Lo ricorderemo come il primo Papa arrivato dall'Argentina, il primo pontefice non europeo, colui che ha avuto il compito di svecchiare un'istituzione, quella della Chiesa Cattolica, scossa da scandali e avversità. Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, è morto, oggi, lunedì 21 aprile, all'età di 88 anni.

La notizia di un suo ricovero per una bronchite ha invaso le prime pagine giornali il 14 febbraio. Ricoverato all'Ospedale Gemelli di Roma, il papa si è spento lunedì 21 aprile 2025- Era stato eletto appena 12 anni fa, dopo un conclave storico che lo aveva visto superare in preferenze diversi altri prelati e conquistarsi così un primato incredibile: diventare Papa mentre un pontefice uscente, ma ancora in vita, ovvero Joseph Ratzinger, lo guardava salutare la folla dal balcone affacciato su piazza San Pietro.

Eppure, solo ieri, il giorno della Santa Pasqua, il Papa ha augurato di persona la «buona Pasqua» ai fedeli. In mattinata aveva ricevuto a Casa Santa Marta il vicepresidente americano J.D. Vance. Poi, a sorpresa, si era affacciato su Piazza San Pietro per il tradizionale messaggio Urbi et Orbi, augurando buona Pasqua ai fedeli. E non solo: si era anche concesso un lungo giro in Papamobile, tra 35.000 persone.

Papa Bergoglio, il pontefice della modernità

pope francis celebrates a holy mass for the imposition of the pallium upon the new metropolitan archbishops, during the solemnity of saints peter and paul apostles, in st peters basilica at the vatican, on june 29, 2020 photo by angelo carconi pool afp photo by angelo carconipoolafp via getty imagespinterest
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Papa Bergoglio nel 2020

A lungo si è detto, dopo l'elezione di Bergoglio il 13 marzo 2013, che sarebbe stato lui il Papa della trasformazione della Chiesa in un organo inclusivo, accogliente, finalmente paritario. Gli scandali che hanno investito il pontificato di Ratzinger, costretto dalla malattia alle dimissioni e al ritiro a vita privata, avevano preparato il terreno per una rivoluzione. E Papa Francesco, dopo quel festoso "Buonasera" pronunciato con voce sicura davanti alla folla in adorante ascolto riunita sotto la finestra di piazza San Pietro, è sembrato a tutti la persona giusta per avviare un processo complicato in un colosso tradizionalista e conservatore come il Vaticano.

Nato a Buenos Aires nel 1936, figlio di emigranti piemontesi (di cui nel 2022 è andato a trovare gli eredi, residenti ad Asti), Jorge Maria studia da perito chimico, poi, avuta la vocazione, intraprende la strada religiosa con i Gesuiti, mentre nel frattempo inizia gli studi accademici in filosofia, ottenendo la laurea nel 1963. La sua carriera inizia come professore, fino alla seconda laurea in teologia nel 1970, al rettorato di diverse scuole e collegi dell'Argentina. Nel 1992, Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Auca, avvio di una carriera brillante nel mondo ecclesiastico. Diventa cardinale nel 2001, in anni in cui la sua figura, in America Latina, sta lentamente conquistando la dimensione del mito. Nel 2005 partecipa al conclave che eleggerà Benedetto XVI: chissà se in quei giorni immaginava già che ne avrebbe preso il testimone.

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Francesco con Maradona nel 2005

Diventato arcivescovo di Buenos Aires, comincia il suo progetto di evangelizzazione, puntando tutto sull'inclusione, sulle comunità aperte, sulla compassione per poveri e malati. Un'impronta, questa, che sarà il suo marchio per tutti gli anni del Pontificato.

In uno dei suoi primi discorsi da Papa, Bergoglio ha pronunciato parole che ben rappresentano la sua missione sulla terra:

Non abbiate paura della bontà e neanche della tenerezza

Ha detto spesso di voler accogliere tutti, senza esclusione, citando diverse volte la comunità LGBTQ+. Si è speso per i più poveri, sempre con un punto fermo a guidare il suo lavoro: essere un "parroco", più che il più alto funzionario del Vaticano che guarda le persone dall'alto della sua posizione di privilegio.

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Papa Francesco e lo storico saluto dalla finestra a una piazza San Pietro vuota per il lockdown del 2020

Non è un caso che le parole più gettonate nei suoi discorsi, in dieci anni di pontificato, siano state proprio «pace» e «migranti». E neanche che abbia affrontato molti viaggi, dal Brasile - il primo dopo l'elezione - fino alla Terra Santa, arrivando poi in Corea del Sud, Albania, America Latina, Africa e Asia, così da raggiungere più persone possibili. Ha incontrato i grandi della terra, dalla regina Elisabetta a decine di capi di Stato, così come gli ultimi, i bambini malati e i sofferenti, i Nativi Americani e gli abitanti delle periferie più bistrattate del mondo.

Se ne va un personaggio storico di grande spessore morale, un leader mondiale carismatico come ce ne sono stati pochi, che ha saputo tenere testa al lato più conservatore della Chiesa. Spesso è stato definito l'"Antipapa" proprio per il suo approccio liberale. E dunque addio, Papa Bergoglio.

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Papa Bergoglio

Le ultime parole di Papa Francesco

Papa Francesco se ne è andato, ma ha parlato fino all’ultimo. Nelle sue ultime ore, con voce stanca ma lucida, ha voluto ribadire quello che per lui era l’essenza della fede: pace, accoglienza, convivenza. «La fede non è una bandiera da sventolare contro qualcuno», avrebbe detto, rivolgendosi a chi oggi usa la religione per alimentare divisioni, paura, odio. Senza nominarli, ma lasciando pochi dubbi su chi intendesse: leader politici come Trump e altri ultranazionalisti che da anni piegano simboli e parole del Vangelo a fini di potere.

Papa Francesco non ha mai avuto paura di disturbare. Ha sempre parlato chiaro, anche quando sarebbe stato più comodo tacere. «Dio non sta dalla parte di chi esclude, ma di chi accoglie», avrebbe detto in quelle ultime ore, quasi volesse lasciare un segnale, un confine netto tra ciò che è Vangelo e ciò che è propaganda. Anche nel suo ultimo saluto pubblico, nel giorno di Pasqua, aveva scelto parole semplici ma potenti: “Vorrei che tornassimo a sperare che la pace è possibile”.

Così se n’è andato: con lo stesso stile con cui ha vissuto il suo pontificato. Umile, diretto, ostinato nel difendere l’umanità quando veniva calpestata in nome della religione. Le sue ultime parole non sono un addio, ma una consegna.