Fermi tutti! Siamo tutti d’accordo che la posta elettronica sia una delle invenzioni più utili e incredibili nel mondo della comunicazione? No, non voglio passare per una boomer, ma pensate a come abbia velocizzato il lavoro, come abbia aiutato persone a mettersi in contatto o come abbia permesso la circolazione di meno carta. Però, sembra proprio un dato di fatto, la generazione Z e le email non hanno stretto un buon rapporto e a raccontarlo è stato il The New York Times che, in un suo recente articolo, ha raccolto le dichiarazione di ragazz* nat* tra il 1997 e il 2012. La gloriosa Gen Z!

Se stai combattendo anche tu, come me, contro una casella postale straripante di mail lette, non lette, spam e cestinate, puoi unirti nel coro di questo nuovo modo di pensare al mondo del lavoro. Il primo a parlare di insoddisfazione nella comunicazione attraverso le email è stato uno studio condotto lo scorso anno da Creative Strategie. Il risultato? Per gli over 30 l’email è considerato il miglior strumento comunicativo, al contrario per gli under 30 che preferiscono app come Google Docs, Zoom o iMessage. E proprio il The New York Times riporta l’esempio di Adam Simmons, 24 anni, che dopo aver avviato una società di produzione video ha deciso di comunicare con dipendenti e clienti attraverso SMS, Direct Instagram e Zoom. Sicuramente una forma comunicativa più veloce, intuitiva e friendly. “Guardi la casella e trovi del lavoro da fare... che è sempre la priorità. E poi trovi l’affitto da pagare, le bollette di Netflix. È un modo negativo di vivere la vita”.

La casella elettronica, se ci pensiamo bene, crea un problema, quello da “stress della posta in arrivo”. “Ogni volta che ricevo un’email è come essere accoltellato - scrive uno studente - un’altra cosa da fare per me”. Un sondaggio condotto dalla società di consulenza Deloitte ha rivelato che il 46% dei giovani appartenenti alla generazione Z si è sentito stressato per tutto il 2020 e il 35% ha preso una pausa dal lavoro per motivi di ansia o stress. Questa nuova fascia generazionale, attenta alla salute, al futuro, all’inclusione e a maggiore etica, è quella, sì, nata con lo smartphone alla mano, ma è anche quella più attenta e critica verso le abitudini digitali.

Ogni volta che ricevo un’email è come essere accoltellato

Vivere un ambiente lavorativo senza email è possibile? Certo che sì. Questo anno di pandemia ci ha insegnato a usare nuovi portali comunicativi, a essere più smart sul punto di vista delle relazioni. In molti lavori, in cui sono necessari incontri e nuovi contatti, i social network sono diventati i nuovi mezzi per un sano scambio di informazioni. Quindi, caro indirizzo di posta elettronica, scusaci per non averti mai svuotato liberandoti da comunicazioni tediose... il tuo lavoro, ormai, l’hai fatto! Oggi, cerchiamo di guardare verso una nuova forma di comunicazione: più veloce, ma soprattutto meno stressante.