Nelle ultime settimane, i nostri schermi dei pc o dei tablet si sono riempiti, tra costumi e ambientazioni d'epoca, nelle immagini di un'Italia alle prese con il Risorgimento e i suoi cambiamenti sociopolitici. Frame dopo frame, battuta dopo battuta, abbiamo potuto esplorare visivamente ciò che Giuseppe Tomasi di Lampedusa aveva descritto nel suo capolavoro letterario del 1958, milestone culturale irrinunciabile, da avere sullo scaffale della propria libreria, per leggere, rileggere e lasciarsi cambiare.

Dopo il primo adattamento cinematografico, il film del 1963 di Luchino Visconti, ora nel 2025, possiamo attraversare l'opera anche su Netflix. Il Gattopardo. La serie, diretto da Tom Shankland, con la collaborazione di Laura Luchetti e Giuseppe Capotondi, non è solo un tuffo emozionante nei paesaggi incomparabili della Sicilia del 1960, ma offre anche uno sguardo sul declino dell'aristocrazia, rappresentato dal principe Fabrizio Corbera di Salina (nella serie Kim Rossi Stuart) in contrapposizione alla nascente classe dirigente della borghesia, nella figura di Don Calogero Sedara.

Al fianco di questi due personaggi centrali, se ne schierano altrettanti di fondamentali. Sono le vere star dello show, le rispettive figlie dei due uomini al potere; da un lato Concetta Corbera, interpretata da Benedetta Porcaroli, dall'altro Angelica Sedara, nientemeno che Deva Cassel. Entrambe agenti attive della propria vita, per quanto le norme sociali dell'epoca potevano permetterlo alle donne, senza risultare mai davvero rivali, si contendono l'amore di Tancredi Falconeri (Saul Nanni), nella vita vera impegnato con l'attrice italo francese figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel, proprio in seguito al progetto che li ha fatti conoscere. Dei period drama, come sempre, non amiamo solo la trama, i personaggi o la recitazione: abiti, gioielli, make-up e acconciature del passato contribuiscono a creare un'atmosfera dal fascino eterno, a trasmettere un fascino senza tempo, una bellezza irripetibile. In questo contesto, i capelli delle due protagoniste sono i dettagli più interessanti che possiamo osservare.

I capelli e le acconciature di Benedetta Porcaroli e Deva Cassel nella serie Netflix Il Gattopardo

Ne Il Gattopardo, sia il romanzo che la serie Netflix, i capelli e le acconciature non sono semplici elementi estetici, ma simboli di status sociale, trasformazione e identità personale. Nella serie, il modo in cui i personaggi portano i capelli riflette il loro ruolo nella società siciliana dell'Ottocento e il cambiamento che attraversano con l'avvento del nuovo ordine politico. Il passare del tempo e il declino della nobiltà sono rappresentati quindi anche attraverso il cambiamento delle acconciature – durante i 106 giorni di riprese, ogni attore passava in media dalle due alle tre ore di preparazione al giorno, comprendendo sia capelli che trucco; un impegno che ha permesso di ricreare fedelmente la bellezza dell'Ottocento, con acconciature elaborate e make-up accurato, contribuendo a immergere gli spettatori nell'epoca storica rappresentata. Anche l'invecchiamento dei personaggi è reso visibile attraverso capelli che diventano più grigi e spenti, a simboleggiare la fine di un'epoca. Le lunghezze, le ciocche, i riccioli, i boccoli e i copricapi sono veri e propri strumenti narrativi che esprimono il destino sociale e personale di ciascun personaggio.

Nello specifico, Concetta Corbera, figlia del Principe di Salina, incarna il destino tragico della nobiltà siciliana ottocentesca: inizialmente piena di speranza, vede la sua vita e i suoi sogni infrangersi con il passare del tempo. È innamorata di Tancredi, ma viene messa in ombra dal fascino di Angelica. Rappresenta la malinconia, il rimpianto e il peso delle tradizioni che soffocano il cambiamento. Per questo, all'inizio della serie i capelli di Porcaroli sono raccolti in pettinature rigide, con trecce e chignon elaborati, a simboleggiare la sua educazione aristocratica e il rispetto delle convenzioni sociali. Man mano che la narrazione avanza, le sue pettinature diventano più austere e meno decorate, segnale del suo destino solitario e della rassegnazione alla vita che l'attende, priva di un amore mai vissuto. In questa interpretazione della vicenda, però, il personaggio di Concetta è comunque più ampliato e approfondito rispetto all'originale: ha più spazio e caratterizzazione e l'attrice la rende consapevole e complessa, mettendo in luce non solo il suo dolore sentimentale, ma anche la sua crescente ribellione contro le rigide convenzioni imposte alle donne dell'epoca. Viene così esplorato meglio il punto di vista femminile nel contesto del Risorgimento italiano, evidenziando ambizioni, desideri e difficoltà delle donne aristocratiche, spesso relegate a ruoli marginali nella società, nonostante i privilegi.

Angelica Sedara, la giovane e bellissima figlia del sindaco borghese, riesce invece a conquistare Tancredi e a entrare nella nobiltà. Il personaggio di Deva Cassel è il simbolo del nuovo potere sociale: rappresenta la borghesia emergente che, grazie alla ricchezza, sfida e supera l'aristocrazia tradizionale. Il suo fascino e il suo carisma la rendono irresistibile, ma dietro la bellezza si cela anche un'ambizione calcolata. Tutto ciò si traduce nei look, anche a livello di hairstyling, sempre rimanendo fedeli alla linea del cambiamento. All'inizio, i suoi capelli sono più morbidi e meno rigidi rispetto a quelli di Concetta, così da sottolineare la sua freschezza e modernità. Nei balli e nelle scene di corte, porta invece acconciature più spettacolari, con onde naturali e dettagli gioiello, che la rendono il centro dell'attenzione. Con il matrimonio e l'inserimento nell'aristocrazia, le sue acconciature diventano più eleganti ma mai eccessivamente formali, segno del suo dominio sulle convenzioni, senza mai diventarne prigioniera. Anche Angelica, infatti, in qualche modo è artefice del suo destino. Sebbene sicuramente meno romanticamente, sceglie come vivere e dimostra sì di adeguarsi alle necessità, ma di non soccombergli mai del tutto.

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