Per prima c'è stata la Alaska Airlines che, la primavera scorsa, aveva annunciato di voler introdurre una divisa gender-neutral per l'equipaggio, poi, poco tempo fa, la compagnia australiana WestJet ha lanciato una nuova linea di uniformi che rompono le norme di genere. Qualcosa si sta evolvendo: in un ambito in cui siamo abituati a vedere una rigida divisione - da un lato le hostess con la gonna, dall'altro gli steward in completo - c'è chi prova a cambiare direzione. Ora la compagnia britannica Virgin Atlantic ha annunciato con un video sui social che i suoi dipendenti potranno scegliere le uniformi che più rispecchiano la loro identità di genere.
Le divise rosso fuoco della compagnia aerea disegnate dall'iconica Vivienne Westwood non saranno più legate a doppio filo al binarismo di genere: chiunque potrà scegliere di indossare la gonna o i pantaloni sulla base del proprio sentire, della propria identità e espressione di genere. «È molto importante consentire ai nostri dipendenti di abbracciare la propria individualità e di essere sé stessi al lavoro», ha dichiarato Juha Järvinen, direttore commerciale di Virgin Atlantic, «Per questo motivo vogliamo permettere loro di indossare l’uniforme che meglio si adatta a loro e al loro modo di identificarsi e garantire che i nostri clienti siano chiamati con i loro pronomi preferiti».
La Virgin Atlantic, infatti, come parte della sua nuova policy, metterà a disposizione dello staff e dei viaggiatori dei badge da ritirare al check-in con indicati i pronomi con cui si vuole essere chiamati, in modo da favorire l'inclusione delle persone trans e gender non conforming. Darà anche la possibilità ai passeggeri con passaporti con genere neutro (al momento disponibili negli Stati Uniti, in India e in Pakistan) di utilizzare il titolo "Mx" e si impegnerà per migliorare la formazione del personale sui temi legati a diversity e inclusion.
Anche la conduttrice e attrice Michelle Visage, giudice del reality show televisivo di successo Ru Paul's Drag Race e scelta per la campagna di Virgin Atlantic si è espressa positivamente sull'iniziativa che va a mettere in dubbio norme di genere radicate che la società continua a dare per scontate e spesso a difendere. «Le e persone», ha dichiarato al Guardian, «si sentono responsabili quando indossano ciò che meglio le rappresenta e questa politica sull'identità di genere consentirà loro di abbracciare chi sono».












