accettare diversi compromessi. Partiamo allora dai primi, elencando tutti i pro di cui si può godere.
Il coliving, ad esempio, è un’alternativa che offre estrema flessibilità. Permette infatti di riservare una stanza per soggiorni solitamente di breve durata e può rappresentare un ottimo modo per iniziare ad ambientarsi in un nuovo contesto mentre si cerca un contratto di locazione più tradizionale. È tuttavia aperto anche alla possibilità di affitto a tempo indeterminato, per tutti i mesi (o gli anni) che si desidera rimanere all’interno della residenza, soprattutto se si è giovani lavoratori e non si conosce ancora il proprio destino in azienda.
Non solo, il coliving permette anche di inserirsi all’interno di una comunità, facilitando così l’incontro con nuove persone fin dai primi giorni dall’arrivo nella città in cui si è deciso di studiare o lavorare. Permette poi di fare networking e di conoscere professionisti o studenti alle prese con le nostre stesse difficoltà, lavorando o studiando con loro all’interno degli spazi comuni.
Vengono inoltre offerti servizi extra che consentono di avere tutto ciò di cui si ha bisogno a pochi passi dalla propria stanza, senza pagare abbonamenti extra. Un esempio? Le pulizie giornaliere, una palestra attrezzata e, in alcuni casi, una sala cinema. Da ultimo, i coliving nascono spesso in centro città o in posizioni strategiche vicino a fermate della metropolitana, supermercati, farmacie, uffici e università.
Gli svantaggi del coliving da considerare
Anche la medaglia più scintillante, però, nasconde un secondo lato fatto di ombre che è bene tenere in considerazione. Tra gli svantaggi del coliving, ad esempio, rientra il costo spesso più alto rispetto a un affitto tradizionale. Il prezzo varia in base alla metratura della stanza o i benefit a cui non si può rinunciare, ma solitamente parte da una base attorno ai mille euro al mese.
Conserva poi una condizione simile ai contratti di locazione standard, ovvero il deposito di una cauzione, da versare prima di entrare nella residenza, che potrà essere restituita se non sono stati danneggiati gli oggetti presi in prestito durante il periodo di permanenza. Occorre quindi avere una buona disponibilità economica, prima di tuffarsi di testa in questa avventura.
Ancora, il coliving offre spazi privati ristretti perché gioca sulla possibilità di riunire quante più persone possibili sotto lo stesso tetto. Per la stessa ragione, però, le aree comuni sono spesso spaziose e confortevoli. Scegliendo di vivere in un edificio di questo tipo, infine, bisogna accettare la possibilità di condividere la propria casa con persone che potrebbero non piacerci, provenienti da ogni parte del mondo e con abitudini molto diverse dalle nostre, che metteranno alla prova la nostra capacità di adattamento.
Tradotto da qui.
Articolo scritto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione.








