È tutto pronto per il Roma Pride del 10 giugno, anche Cosmopolitan non vede l'ora di partecipare ma, a quanto pare, non poteva mancare la polemica dell'ultimo minuto. La Regione Lazio ha deciso di revocare il patrocinio al Pride della capitale proprio alla vigilia della manifestazione. Il motivo, o forse dovremmo dire «il pretesto» sarebbe il sostegno del Pride alla gestazione per altri. «Siamo ormai alla farsa», ha commentato Mario Colamarino portavoce del Roma Pride e presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, «Pro Vita ordina e la politica esegue».

la regione lazio ha tolto il patrocinio al roma pridepinterest
Antonio Masiello//Getty Images
Due ragazze al Roma Pride

Nei giorni scorsi, infatti, il portavoce dell’associazione Pro Vita e Famiglia, Jacopo Coghe aveva criticato il patrocinio della regione, «Ci chiediamo se il centrodestra non sia in preda ad una schizofrenia», aveva commentato, «perché il documento politico del Pride, al quale è stato dato il patrocinio, è chiaro: legalizzazione dell’utero in affitto, matrimonio egualitario, adozioni per coppie dello stesso sesso, trascrizioni anagrafiche per i figli delle coppie gay, identità di genere, progetti gender nelle scuole di ogni ordine e grado, e la carriera alias in tutti gli istituti di istruzione». Subito dopo è arrivata la risposta del Presidente del Lazio Francesco Rocca (sostenuto da Pro Vita in campagna elettorale) che ha revocato il suo sostegno.

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Elodie al Roma Pride 2022

La giunta regionale ha dichiarato che la firma istituzionale della Regione Lazio «non può, né potrà mai, essere utilizzata a sostegno di manifestazioni volte a promuovere comportamenti illegali, con specifico riferimento alla pratica del cosiddetto utero in affitto». L'ente ha spiegato che la revoca del patrocinio «si è resa necessaria e inevitabile a seguito delle affermazioni, dei toni e dei propositi contenuti nel manifesto dell'evento intitolato 'Queeresistenza'». Nel documento del Pride si legge effettivamente «Vogliamo una legge che introduca e disciplini anche in Italia una gestazione per altri (GPA) etica e solidale, che si basi sul pieno rispetto di tutte le persone coinvolte, sulla scorta delle più avanzate esperienze internazionali e in un’ottica di piena autodeterminazione». In questo momento la gestazione per altri è al centro del dibattito data la volontà del governo di renderla reato universale. Eppure è importante notare come siano molto più spesso le coppie etero a beneficiare della GPA, piuttosto che le coppie omosessuali.

In ogni caso il dietrofront della Regione fa pensare, fa indignare, è una «vergogna», come ha commentato Elodie, madrina del Roma Pride dell'anno scorso, su Instagram ribadendo il suo sostegno a «chi promuove una società che rispetta tutti». «Con l’ironia che ci contraddistingue ringraziamo Pro vita per averci offerto un servizio di ufficio stampa gratuito», ha aggiunto Colamarino, «Grazie a loro siamo certi che sabato 10 giugno alla grande parata che partirà da Piazza della Repubblica alle ore 15.00 ci sarà una folla oceanica che crede nei diritti, nell’uguaglianza e nella laicità».