I fan di Bridgerton non sono affascinati solamente dal matchmaking di debuttanti e corteggiatori dell'alta società della Reggenza inglese. Della serie fenomeno Netflix, un incrocio ibrido da Marie Antoinette di Sofia Coppola e Gossip Girl, a colpire gli occhi e i cuori degli spettatori sono anche i dettagli visivi, estetici e stilistici dei suoi protagonisti.

Con l'uscita della prima parte del quarto capitolo, si torna ora a parlare di pizzi e merletti, di gonne e corsetti, che influenzeranno le tendenze moda ancora per tutto il corso del 2026; per quanto riguarda la bellezza troviamo invece nastri e fiocchetti, fiori e mollette preziose, boccoli ampi e ricciolini curati adagiati sulle acconciature lussuose delle dame del ton. Ogni personaggio ha in realtà uno suo stile distintivo preciso per quanto riguarda i capelli; la varietà di look è pensata per evitare ripetizioni, rendendo ogni apparizione una piacevole sorpresa, di gusto e personalità. C'è in effetti un fil rouge che unisce i design dei raccolti e lo svela Erika Ökvist, la mente e il talento dietro agli hairstyle e ai make-up scenografici della serie.



Bridgerton: il significato dei capelli sciolti e delle acconciature raccolte nella serie Netflix

Una delle parole chiavi per leggere i dettagli visivi di Bridgerton è sicuramente "divertimento". O meglio, "fun", come scrive Rose Gallagher sul suo Substack Love Letters. È proprio nella sua newsletter che la giornalista dialoga con la hair and make-up designer della serie, Ökvist, approfondendo i retroscena sulla creazione dei look. Il punto di tutto Bridgerton è che è pensato per essere un mondo nuovo: «Siamo in un mondo fantasy ispirato alla Reggenza e alla storia, ma che trova ispirazione anche nel desiderio di attrarre l'attenzione dello sguardo moderno. Nessuno sta dicendo che si tratti di storia vera», racconta la costumista. L'esempio più lampante è quello della Regina Carlotta: «Il suo stile di capelli era popolare intorno al 1700, quindi in questo contesto è lontanissima dalla realtà. La vera regina Carlotta avrebbe indossato abiti Regency, non i look che si vedono nella serie. Fa tutto parte della narrazione: ha mancato il bersaglio».

«Per alcuni personaggi, come Alice Mondrich, abbiamo semplicemente aggiunto una ciocca ai capelli. Abbiamo mantenuto la sua attaccatura naturale e sistemato la nuca, per poi applicare diversi chignon e fermagli per cambiare il suo stile – continua Ökvist, aggiungendo – la preparazione di un look per Penelope Featheringthon poteva richiedere dalle sette ore ai due giorni. Per lei usavamo sempre delle parrucche perché non c'era tempo per tenere qualcuno al trucco per così tanto tempo. A volte giravamo tre diverse giornate di riprese in un'unica giornata, cambiando parrucca ogni volta e dovevano sempre essere perfette. Credo che Penelope abbia avuto 47 acconciature diverse nella terza stagione».

A guidare le vicende e l'estetica è sempre un principio, quello della diversità. A tratti può risultare come inesattezza storica, si può essere d'accordo o meno sulla scelta di far interpretare, per esempio, le classi sociali più alte ad attori poc (People of Color)– c'è chi afferma che una testimonianza cinematografica di questo tipo non restituirebbe il valore e l'importanza delle lotte per il raggiungimento dei diritti civile delle comunità razzializzate in Occidente (e anche il modo di portare i capelli, tema identitario centrale per le persone afro-discendenti, apparirebbe danneggiato) –, ma il team opta per un'altra lettura: «Penso che Bridgerton celebri davvero la diversità. È meraviglioso e spero che ne vedremo di più nel nostro settore. È importante imparare gli uni dagli altri. Anche pensando ai nostri parrucchieri e truccatori, soprattutto tra il pubblico, avevamo un team davvero eterogeneo».

Così, senza che i torni contino più di tanto, vediamo anche alcuni membri del ton - l'alta società inglese dell'era Regency-, e soprattutto nella figura di Eloise Bridgerton (e non a caso), portare i capelli sciolti, usanza non di certo consentita alle donne dell'epoca di ceto economico. Succedeva un po' allo stesso modo nel 2023 con Bella Baxter in Povere Creature! ed è in questo senso che la creatività sui capelli e sui dettagli estetici può davvero rivoluzionare il cinema. Il senso è, infatti, trasformare una parrucca o un'acconciatura in narrazione: una donna "per bene" non si sarebbe mai fatta vedere in pubblico con le ciocche sciolte, le acconciature sontuose erano infatti simbolo di appartenenza e ricchezza – al ballo in maschera vediamo infatti Sophie Baek con una pettinatura intrecciata diversa rispetto a quella che indossa solitamente.

Ma come il personaggio di Emma Stone nel film di Yorgos Lanthimos rompe gli schemi per riscrivere la sua storia, una più vera, più libera e autentica, così anche in Bridgerton chi non si adegua alle convenzioni e alle norme imposte sulle donne può essere portavoce di una messaggio di rottura col passato. Non per niente, è proprio Eloise il personaggio che più di tutti non vede nel matrimonio l'unica ragione della propria esistenza, preferendo l'istruzione, la lettura e l'autoaffermazione personale. Se prima le ragazze potevano solo sposarsi, oggi, e in Bridgerton, potrebbe essere diverso.

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