Chi ha vissuto con altre persone durante gli anni dell’Università sa bene quanto valore abbia l’intreccio di esperienze e legami capaci di plasmare una parte importante della vita. Convivere con amici o altri studenti è un passo fondamentale per la conquista dell’autonomia, ma attualmente sembra impossibile non interrogarsi su ciò che significa perdere questo modo di vivere, specialmente per la Generazione Z, che oggi deve affrontare affitti sempre più insostenibili e le grandi città che sembrano escludere chi non può permettersi la condivisione di un appartamento.

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Affitti da record e un futuro incerto per la condivisione

I costi degli affitti hanno raggiunto livelli mai visti. Secondo le statistiche si parla di aumenti del 18% nei prossimi cinque anni, mentre un rapporto sottolinea come un terzo della Generazione Z viva ancora con i genitori. Per molti giovani condividere un appartamento con gli amici non è più una possibilità accessibile, sostituita da soluzioni estreme come dividere il letto per dimezzare le spese.

In questo scenario, la condivisione rischia di diventare un ricordo per le nuove generazioni, con conseguenze non solo economiche ma anche sociali. La casa, in epoca di lavoro da remoto, è diventata il fulcro della nostra quotidianità, ma senza l’intimità e il cameratismo che solo la convivenza può offrire, cosa resta?

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La condivisione dell'appartamento potrebbe essere in via di estinzione?

La convivenza come rito di passaggio

Vivere con altre persone non è mai stato semplice, ma è proprio l’imprevedibilità di questa esperienza a renderla unica. Le dinamiche della convivenza, fatte di decisioni condivise su come affrontare problemi pratici o su chi debba occuparsi di un problema domestico, creano un cameratismo che non trova eguali in altre situazioni della vita.

Secondo Matt Hutchinson, direttore di SpareRoom, le connessioni che si formano grazie alla condivisione di un appartamento hanno un valore inestimabile. In un momento storico in cui la Generazione Z è descritta come una delle più sole, la perdita di questo tipo di convivenza rappresenta un rischio concreto per il benessere mentale e fisico. La solitudine, spesso sottovalutata, ha infatti effetti negativi sulla salute, come dimostrano numerosi studi.

Un futuro senza coinquilini: cosa si perde

I rapporti tra coinquilini sono diversi da qualsiasi altro legame. Essere costretti a vivere a stretto contatto con persone con abitudini, culture e modi di fare diversi non è solo una sfida, ma anche un’opportunità per crescere. È attraverso queste interazioni che si imparano l’empatia, la tolleranza e l’arte di convivere con le differenze. Inoltre, per molti, condividere un appartamento rappresenta l’unico modo per entrare in contatto con realtà altrimenti lontane, ampliando orizzonti e prospettive.

Articolo scritto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione

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