Scegliere le parole giuste e trovarle dove non ce ne sono, lì nel giardino di simboli in cui ogni giorno troviamo espressioni che dividono, è importante che tutti si sentano rappresentati da parole che rappresentino la realtà. E il linguaggio in questo gioca un ruolo fondamentale perché solo così si affrontano argomenti inizialmente troppo grandi e sconosciuti, rendendoli concreti e avvicinabili.
Lo dice Annie Mazzola, ambassador di Coca-Cola sul progetto nelle tappe di Modena e Prato, che, intervistata dalla direttrice di Cosmopolitan Lavinia Farnese fa un esempio molto semplice.
«Sono una donna eterosessuale, non faccio parte di nessuna minoranza eppure mi rendo conto di quanto il giusto linguaggio sia fondamentale nella narrativa delle nuove famiglie perché sono la compagna di Marco, che ha due figli, Riccardo e Olga. Nonostante io abbia la delega per accompagnare ed andare a prendere Riccardo all’asilo, e le maestre ormai sappiano chi sono, in occasione della recita di fine anno la scuola non aveva pensato che in famiglia volessimo venire in tre: i genitori di Riccardo e io, compagna di suo padre. Perché per una famiglia devono per forza esserci solo due figure? Noi volevamo esserci in tre, tutti insieme e inizialmente non era stata considerata come possibilità. Le insegnanti si sono subito rese conto del loro "bias", del preconcetto per cui le figure che educano in famiglia sono solo la mamma e il papà, mentre a noi non è neanche dato di avere un nome diverso da "matrigna". Se ci pensate non esiste una parola diversa per indicare una figura altra dalla madre che si prende cura di un bambino e che fa parte della stessa sfera famigliare. Le parole sono importanti, e con strutture sociali familiari sempre nuove è importante che il lessico vada al passo con le possibilità che offre la realtà».
Parola poi ad Alberto Bignardi Da Villanova, presidente di Famiglie Arcobaleno di Modena, che insieme al suo compagno sta decidendo di intraprendere il percorso per diventare genitori. «Non si deve parlare di "utero in affitto", perché presuppone una situazione non etica, e uno stato di partenza che degrada moltissimo il ruolo della donna in un percorso che invece è scelto anche dalla donna stessa che decide di portare in grembo figli per chi non ne può avere. Per questo è importante parlare di "maternità surrogata", "gestazione per altri etica (o GPA etica)", sono queste le espressioni che bisogna usare, diciamo le cose nel modo corretto, solo così si può fare giusta informazione».
Ci vediamo a Prato, il 19 giugno: appuntamento qui
➡️ 19 GIUGNO – PRATO con Famiglie Arcobaleno e Annie Mazzola, Conduttrice Radiofonica e Ambassador del progetto, modera Lavinia Farnese, Direttrice di Cosmopolitan Italia
📍L’OPIFICIO, Piazza San Marco, 39, 59100 Prato PO
➡️ 21 GIUGNO - ANZIO con Famiglie Arcobaleno e Jenny De Nucci, Attrice e Content Creator, modera Lavinia Farnese, Direttrice Cosmopolitan Italia
Famiglie Arcobaleno
In Italia i figli e le figlie di coppie dello stesso sesso non hanno ancora gli stessi diritti. Famiglie Arcobaleno è l’associazione di genitori LGBTQIA+ che chiede la piena eguaglianza, stessi diritti e stessi doveri per tutt*.












