In un Paese come l'Italia, in una città come Milano, dove la cultura del lavoro permea ogni ambito della nostra vita, arrivando ad influire quotidianamente su tutto quello che facciamo, l'ufficio sostituisce gli spazi domestici, i colleghi diventano le persone che vediamo più durante la settimana, una buona o brutta giornata lavorativa ha il potere di definire il nostro umore. Per questo è fondamentale trovare negli spazi di lavoro un luogo amico, dove poter essere chi siamo, e favorire l'esistenza di questi momenti non come strategia di marketing aziendale, ma come politica interna su cui l'azienda fondi le basi del benessere dei propri dipendenti.
È il caso di Jakala – player globale specializzato in dati, intelligenza artificiale ed esperienze personalizzate - che ha creato YOU@JAKALA, uno spazio in cui ogni dipendente possa condividere valori, cause e perfino le persone che per lui o per lei contano di più, al di là dei legami familiari o delle definizioni legali. Il tutto per benefit mirati, azioni di caring e connessioni con la comunità che trasformino l’Hr in un vero abilitatore di integrazione, senso di appartenenza e benessere.
C'è poi un mese di particolare attenzione, giugno, dove ricordare a tutti i dipendenti che possono essere chi desiderano. Il periodo del Pride, infatti, che dai moti di Stonewall nel 1969 a New York ogni anno ci ricorda che dobbiamo rivendicare la nostra unicità, oggi diventa il mese deputato più di tutti all'ascolto, favorendo accoglienza e rispetto verso l'altro.
Per questo, dal 23 al 27 giugno 2025, Jakala ha realizzato una serie di incontri volti all'approfondimento di tematiche legate al mondo Lgbtqia+, scegliendo di posizionarsi con il progetto pilota della Pride Week. Cinque giorni in cui i dipendenti di tutte le sedi italiane hanno avuto la possibilità di partecipare ad attività e talk, incontri con associazioni locali, reti nazionali di supporto (Agedo, Rete Lenford, Gay Center ROMA, Famiglie Arcobaleno, Associazione Quore, Arcigay, CAD Cosenza , Pride Sport Milano e Pochos Napoli) e momenti di informazione sul tema della prevenzione in tema di salute sessuale, HIV, PrEP, HPV (sì, farlo in azienda è possibile) con LILA e ASST Fatebenefratelli Sacco.
Lo sport è stato valorizzato come spazio di aggregazione, visibilità e inclusione, affrontando temi centrali come l’accesso delle persone trans, la valorizzazione dei corpi non conformi e la costruzione di alleanze attraverso il movimento. Accanto a queste iniziative, Jakala ha attivato laboratori creativi e Club del libro dedicati all’arte, al teatro, alla musica, alla scrittura e alla lettura, riconoscendo nella creatività un potente strumento di affermazione personale e costruzione comunitaria. Le testimonianze delle associazioni hanno dato voce a esperienze autentiche e vissuti concreti, contribuendo a una narrazione più ricca e plurale della realtà. Infine, con il walking tour del Pride a Milano, Jakala ha offerto un’esperienza urbana di memoria collettiva.
Sempre più aziende si muovono in questa direzione nel nostro Paese ed è da qui che si può ripartire: a fronte di una situazione in cui il 57,1% di noi percepisce la propria identità di genere come uno svantaggio nella carriera, nel riconoscimento professionale o nella retribuzione, dove il 37,1% ha affrontato un clima ostile o aggressioni legate all'identità di genere sul posto di lavoro (fonte ISTAT-UNAR del 2023), una cultura aziendale volta all'affermazione dell'identità di tutti è un passo necessario affinché la società si trasformi, da dentro, un passo alla volta. E forse, finalmente, raccoglieremo i frutti.











