Body Talks è il nuovo spazio di Cosmopolitan Italia in cui parliamo, con rispetto, dei corpi che si evolvono, che amiamo, che non ci piacciono, che vogliamo imparare ad accettare. Una rubrica mensile in cui leggere per ispirarsi e capirsi di più: l'ospite del primo episodio è Marika Zaramella.

Un progetto di Margherita Meda, Digital Brand Officer di Cosmopolitan.it, Francesca Scrimizzi, Head of Digital Beauty e Beatrice Aquilini, Beauty Editor hub femminili di Hearst Digital.


Ricordo ancora un post, o forse era una storia, di quando ho iniziato a seguire Marika (@leitalienne) su Instagram. Lei diceva, molto apertamente, che l'unica cosa del suo aspetto fisico che non riusciva a smettere di conformare ai beauty standard femminili era il colore dei suoi capelli. Il resto, dai peli all'acne, ce l'aveva fatta, si era accettata, ma continuava a tingersi i suoi capelli bianchi, per soddisfare, in qualche modo, il male gaze. Mi sono sentita rappresentata: ogni mese, già da qualche anno, compro una tinta Garnier al supermercato – castano cioccolato 4.0 –, e mi scurisco la ricrescita grigia, più o meno con costanza regolare, controvoglia e tra sospiri di sbattimento. «Siamo schiave della tinta», così mi diceva sempre una mia amica.

Qualche tempo dopo, mentre continuavo a seguire Marika su Instagram, mi sono imbattuta nel suo nuovo taglio scalato, cool e dinamicissimo. Mi sono presto accorta che a renderlo così hot, così affascinante, erano i due grandi ciuffi grigi superiori. Uno stile e un hairstyle, che in tutta onestà non pensavo possibile su dei capelli grigi. Abbiamo parlato con lei, che ci ha raccontato il suo percorso di crescita personale attraverso cui ha anche smesso di tingersi i capelli; abbiamo cercato di spiegare perché quella dei grey hair sia una delle costrizioni patriarcali più difficili da rovesciare e abbiamo ascoltato i suoi consigli da esperta su extension, blending, styling e capelli grigi che spaccano.

Come accettare e portare i capelli bianchi: l'intervista a Marika Leitalienne

Qual è il tuo rapporto con i capelli in generale?

«Negli ultimi anni la mia ricerca si è concentrata molto sui capelli; ho letto che per alcune culture indigene questi siano strettamente collegati alla forza della persona e alla connessione con il divino ed è una cosa che mi è piaciuta un sacco. Per quanto mi riguarda, penso che i capelli siano strettamente connessi all’espressione del sé e, in particolare, anche all’emotività. Un giorno ho letto un articolo che diceva che i capelli trattengono i traumi e la cosa mi è rimasta in testa. Circa due anni fa, in seguito a un momento difficile della mia vita in cui volevo cambiare tutto, mi sono rasata completamente».

Quando hanno iniziato a diventare grigi cosa hai provato? Come hai reagito?

«Hanno iniziato a ingrigirsi molto presto, a 16 anni i primi: non erano tanti, però io me li tingevo subito, e ho sperimentato con tutti i colori. A 18 anni ne avevo già parecchi. Li tingevo sempre perché odiavo vederli. Ero adolescente e al tempo cercavo di costruire un’immagine di me che piacesse agli altri. Crescendo, non appena mi veniva un po' di ricrescita, chiunque me lo faceva notare: "Ah ma hai visto che ti devi fare la tinta?". E da più piccolina, non essendo sempre solida, mi sentivo come se venissi percepita solo per quello; cioè non veniva vista la mia persona, ma solo quello che mi mancava. In realtà, però, mi sembrava che più cercassi di omologarmi, più il mio corpo mi remasse contro».

Com’è cambiato il tuo rapporto con i capelli bianchi nel tempo? Come hai deciso di iniziare a tenerli al naturale? Come ti senti ora con loro?

«Durante il Covid ho fatto i primi tentativi di smettere con la tinta e ci sono anche riuscita. Lo stacco magari non era bello, ma comunque non dovevo uscire. Un giorno volevo enfatizzare il bianco dei miei due ciuffi superiori e ho provato a decolorarli per farli ancora più bianchi. Ho fatto un disastro: sono diventata arancione e da lì è ricominciata la trafila. Avevo raggiunto una lunghezza decente di capelli grigi, ma così ho dovuto ricominciare. E ho continuato a tingerli ancora per un po', finché nell'ultimo anno ho deciso di smettere di completamente. Mi sono fatta un taglio molto scalato e mi sono messa le extension per ottenere un bel risultato, ma in generale penso che il rapporto con i miei capelli bianchi sia cambiato man mano che cambiava quello con me stessa: più decostruivo chi ero, più vivevo qualsiasi tentativo di cambiarmi o adeguarmi come una violenza verso la mia unicità. Ed è stato così anche l'ultima volta in cui mi sono fatta la tinta. In seguito a questa realizzazione, vedere i miei capelli bianchi e lasciarli respirare è stato come liberarmi.

