Sul veliero Owhaila c'è un gruppo di veterani di guerra, sulla Hugha, invece, come riporta il Manifesto, un equipaggio quasi tutto femminile. Sulla Adara c'è un gruppo di indipendentisti catalani che sostiene l'autodeterminazione dei popoli, sulla Family viaggia il comitato direttivo, mentre a bordo dell'Alma ci sono Greta Thunberg e il giornalista colombiano Mauricio Morales di Al Jazeera, e sul Mikeno viaggiano rappresentanti di organizzazioni internazionali per i diritti umani. Sono oltre 50 le imbarcazioni che fanno parte della Global Sumud Flotilla, la più grande iniziativa indipendente, nata dalla società civile, per portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Le barche sono tutte in mare e, tra ostacoli, attacchi e maltempo, stanno portando avanti la missione.
Sabato scorso le barche italiane della Flotilla sono partite dal porto di Augusta, in Sicilia. Sono 18 in totale, alcune provenienti da Genova e, in base agli ultimi aggiornamenti ora si trovano nel porto di Portopalo di Capo Passero in attesa di incontrare le altre imbarcazioni, partite dalla Spagna e dalla Tunisia per poi dirigersi insieme verso Gaza.
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Dove si trova ora la Global Sumud Flotilla?
«Finalmente stanotte sono partite le barche dalla Tunisia. Il nostro punto di incontro sarà a largo di Malta», ha fatto sapere Maria Elena Delia, portavoce per l'Italia della Global Sumud Flotilla. Due imbarcazioni della Flotilla, l'Alma e la Family, che si trovavano al largo del porto di Sidi Bou Said sono state attaccate l’8 e il 9 settembre con degli esplosivi che, si pensa, siano stati sganciati da due droni e hanno causato degli incendi, spenti dall'equipaggio. Altre barche hanno subito ritardi per il maltempo, ma il viaggio prosegue. «Diamo loro il tempo di raggiungerci», ha spiegato Delia parlando delle venti imbarcazioni dalla Tunisia e delle sei barche provenienti dalla Grecia, «arriveranno tra 40 ore e noi partiremo da Portopalo domani sera tardi e ci ritroveremo al meeting point».
Per seguire il viaggio della flottiglia è stato creato un tracker disponibile sul sito ufficiale della missione che consente di conoscere la posizione di ogni barca h24. Si vedono i puntini spostarsi nel Mediterraneo con informazioni dettagliate per ogni imbarcazione. È un mezzo fondamentale per garantire visibilità alla missione, documentare ogni eventuale attacco e quindi tutelare gli equipaggi e il successo dell'impresa.
Quando è previsto l'arrivo a Gaza?
Una volta che tutte le imbarcazioni si saranno riunite nel punto stabilito, si stima che il viaggio completo verso Gaza possa durare circa sette o otto giorni per un totale di circa 3.000 chilometri di distanza. È difficile, però, stabilire quanto tempo ci metteranno effettivamente le imbarcazioni, dato che le variabili rimangono imprevedibili. Già in questi primi giorni di partenze e spostamenti ci sono stati ostacoli e cambi di programma e, mano a mano che ci si avvicinerà alla Striscia di Gaza, i rischi si faranno sempre più tangibili.
Lo scopo è aprire un corridoio umanitario per portare aiuti alla popolazione civile, ma è molto difficile che Israele lascerà che la Flotilla arrivi a Gaza. Proprio in queste ore l’esercito israeliano è entrato via terra a Gaza City per occuparla militarmente e iniziare a prendere in controllo della Striscia come stabilito dal governo di Netanyahu lo scorso agosto. Nel frattempo una commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite ha stabilito che Israele sta effettivamente commettendo un genocidio. «Siamo giunti alla conclusione che a Gaza si sta verificando un genocidio e che la responsabilità ricade sullo Stato di Israele», ha dichiarato Navi Pillay, capo della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, «La comunità internazionale non può rimanere in silenzio di fronte alla campagna genocida di Israele contro il popolo palestinese a Gaza. Quando emergono chiari segni e prove di genocidio, non agire per porvi fine equivale a complicità».











