Da Rapallo, dove vive, a Sanremo, dove si esibirà, si potrebbe dire, non essercene così tanta strada, eppure, negli ultimi due anni, Sayf ne ha fatta moltissima. Genovese di origini tunisine, classe 1999, Adam Viacava – il suo nome all'anagrafe – ha in poco tempo cambiato le sorti dell'hip-hop italiano, avvicinando il suo rap di critica sociale a immaginari cantautorali tipici della costa (e dell'eredità) ligure, ma anche nazionale e alle sonorità jazz più ricercate della black music (ha la sua tromba in qualche studio - semicit).
- Sayf a Sanremo 2026 con "Tu mi piaci tanto": anticipazioni
- Duetti di Sanremo 2026, l'elenco ufficiale: chi ci sarà?
- «Con i miei capelli ho un rapporto di amore e odio»
Dal collettivo fondato nel 2024 insieme a Helmi Sa7bi, Sossy, Marvin e Vincè, Genovarabe, che mescola nel più ampio puzzle della sua identità, la cultura ligure a quella araba, fino al primo ep, Se Dio Vuole, pubblicato nel 2025; la portata e le dimensioni dell'impatto che i testi e la musica di Sayf hanno avuto su un pubblico di ascoltatori, sempre più affezionati, in questo ultimo periodo è ciò che gli permetterà, in questi giorni, di salire sul prestigioso palco dell'Ariston con "Tu mi piaci tanto", brano in gara alla 76esima edizione del Festival della canzone italiana.
Acconciature maschili 2026: i locs attorcigliati di Sayf in gara a Sanremo
Sul palco di Sanremo, da martedì 24 a sabato 28 febbraio, vedremo Sayf presentarci il suo bagaglio culturale e identitario non solo attraverso la sua voce e la sua scrittura, ma anche a livello stilistico. L'interprete di "Sto bene al mare" (brano di Marco Mengoni in cui collabora insieme a Rkomi) si è contraddistinto esteticamente soprattutto per i suoi capelli e le sue acconciature, un miscuglio di radici e di tendenze culminate, negli ultimi mesi, anche in una cortissima frangetta frontale (non c'è niente di meglio delle boy bangs su un ragazzo). L'identità artistica del rapper si rivela anche attraverso le sue lunghezze, da tempo cotonati in piccoli dread (dreadlocks) che, all'occorrenza, diventano più massicci.
Il segreto degli hairstyling di Sayf si cela infatti dietro le diverse intrecciature dei suoi locs: lasciati spesso liberi, legati sul retro da un largo elastico morbido oppure, nella loro versione più statuaria, attorcigliati a coppie, l'uno addosso all'altro, per costituire quelli che in gergo afro hair si definiscono twist (e in questo caso twisted dreadlocks), ma anche pettinati a tre a tre, per definirsi in treccine di dread stilosissime.
Per prendersi cura di loro, ci vuole cura costante, un mix intelligente di bicarbonato, aceto e succo di limone, prima di prodotti specifici come shampoo e olio rinforzante, da massaggiare delicatamente sul cuoio capelluto.











