Il Burnout, ovvero la sindrome di stress da lavoro, è stato ufficialmente riconosciuta come malattia dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che l'ha inserita nella lista delle patologie (International Classification of Desease) legate a chi opera in contesti professionali molto complicati e di difficile gestione. Se hai già sentito nominare il burnout (o magari lo hai provato sulla tua pelle?) saprai che le conseguenze legate a questo tipo di patologia possono essere importanti e richiedono spesso l'intervento di un esperto per la risoluzione: il fatto che l'OMS l'abbia inserita nella lista delle malattie ufficialmente riconosciute come tale la dice lunga sul fatto che il workhaolism sia uno dei mali più diffusi del nostro secolo. La nuova classificazione delle malattie revisionata dall'OMS andrà in vigore dal 2022: da quel momento i medici potranno diagnosticare la sindrome a chi ne soffre proprio come già succede per qualsiasi altra malattia.
Che cos'è la sindrome da Burnout e quali sono i suoi sintomi
Nella definizione dell'OMS il Burnout è una sindrome legata allo stress cronico da lavoro che non ha ancora trovato risoluzione. I sintomi del burnout sono tre: ci si sente spesso esausti e affaticati; nel frattempo aumenta la sensazione di negatività nei confronti del proprio lavoro. Queste due sensazioni, mixate tra loro, portano alla scarsa produttività ed efficacia rispetto ai compiti da portare a termine quotidianamente ed è questo cortocircuito che provoca una sorta di "esplosione" mentale, un loop da cui è molto difficile uscire da soli, senza l'aiuto di un sostegno psicologico o un vero e proprio cambiamento di vita e professionale. Il termine burnout non può essere usato in altri contesti, perché è stato specificatamente teorizzato per il mondo del lavoro: il primo a discuterne è stato lo psicologo Herbert Freudenberger nel 1974 che ai tempi aveva analizzato soprattutto la vita lavorativa di professionisti del settore sanitario che molto aveva a che fare con le relazioni interpersonali.
In realtà negli anni il burnout si è stratificato su differenti livelli e settori, colpendo neo assunti e manager allo stesso modo: la questione legata al benessere mentale sul lavoro si è recentemente ampliata, nell'ottica di trovare soluzioni davvero utili per evitare di arrivare al punto di Burnout. La stessa OMS ha emanato un vademecum per definire in modo efficace un posto di lavoro positivo, armonico e che non provoca ansie e preoccupazioni nei suoi dipendenti.
Burnout come uscirne: i consigli degli esperti per evitare la sindrome
Sebbene sia diventata ufficialmente una sindrome solo nel 2019, le discussioni su come evitare il burnout, come riconoscerlo ed eventualmente curarlo procedono da anni insieme a psicologi ed esperti che studiano il fenomeno in diversi contesti lavorativi. La cosa più difficile è saper distinguere i semplici fenomeni di stress - che spesso somigliano molto a quelli del Burnout - dai casi più gravi di depressione che invece non si risolvono semplicemente spegnendo il pc e tornandosene a casa dal lavoro, dove tutto è più tranquillo. Mentre lo stress è una condizione temporanea legata ad esempio a un progetto che ti mette molta pressione, il burnout è invece una sensazione costante di disagio che si esprime attraverso i sintomi riconosciuti dall'OMS.
Secondo uno studio pubblicato sulla US National Institute of Health il modo migliore per aggirare il Burnout è lo sport: fare sport aiuta ad accendere il cervello (in senso buono), attivando le aree della positività e sprigionando ormoni che aiutano a mantenere in equilibrio il benessere mentale. Molti esperti affermano che il burnout sia contagioso, nel senso che è molto facile lasciarsi avvincere dalla negatività se accanto abbiamo un collega molto cinico e stressato. In questo senso è meglio starne alla larga, creando un ambiente lavorativo positivo e propositivo e godendosi il tempo libero fuori dall'ufficio tra workout, healthy food e amici, la cura migliore per aggirare il rischio di burnout.










