Il Festival di Sanremo non è esattamente il luogo da cui qualcuno penserebbe di partire per trovare traccia dei primi movimenti pro diritti LGBTQIA+. Eppure, a ben vedere, è proprio a Sanremo che ha avuto luogo la manifestazione che potremmo definire un "antenato" del moderno Pride tenutosi per la prima volta in Italia, in via ufficiale e a livello nazionale, a Roma, nel 1994.

Ciò che successe il 5 aprile 1972 nella cittadina ligure nacque come un atto quasi di protesta, ma ha finito per diventare un momento storico per la lotta alla discriminazione, considerato da molti come la prima manifestazione pubblica organizzata da persone omosessuali in Italia. In quel giorno di più di 50 anni fa, nello stesso Casinò di Sanremo dove appena due mesi prima si era tenuto il Festival della canzone italiana (che di conseguenza, godeva ancora di un certo strascico dell'attenzione mediatica) si tenne il Congresso internazionale sulle devianze sessuali, organizzato dal Centro Italiano di Sessuologia.

Lì, le menti dell'epoca si trovarono per discutere i rischi e i rimedi legati all'omosessualità, secondo le assurde teorie dell'epoca d'ispirazione cattolica. L'evento non passò inosservato, tanto da scatenare la risposta del Fuori! Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano (la prima associazione per i diritti omosessuali fondata da Angelo Pezzana appena pochi mesi prima), che si precipitò per le strade di Sanremo e persino dentro al Casinò, dove si stava tenendo la conferenza, per protestare. Al fiano del movimento italiano parteciparono anche associazioni europee, come il Front Homosexuel d'Action Révolutionnaire (FHAR) francese, il Mouvement homosexuel d'action revolutionnaire (MHAR) belga e il Gay Liberation Front (GLF) inglese. Così per le strade si leggevano i manifesti «Gay is proud» mentre la femminista e attivista francese Françoise d’Eaubonne riuscì persino a parlare sul palco del Congresso, prima di essere bruscamente interrotta dalla polizia.

Non parliamo di una manifestazione da grandi numeri, anzi, il gruppo di protesta si assestava sotto la cinquantina di persone, ma tanto bastò per attirare l'attenzione mediatica, portando in primo piano la discussione sui diritti delle persone omosessuali. Questo trisavolo del Pride, una specie di moti di Stonewall all'italiana se proprio vogliamo trovare un fil rouge, ha segnato un momento importante per il dibattito sui diritti nel nostro Paese, anche se da quel momento si sarebbero dovuti attendere altri 20 anni prima dell’eliminazione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali dell’International Classification of Diseases (ICD).