La tradizionale notte prima degli esami è passata tra mantra propiziatori e ripassoni e, per i 526.317 ragazzi italiani che quest'anno devono sostenere la Maturità 2024 è giunto il tempo di scartare le sette tracce della prima prova, quella di italiano. Alle 8.30 del mattino del 19 giugno, in diretta al Tg1, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha rivelato la chiave di accesso ai plichi con le tracce intorno alle quali, nei giorni scorsi e come da copione, sono circolate parecchie indiscrezioni. Sei ore a disposizione produrre un elaborato - a scelta tra un'analisi del testo, un testo argomentativo o un tema d'attualità - oltre 28 mila classi coinvolte, la Maturità 2024 ha messo sul tavolo (anzi, sul banco) argomenti di strettissima attualità: tra gli autori classici sorteggiati quest'anno ci sono Giuseppe Ungaretti e Luigi Pirandello, tra i testi da analizzare ci sono scritti di Rita Levi Montalcini e della giornalista Nicoletta Polla Mattiot.
Le tracce della prima prova dell'esame di Maturità 2024
Le tracce dunque: agli studenti è stato richiesto di analizzare un testo del 1925 scritto da Luigi Pirandello dal titolo Quaderni di Serafino Gubbio operatore che parla dell'alienazione dell'uomo moderno in un mondo di macchine. C'è anche Pellegrinaggio, poesia del 1916 Giuseppe Ungaretti scritta durante la Prima Guerra Mondiale e rappresentazione delle emozioni del poeta stesso. Spicca un brano tratto da l'Elogio dell'imperfezione di Rita Levi Montalcini, autobiografia della scienziata scritta nel 1987, mentre nelle tracce di ambito artistico-letterario è uscito il brano Riscoprire il silenzio. Arte, musica, poesia, natura tra ascolto e comunicazione della giornalista Nicoletta Polla Mattiot che parla, appunto, del valore dell'ascolto e del vuoto in un'epoca di rumore e movimento.
Tra i testi argomentativi c'è un estratto di "Storia d'Europa" dello storico Giuseppe Galasso che affronta il tema dell'atomica in un mondo funestato da guerre fredde e fronti caldissimi; un brano tratto dal testo di Maurizio Caminito dal titolo Profili selfie e blog spinge invece i maturandi a riflettere sulle conseguenze del web e dei social; l'analisi del valore del patrimonio artistico e culturale a partire da un estratto di un testo della giurista e professoressa universitaria Maria Agostina Cabiddu.
Guerra, relazioni internazionali, elogio di silenzio e lentezza: cosa ci insegnano le tracce della Maturità 2024
Se nei testi letterari della Tipologia A, con la poesia di Ungaretti e il brano tratto dal romanzo di Pirandello, ha prevalso l'analisi della sfera emotiva, oltre che sociale, delle opere dei due autori, è negli spunti offerti dalle tracce per i saggi d'attualità che si ritrovano elementi di grande importanza politica ed economica per decifrare il mondo che ci circonda. Tra le tracce più interessanti c'è quella relativa all'equilibrio del terrore, tema di strettissima attualità estratto da Storia d’Europa di Giuseppe Galasso: l'autore analizza queste nuove dinamiche esplose con la Guerra Fredda e «l’avvento delle armi atomiche».
«Si prospettava», continua l'autore nel passo che gli studenti sono stati chiamati ad analizzare e argomentare, «un tipo di conflitto i cui risultati finali, chiunque fosse il vincitore, sarebbero stati relativi proprio a questa sopravvivenza più che a qualsiasi altra posta in gioco». Passo, questo che risuona con lancinante precisione gli anni che stiamo vivendo.
Il testo di Maria Agostina Cabiddu, invece, punta i riflettori sulle bellezze della penisola in chiave artistico-culturale. Nello stralcio da analizzare si legge che «Bellezza dovrebbe essere, in una immaginaria carta di identità dell’Italia, il primo fra i suoi segni particolari, questa essendo, principalmente, la ragione per cui milioni di visitatori vengono ogni anno nel nostro Paese».
Tra i passi più interessanti delle tracce della prima prova di italiano alla Maturità 2024 c'è l'estratto da un articolo della giornalista Nicoletta Polla Mattiot: agli studenti è stato chiesto di argomentare perché la scelta di smettere di tacere è un altro rituale di conoscimento dell’altro?
«Concentrarsi sul silenzio significa, in primo luogo, mettere l’attenzione sulla discrezionalità del parlare. Chi sceglie di usare delle parole fa un atto volontario e si assume dunque tutta la responsabilità del rompere il silenzio. Qualsiasi professionista della comunicazione studia quando è il momento opportuno per spingersi nell’agone verbale: la scelta di smettere di tacere».
Nel passo dell'autobiografia di Rita Levi Montalcini, infine, troviamo un passaggio di commovente bellezza che ci parla di imperfezione. Ai maturandi è stato chiesto di interpretare le parole dell'autrice che, capovolgendo l'idea che per riuscire serva essere perfetti e performanti in ogni occasione della vita. Ha ancora senso elogiare l'imperfetto, almeno per le nuove generazioni? Questa la domanda che è stata posta agli studenti, a partire da un estratto di rara potenza narrativa.
«Il fatto che l’attività svolta in modo così imperfetto sia stata e sia tuttora per me fonte inesauribile di gioia, mi fa ritenere che l’imperfezione nell’eseguire il compito che ci siamo prefissi o ci è stato assegnato, sia più consona alla natura umana così imperfetta che non la perfezione».