Ora che sono grigi, per me sono come un segnale che non voglio essere incasellata in un modo standard di essere donna. E sono felicissima di non negare più una parte di me che prima vivevo con imbarazzo, ma che ora vedo come un punto di forza, un mio tratto distintivo. Che poi non è nemmeno una questione di smettere di tingersi per forza. L'importante, secondo me, è fare un lavoro terapeutico e di consapevolezza. Per me questa questa scelta corrisponde, e in un qualche modo si manifesta, con un percorso interiore, secondo me necessario. Un percorso in cui si sposti l'attenzione da fuori a dentro, in cui si impari a a ricercare l'approvazione in se stessi, invece che negli altri. Che uno scelga di tingersi o meno, poi, quella è una scelta personale; una può pure amare i suoi capelli castani e volere rimanere così per il resto dei suoi giorni che andrebbe bene; però il fatto di non viverla come come una una schiavitù; il fatto di sapere che si può scegliere, è questa la cosa davvero importante».

Ti piacciono sempre o ci sono dei momenti no?

«Li amo e non tornerei mai indietro! Anzi, ero molto più insicura di me stessa prima, quando cercavo di omologarmi. Il fatto stesso di coltivare qualcosa di davvero mio mi da autostima. Poi sì, non è che debba sempre andare tutto bene, è comunque un percorso in evoluzione costante, non so come sarò fra un po' di anni. Ora, se qualche volta ho voglia di vedermi diversa, in ogni caso, ho sempre le mie parrucche».

Perché, secondo te, si fa così fatica ad abbracciare i capelli bianchi? Si accettano quasi più facilmente i peli sul corpo, le smagliature, la cellulite… Ma i capelli grigi proprio no.

«Alle donne non è concesso di invecchiare. Invecchiare è una delle più grandi minacce. Se una donna invecchia, è automaticamente invisibile allo sguardo maschile. E naturalmente si ha paura del giudizio e di essere invisibili. Quando ho smesso di tingermi, sembrava ancora una volta che nessuno mi vedesse più, ma che esistessero solo i miei capelli. Le estetiste, i parrucchieri, le persone per strada si sentivano in diritto di farmi notare i miei capelli bianchi e suggerirmi cosa fare per "aggiustarli". Me ne sono resa conto anche a livello di dating: il capello bianco per un uomo, diciamo un po' basic, è una tragedia, ne sono spaventatissimi. Però questa cosa in realtà mi fa piacere, perché i miei capelli bianchi hanno magari scacciato qualcuno, ma anche attirato persone diverse, forse più intelligenti e più profonde. In generale, tuttavia, è sentimento condiviso che una donna non possa concedersi di ribellarsi alla tirannia della bellezza canonica. Sono contenta, però, che abbracciare i grey hair stia comunque diventando sempre più un trend, così come spero lo sarà per la rappresentazione di tutti i corpi che non sono conformi».

Ci sono dei consigli di styling che daresti a chi vorrebbe provare a tenere i propri capelli bianchi?

«All’inizio è dura vedere lo stacco della tinta. Il mio consiglio è quello di fare un taglio corto oppure quello di indossare delle bandane o dei cappelli, finché non si ha abbastanza lunghezza da poter tagliare il capello tinto. Il grey blending – un trattamento simile al balayage che mescola diverse sfumature di grigio o di bianco, rendendo la chioma armoniosa – è un’altra opzione, ma non consiglio di farlo in Italia. Non ci sono ancora abbastanza professionisti specializzati nel grey blending visto che è ancora una richiesta troppo di nicchia. Anzi, sarebbe bello che ci evolvessimo anche qui; in ambienti come la moda il grigio è già super approvato. A me hanno aiutato le extension: avevo tagliato via tutta la tinta, ma non mi andava di tenermi il capello super short grigio, volevo vedermi ancora più grigia. E così ho fatto ricerca e me le sono fatte applicare in salone».

Cosa diresti ora alla te del passato, quando per la prima volta ha trovato un capello bianco?

Le direi che sarebbe stata super originale se li avesse tenuti e che comunque da grande sarà super hot e confident in quello che ora non riesce a riconoscere come un suo punto di forza.


I profili da seguire per curare i propri capelli bianchi secondo Marika (@leitalienne)

«È stato importante anche sfruttare l’algoritmo di Instagram per seguire, anziché canoni diversi dai miei, persone che avevano i capelli grigi, per crearmi una bolla in cui mi vedevo rappresentata e vedevo altre persone fare lo stesso», ci racconta ancora Marika (@leitalienne), che ha scelto di condividere con noi le sue ispirazioni. Going grey with (@grombre), è un profilo ispirazionale che ha iniziato a seguire nel suo percorso per smettere di tingersi, dove si vedeva finalmente rappresentata.

Altri profili, invece sono stati:

Sarah Strange (@sstrange)

Sara Black (@silverstrandsof_sara)

Mentre Juan Jaramillo (@color_by_jua) è uno degli hairstylist più famosi a New York in fatto di grey blending.

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