Ghislaine Maxwell è stata giudicata colpevole di cinque dei sei reati di cui era stata accusata, tra i quali spicca quello di traffico sessuale di minori per aver reclutato e adescato delle giovani ragazze per conto dell’ex compagno Jeffrey Epstein, morto suicida nel 2019 mentre era in attesa della sua condanna per pedofilia e abusi.
Secondo quanto riportato dai pubblici ministeri Maxwell «ha depredato ragazze vulnerabili, le ha manipolate e le ha offerte per subire abusi sessuali», come si legge anche all’interno della sentenza emessa nelle scorse ore nei confronti della ex socialite britannica che, oggi, continua a proclamare la propria innocenza affermato di essere diventata il capro espiatorio di tutti i crimini commessi da Epstein.
«Crediamo fermamente nell'innocenza di Ghislaine. Ovviamente siamo molto delusi dal verdetto», ha affermato il legale di Maxwell appena uscito dal tribunale ma già pronto a dare battaglia «Stiamo lavorando sull'appello e siamo fiduciosi» ha poi concluso l’avvocato, la cui linea difensiva è quella di smontare pezzo per pezzo le accuse mosse nei confronti della sua assistita, descritta dai pubblici ministeri come una «predatrice sofisticata» che ha lavorato «a braccetto» con Epstein, del quale non era solo una “spalla” ma anche complice poiché, stando alle testimonianze di alcune vittime, anche Ghislaine avrebbe preso parte ad alcuni abusi commessi da Jeffrey.
Due delle vittime di Epstein hanno raccontato di avere avuto solo 14 anni quando Maxwell le avrebbe indotte al sesso con la scusa di alcuni massaggi poi trasformatisi in abusi; una testimone ha affermato di essere stata reclutata al campo estivo dalla 60enne, mentre un’altra ragazza ha svelato di essere stata pagata $ 300 al termine di ogni incontro , molto spesso, a darle i soldi era proprio la Maxwell.
«Sono sollevata e grata che la giuria abbia riconosciuto il modello di comportamento predatorio in cui Maxwell si è impegnata per anni e l'abbia giudicata colpevole», ha affermato dopo la condanna nei confronti della ex socialite Annie Farmer, una delle tante vittime che hanno testimoniato contro Epstein e Ghislaine al processo. «Ha ferito molte più donne rispetto alle poche di noi che hanno avuto la possibilità di testimoniare in aula. Spero che questo verdetto porti conforto a tutti coloro che ne hanno bisogno e dimostri che nessuno è al di sopra della legge» ha poi concluso la donna, finalmente sollevata nel vedere in carcere “la sua aguzzina”, la cui vita è stata trascorsa tra ricchezze e privilegi, in un mondo dorato dove i potenti (vedi Harvey Weinstein) e i reali britannici erano considerati amici (compreso il Principe Andrea, accusato di violenza sessuale) e tutto era concesso ma che, ora, rischia di trascorrere il resto della sua vita in carcere, come una “comune mortale”.











