C'è Andrea che per il suo corpo androgino viene spesso scambiata per un uomo, ma non importa, per lei c'è il minotauro, la figura mitologica in cui si riconosce, senza badare a pronomi di sorta («lui o lei non m'importa»). C'è Clotilde, che un giorno durante un allenamento di pallanuoto perde i sensi, e inizia un lungo percorso riabilitativo, tra dolori cronici e amicizie in ospedale che diventano legami per tutta la vita e che delle diversità, con ironia, dice, ridendo: «Le ho tutte, ho fatto bingo». E Francesco, che del suo albinismo fa un particolare non identificativo della sua persona, un piccolo dettaglio nella bellezza di una vita come quelle di tanti altri, ma non per questo più o meno unica, e sempre in evoluzione.
Le sei storie che IED Roma ha raccolto sono le vite di persone che hanno deciso di raccontarsi alle telecamere degli studenti che hanno aderito al progetto di tesi in collaborazione con Cosmopolitan. Noi abbiamo avuto l'opportunità, perché di questo si tratta, di dare a giovani ragazzi la possibilità di esprimersi e di mettere in gioco le loro nuove conoscenze, sperimentando, con la visibilità che il progetto merita e che ora condividiamo con voi, interpretando il tema della Diversity and Inclusion.
Il risultato è un mosaico di vite che potete ascoltare su Spotify, per puntate, ognuna dedicata a una persona che si è aperta, nella sua identità fatta di fragilità e unicità, una parola alla volta: seduti nello Spazio Cosmo, hanno pescato le parole dall'ampolla, e in base a quello che sorteggiavano hanno risposto. Corpo? «Ognuno ha i suoi limiti. Se non riesco a fare una cosa, trovo un altro modo per farla», afferma Maria Bianca, che da piccola ha perso la gamba in un incidente in motorino. Una parola che ti rappresenta? «Parrucca», risponde Virginia, che a quattordici anni inizia a soffrire di alopecia, «ne avevo il terrore. Ora sono un gioco».
L'esperienza è stato un viaggio per gli studenti, come racconta Giorgia Marcucci, studentessa di Video Design IED Roma e regista dei videopodcast: «Il progetto mi ha permesso di riflettere sul significato profondo della diversità, una parola che non dovrebbe mai separare, ma, al contrario, che ha il grande potere di unire. Ho basato il mio lavoro sulla possibilità di essere liberi, di manifestare chi siamo anche in assenza degli altri. Fondamentale, è stato poi coinvolgere persone che parlassero in prima persona. La ricchezza più grande di questo lavoro è stata proprio questa: conoscere persone che si sono fidate di noi al punto da affidarci le loro storie».
Un'opportunità anche per la stessa accademia, come dichiara Max Giovagnoli, coordinatore IED Arti Visive di Roma: «Diversità e inclusione sono state chiavi di lettura spontanee e immediate in questo progetto, in termini di linguaggio, di tecniche e di narrazione. Lo sguardo assunto dai nostri studenti è stato fin dall'inizio internazionale, intimo e aspirazionale. Non epico, non difensivo, semplicemente contemporaneo. A ben vedere, la creatività e il talento hanno funzionato da subito come chiave d'accesso per ogni declinazione visiva e sonora del racconto».
Il lavoro si inserisce nel progetto Manifesto Libertà, il progetto che Cosmopolitan vuole scrivere ogni giorno con voi, più che mai a partire da questo giugno, da questo Pride Month 2024, e oltre, perché non si torni più indietro. Non solo il progetto social con IED Roma, ma anche la nostra presenza con il carro di Cosmopolitan il 15 giugno per le vie della Capitale, l'UltraPride con Coca-Cola per le province italiane e la chiusura del mese a Milano, con la manifestazione e il concerto del 29 giugno 2024 all'Arco della Pace.
I sei videopodcast sono disponibili su Spotify sul profilo di Cosmopolitan Italia.













