Si è già parlato molto, e non senza critiche, delle incongruenze narrative e delle inaccuratezze storiche che distanziano l'adattamento cinematografico di Emerald Fennel – nelle sale italiane dal prossimo 12 febbraio – dal capolavoro letterario di Emily Brontë. «Non posso dire che sto realizzando Cime Tempestose. Non è possibile, – dichiarava la regista in una recente intervista a Fandango – quello che posso dire è che ne sto realizzando una versione. C'è una versione che ricordo di aver letto, che non è del tutto reale. E c'è una versione in cui volevo che accadessero cose che non sono mai accadute. E quindi [questo film] è Cime Tempestose, ma allo stesso tempo non lo è».
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Ciò che aveva ben chiaro Fennel fin dall'inizio, secondo le parole di Siân Miller, hair and make-up designer che ha lavorato alle acconciature e al trucco della pellicola, ad Allure, nell'approfondimento This Is Your Exclusive First Look at the Hair and Makeup in "Wuthering Heights", era che «il film doveva essere visto attraverso l'immaginazione di una quattordicenne, quella di Emerald. Era chiaro che sarebbe stato una sorta di "fever dream"». Un approccio che si adegua quindi anche alla realizzazione estetica dei beauty look sui protagonisti, dalla Catherine Earnshaw di Margot Robbie all'Heathcliff di Jacob Elordi e oltre: mentre alcuni dei costumi, delle acconciature e dei make-up sono fedeli alle mode dell'epoca, in altri vengono incorporati elementi di fantasia, in un risultato che è un banchetto abbagliante e spettacolare di arte surrealista, immaginario gotico e decadenza visiva, soprattutto in fatto di capelli, che Miller descrive come una «combinazione di 1950s mid-century melodrama ed eccesso vittoriano con elementi fantastici».
L'evoluzione dei capelli di Catherine (Margot Robbie) in "Cime tempestose"
Già dalle prime immagini della pellicola diffuse dai canali ufficiali di "Wuthering Heights" – il titolo in lingua originale – si può intendere che a ipnotizzare lo sguardo dello spettatore in sala saranno le lunghe ciocche bionde della protagonista: il film presenta tra le 35 e le 40 acconciature diverse su Robbie, inclusi gioielli d'archivio Chanel usati come ornamenti e riferimenti a Sienna Miller dei primi Anni 2000.
Le lunghezze, libere, intrecciate o agghindate con perle e velluti, sono studiate appositamente dai professionisti per renderne le diverse fasi della vita e stati d'animo. Come è consuetudine, infatti, i dettagli di bellezza impiegati per un progetto cinematografico non sono mai solamente un espediente estetico, ma fungono da accessorio fondamentale alla narrazione della storia — succedeva infatti con Lily Rose Depp in Nosferatu e Emma Stone in Povere Creature!.
All'inizio della storia, Cathy vive nella fattorie di Wuthering Heights trascorrendo la sua infanzia correndo attraverso la brughiera. In questo momento è raffigurata con capelli indomiti e spettinati, simbolo della sua natura selvaggia e di libertà. Quando si trasferisce alla Grange per andare ad abitare con il marito e la sua famiglia, i Linton, la sua chioma appare notevolmente più controllata, scultorea. Anche quando le lunghezze non sono raccolte in acconciature signorili, ma sono sciolte, la loro consistenza appare più liscia e definita.
In una scena cruciale alla Grange, in cui schernisce Heathcliff dopo il suo ritorno inaspettato, Cathy appare con dei victory rolls – un'acconciatura femminile molto popolare per gran parte degli Anni '40, caratterizzata da voluminosi rotoli di capelli tubolari, acconciati sopra le orecchie, ai lati della testa o sulla sommità, con un ricciolo aperto rivolto in avanti e strettamente associati alle modelle pin-up – che Miller descrive come "corna" in un'allusione al suo comportamento diabolico: «È lì che diventa più dura, diventa un po' più stronza. È un profilo più severo», afferma Miller, mentre la giornalista Kirbie Johnson ribatte: «Per chi guarda, sembrano quasi una corona, che insinua il suo ruolo di regina del male».
C'è poi la scena del matrimonio, dove i capelli da sposa di Cathy sono nascosti tragicamente e allegoricamente da un velo di tessuto infinito. Nella scena non si vede l'acconciatura scelta per sposare Edgar Linton, nonostante sia innamorata di Heathcliff, ma la designer ha rivelato che al di sotto del velo si cela una treccia reticolare a griglia, decorata con pietre preziose. Una rete che simboleggia la prigionia della protagonista, la sua trappola. Alla Grange, infatti, una volta assunto il ruolo di casalinga, le sue acconciature riflettono la noia: non avendo nulla da fare, con sua cognata Isabella sperimentano sulla sua chioma.
Si arriva così alle Doll braids, le trecce da bambola, uno dei look più promettenti del film, che probabilmente verrà replicato fino a diventare un vero e proprio trend. Si tratta di una serie di trecce gemelle con un nastro rosso intrecciato e legato alle estremità proprio come se fosse un corsetto. Cathy le indossa quando inizia la sua vita da moglie, ma è già Isabella a pettinarsi in questo modo, che vede Cathy come una bambola personale in più di un modo. Trovare la giusta tonalità di biondo e l'aspetto delle trecce più adatto per questo look, come dichiarato, è stata una sfida: mentre durante le scene nella casa d'infanzia, le ciocche frontali di Robbie apparivano solamente mescolate a pezzi di extension e wigs, per quella nella casa da adulta, indossava parrucche complete.
Come nel caso dell'acconciatura nella scena tesissima della cena dopo il ritorno di Heathcliff, ora benestante, non più un povero ragazzo orfano, in cui i capelli di Cathy sono adornati con forcine e pettini decorati a mano e il make-up, sulle gote della stessa, oltre che al blush, ispirato al trend di TikTok della pomegranate girl (2024) e dedicato anche a tutto il resto del cast in misura diversa, consist in delle gemme luminose che sembrano quasi sudore, ispirate alle pareti argentate sullo sfondo, tempestate di pietre trasparenti. I beauty look di "Cime Tempestose!" presentano, infatti, una coerenza narrativa sia con i costumi di scena sia con la scenografia e in particolare le pareti, che hanno un ruolo fondamentale all'interno del romanzo.















