"Eskere is something Lil Pump says when he’s excited. Lil Pump is on a regular plane and starts yelling: man! We’re on first class. Eskereeee!!!". Se cercate "Eskere" sul web, la prima definizione che troverete è questa, riportata dal celebre Urban Dictionary. In italiano potremmo tradurre che "Eskere è qualcosa che Lil Pump dice quando è eccitato. Lil Pump è su un aereo e inizia a urlare: amico! Siamo in prima classe. Eskereeee!!!" Il termine, utilizzato spesso dal trapper americano Lil Pump nei suoi brani e nelle stories sui social, è diventato virale dopo la diffusione del video (poi rimosso dal web) in cui il cantante classe 2000, in macchina con amici e colleghi, inizia a sparare colpi di pistola fuori dal finestrino urlando una lunga serie di "Eskere".
I termini importati da lingue straniere nel nostro lessico sono molteplici tanto che questo è stato già persino riconosciuto dall'Accademia della Crusca. Negli ultimi tempi, in particolare, la diffusione e l’uso di tali neologismi tra i giovani è da ricondurre al florido mondo degli artisti rap e trap che, rivolgendosi a un pubblico soprattutto di teenagers, riescono ad attirarli principalmente attraverso i social network e attraverso uno slang subito riconoscibile. Un termine molto in voga, ormai da cinque anni anche in Italia, è appunto "Eskere": ma cosa vuol dire questa parola? Per evitare brutte figure è bene comprenderne origine e significato.
Cosa significa Eskere
"Esketit", "Esghere", "Let’sketit" o semplicemente Eskere (numerose le varianti grafico-fonetiche) non è in effetti un vero e proprio termine, ma piuttosto un neologismo o una suggestione di uso comune nello slang giovanile di oggi, in particolare nelle nuove tendenze del fenomeno trap. Ma cosa significa questo termine? Eskere è l’abbreviazione derivante dalla locuzione inglese "Let’s get it", vale a dire "Facciamoli", in riferimento ai soldi. Secondo altre fonti, la parola eskere vorrebbe anche dire "Turn up", cioè mettere insieme grandi quantità di qualcosa, che nel mondo trap fa riferimento a grandi quantità di droga. La locuzione può comunque assumere significati diversi rispetto al contesto in cui si trova.
Eskere: da Lil Pump all'Italia
Questa suggestione si è diffusa dapprima negli Stati Uniti in merito ad alcune pubblicazioni di rapper e trapper della new school e successivamente ha trovato ampio spazio anche in Italia. I primi a usare questo neologismo sono stati Famous Dex e Lil Pump. Originariamente il termine compare nel brano Two guns ad opera del primo, ma eskere deve la sua diffusione soprattutto grazie al secondo. Proprio Lil Pump infatti ha creato un brano dal titolo Esskeetit (il quale si è rivelato un grande successo) che lui stesso ha dichiarato essere un’abbreviazione di "Let’s get it". Anche altri artisti hanno utilizzato il termine eskere, tra questi ricordiamo Chief Keef, Lil Durk e Juicy J ma anche tutti gli artisti di Chicago che fanno il genere Drill, così come quelli del southern rap (o, se preferite, crunk).
Ma chi è Lil Pump? Il trapper di Miami, oggi poco più che ventenne, fin da giovanissimo si è spesso ritrovato sulle homepage musicali di mezzo mondo. Nel 2017 ad esempio ha spopolato su Sound Cloud grazie al singolo Gucci Gang, ha fatto arrabbiare la Cina per i contenuti stereotipati e razzisti di una canzone ed è finito più volte in prigione. Nonostante la sua giovane età, Lil Pump è già pieno di soldi, visualizzazioni, followers e, come lui stesso afferma, gli basta chiedere per avere tutto ciò che vuole, "dai diamanti alle donne", tanto che vanta persino una collaborazione in uno dei suoi video con Kanye West. Riconosciuto da tutti grazie ai suoi molteplici tatuaggi in faccia e alle trecce colorate, non ha comunque solo estimatori, tanto che il suo ultimo album Harver Dropout ha ricevuto molte critiche che hanno definito il rapper annoiato, svogliato, isolato e ormai incapace di divertirsi e di divertire. A peggiorare la situazione ci ha pensato Geoff Barrow dei Portishead, che ha accusato Pump di aver copiato una sua musica per creare una canzone a sfondo sessista: da padre di due ragazze giovani, Barrow spera che questo tipo di trap si estingua al più presto.
Cosa significa eskere in italiano?
Come accaduto anche per altri neologismi importati dalla musica rap americana, a diffondere il termine in Italia sono stati altrettanti rapper: Bello Figo con il brano del 2014 Le mie Jordan e la Dark Polo Gang. Il gruppo trap romano formato da Tony Effe, Wayne Santana e Dark Pyrex ha reso addirittura questa parola un vero e proprio saluto e anche i loro fan hanno cominciato ad usarla in ogni occasione: concerti, eventi e non solo. Eskere quindi è diventato termine generazionale che ha unito non solo i fan della band, ma tutti quelli della musica trap italiana che si sono sentiti così parte di una vera e propria community.
Con l’ascesa del neologismo, anche diversi rapper italiani minori hanno inserito e riutilizzato il termine eskere o esketit nei loro brani. La parola ha così perso il suo significato originale e in Italia viene utilizzata come intercalare dalle giovani generazioni, tanto da essere stata una delle parole più ricercate del 2018 su Google. Oggigiorno viene usato come una sorta di "bella lì" o "daje", quindi a mo' di saluto oppure per esprimere consenso.
Eskere in Italia, diffusione e utilizzo tra i giovani (e non solo)
Nel corso del 2020 a Terni sono morti tre adolescenti per uso di droga e questa è una ferita che rimarrà aperta per sempre. Tutto ciò ha provocato allarmismo nelle scuole della provincia umbra, in particolare al liceo Donatelli (frequentato da due delle vittime) che è intervenuto aprendo un progetto chiamato proprio "Eskere": una battaglia non solo contro la droga, ma anche a favore di una crescita consapevole dei giovani sperando di prevenire comportamenti che possono avere conseguenze catastrofiche.
Sempre a proposito di tutela dei giovani e corretta informazione, nel novembre del 2020 è uscito anche un film documentario dal titolo "Eskere". Ambientato a Brescia, il docufilm raccoglie i racconti di quattro ragazze adolescenti provenienti da contesti culturali diversi e cresciute nella città della leonessa lombarda.
Si può quindi dire che la parola eskere sia ormai entrata a far parte della cultura italiana, tanto che l’Accademia della Crusca nel novembre del 2018 ha riconosciuto questo vocabolo e lo ha coniato nei vari dizionari. Un tempo i ragazzini si divertivano citando i tormentoni dei comici più in voga, oggi ci si sente cool pronunciando la parola eskere senza una vera motivazione. Una moda che, con tutta probabilità, svanirà nel giro di qualche anno ma che per ora è diventata un fenomeno negli Stati Uniti e in tutto il resto del mondo, Italia inclusa.










