«È una sensazione molto difficile da descrivere», racconta Annika Malacinski, 24 anni. Sta appollaiata su un trampolino da cui sta per lanciarsi con gli sci, «Devi rilassare un po' il tuo corpo. Fidarti degli sci. Fidarti che sono lì per te. Poi hai meno di un secondo per fare in modo che vada tutto bene, con una sola spinta». Malacinski sa come fare, lo fa da quando era ragazzina: la sua disciplina è la combinata nordica, ovvero la combinazione di salto con gli sci e sci di fondo. È anche è l'unica disciplina olimpica in cui le donne non possono competere, sono escluse anche a Milano-Cortina 2026.
Per quanto possa sembrare assurdo o anacronistico è davvero così, esiste solo la gara maschile. La sciatrice statunitense si batte da anni affinché la specialità femminile venga inserita alle Olimpiadi. Nel 2022 pareva che qualcosa si stesse muovendo, ma è andata male («Ho pianto otto ore consecutive quando l'ho saputo», ha detto l'atleta) e Annika si è trovata a dover assistere ancora una volta dagli spalti mentre suo fratello minore, Niklas, realizzava il sogno di competere ai Giochi invernali. «È agrodolce», ha scritto sui social, «celebrare la realizzazione del sogno olimpico di mio fratello, mentre soffro per il fatto che condividiamo lo stesso sport, ma solo uno di noi può competere sul palcoscenico più grande del mondo».
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Combinata nordica, uno sport per maschi
La gara più comune della combinata nordica si chiama "Gundersen" e prevede un salto dal trampolino, seguito da una prova di fondo di 10 km per gli uomini e 5 km per le donne. L'evento è stato parte delle Olimpiadi invernali fin dalla prima edizione a Chamonix nel 1924, ma è sempre stato aperto solo agli uomini e il progresso e i diritti e l'impegno per la parità di genere non sono bastati a cambiare le cose. «Quando ho iniziato non c'erano molte donne», spiega Malacinski nel documentario sulla sua storia Annika: Where She Lands, «Io e le atlete degli altri Paesi siamo pioniere a tutto tondo». Dopo il riconoscimento ufficiale nel 1998 da parte della FIS della prima gara femminile di salto con gli sci, sono state organizzate anche competizioni femminili di combinata nordica. Dalla stagione 2020-2021 le gare femminili sono state incluse nella Coppa del Mondo e nei Campionati mondiali di sci nordico, ma niente da fare per i Giochi olimpici invernali.
«Sono cresciuta sciando da tutta la vita, ma non ho iniziato questo percorso specifico fino ai 16 anni. Da allora questo sport è diventato tutto per me», racconta Malacinski il cui cognome su Instagram è scritto con lo «SKI» finale maiuscolo, «ma come possiamo motivare le nuove generazioni in questo sport, se non viene loro permesso di gareggiare al massimo livello?»
La battaglia di Annika Malacinski
«Ecco la realtà», scrive la sciatrice su Instagram in un post con quasi 82.000 like, «Alle Olimpiadi non sono ancora ammesse le donne nella combinata nordica. Non perché non siamo capaci. Non perché non gareggiamo ai massimi livelli. Semplicemente perché non veniamo incluse. Per anni, io e le mie compagne di squadra abbiamo parlato, protestato e lottato per avere la possibilità di essere sulla stessa linea di partenza olimpica degli uomini. Siamo ancora qui. Continuiamo a impegnarci. Non ci arrendiamo».
Nel 2023, le sciatrici che partecipavano a una gara di combinata nordica alla Coppa del Mondo si sono disegnate la barba e i baffi sul viso per protestare contro l'ennesima decisione di non includerle alle Olimpiadi, altre volte sollevano i bastoncini incrociati a formare una "X" per sottolineare la loro campagna social #noeXception. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), da parte sua, giustifica questa scelta parlando di un numero troppo basso di spettatori, specie tra le donne. Sostiene che sarebbero rappresentate troppo poche nazioni perché lo sport non è abbastanza diffuso. Ha fatto sapere, come riporta la BBC, che l'evento è «in discussione nel suo complesso» e che non si tratta di una discussione sulle donne ma sullo sport stesso che quest'anno a Milano-Cortina vede la partecipazione di 36 atleti, in calo rispetto ai 55 di Pechino 2022. Malacinski sostiene che ci siano invece più di 40 donne che competono ad alto livello e che aspettano l'opportunità di partecipare alle Olimpiadi. «Il CIO sta solo cercando di eliminare la combinata nordica. Per risolvere il problema dell'uguaglianza eliminerà semplicemente lo sport», ha detto, «Non sono solo io a lottare per le donne, sono solo io a lottare per questo sport». Malacinski ha sostenuto il fratello a Milano-Cortina, ma ha anche usato l'evento come piattaforma per far sentire la propria voce. «Grazie per essere qui e sostenere questo movimento», ha scritto su Instagram, «Continuiamo a lottare. Facciamo la storia insieme».





