Da quando Nosferatu di Robert Eggers è arrivato nelle sale cinematografiche italiane a fine 2024, inizio 2025, non si parla d'altro. Si pubblicano sui propri social le frasi e le scene più apprezzate, si cercano di individuare analogie e differenze fra quello di Murnau del 1922 e quello di Herzog del 1979 (le altre reinterpretazione del Dracula di Bram Stoker, romanzo del 1897 da cui tutto nasce); si provano a definire significati e interpretazioni di una delle storie di vampiri più conosciute della contemporaneità. La critica non è unanime nel sostenere che il regista di The Lighthouse (2019) con Robert Pattinson (attore di un altro vampiro di culto, Edward Cullen, soprattutto per la Gen Z) sia riuscito nell'impresa di raccontare la memoria di una storia d’amore spezzata dall’incomprensibilità della morte, ma tutti sembrano concordare sul fatto che la nuova pellicola goth revival, intrisa di female rage, sia una dalla fotografia sublime, dall'estetica perfetta, dalla potenza visiva inenarrabile; che attraverso il costume storico mette in scena la contemporaneità.

Un traguardo, quello estetico, ottenuto sicuramente grazie anche alla potenza del cast, da Emma Corrin a Bill Skarsgård (nelle vesti del Conte Orlok/Nosferatu), da Aaron Taylor Johnson a Willem Dafoe; ma soprattutto dal personaggio femminile principale, quello di Ellen Hutter (Mina nel testo originale), interpretato da una Lily-Rose Depp che in questo progetto mette alla prova il suo estro recitativo come mai prima. Non è un caso che sui feed di Instagram di centinaia di spettatori sia comparsa l'immagine dell'attrice in un abito sontuoso, dalla gonna e dalle maniche voluminose, i pizzi e i merletti, con i capelli intrecciati alla moda del tempo, quella vittoriana, mentre tiene in mano un mazzo di fiori di lillà.

Senza di lei, sempre vestita in Chanel e Fendi d’archivio durante il tour promozionale e con una partner, 070 Shake, rapper e rockstar con cui forma una delle celebrity couple più amate della pop culture, non sarebbe tutto così cool. I dettagli di bellezza che contraddistinguono la sua figura nell'horror erotico non sono tuttavia puramente estetici. La potenza e la conformazione delle sue lunghezze chilometriche, lungo tutto l'andamento del film, nascondono significati profondi, racconti di autodeterminazione femminile e ribellione alle norme sociali.

Il significato dei capelli di Lily-Rose Depp in Nosferatu

In maniera molto simile a ciò che succedeva alla Bella Baxter di Emma Stone in Poor Things!, un altro degli ultimi progetti acclamati del cinema contemporaneo firmato Yorgos Lanthimos, la Ellen Hutter di Lily-Rose Depp evolve nella narrazione sia dal punto di vista dell'intreccio e della trama sia dei beauty look. Come Bella, Ellen è un prodotto della Victorian Age (anche se ambientato non geograficamente in Inghilterra, ma in Germania nel 1838, è evidente che sia il Paese del tempo, sia la sua rappresentazione nella pellicola ne abbia risentito in termini influenza): i suoi capelli e le sue acconciature dovrebbero seguire i dettami della società dell'epoca; il che, per una donna, si traduce nel portare la chioma rigorosamente raccolta, intrecciata e infiocchettata in pubblico, meglio se coperta da copricapi (in questo caso, un poke bonnet con fiocchi esterni e corone di fiori interne), soprattutto per mostrarsi agli uomini che non siano il proprio marito. Come Baxter, che sfoggia i suoi chilometrici capelli nero corvino sciolti per sfidare queste convenzioni e diventare un simbolo di ribellione non solo del passato, ma anche del presente – il cinema, come tutta l'arte, serve proprio a spiegarsi la realtà circostante, attraverso gli artefici –, così Hutter appare in alcune scene del film mostrando le sue lunghezze. Con alcune sottili ma significative differenze.

Se i capelli di Bella Baxter, che crescono sempre lilpiù veloci man mano che la stessa scopre il mondo, sono lasciati intenzionalmente sciolti come simbolo della sua non conformità radicale, gli hairlook di Ellen raccontano un'altra storia. La trama di Nosferatu (2024) si potrebbe riassumere volgarmente in quella di un vampiro che si innamora di una donna sposata, che in un passato traumatico di solitudine e abbandono gli ha giurato fedeltà e devozione per l'eternità, ma che col tempo poi si è unita in matrimonio a un altro uomo che, genuinamente e in modo sano, ama davvero. Una healthy relationtship in contrasto all'amore tossico, tema attualissimo, rappresentato da Orlok.

Come evidenzia una creator su TikTok, è solo nei momenti più privati, crudi e vulnerabili – quelli in cui è in contatto spirituale con Orlok – che i capelli di Ellen appaiono sciolti e incontrollati, anche davanti a uomini che non sono Thomas, il marito. Sono queste le scene essenziali per comprendere come il vampiro eserciti il proprio controllo e potere su Ellen, facendola comportare in modo estraneo alla sua indole. Qui, tuttavia, entrano in gioco le diverse interpretazioni del personaggio di Depp: c'è chi crede, come Richard Brody sul New Yorker che alla fine la partita la vinca Nosferatu e chi invece non riesce a vedere nella protagonista una figura priva di agency, ma che invece ne riscontra una in grado di riappropriarsi del desiderio sessuale, condannato dalla morale dell'epoca, scegliendo in modo (quasi) consapevole di unirsi nuovamente alla figura del vampiro. Ovviamente, abuser.

In tutto ciò non c'è morale, ma c'è il racconto della verità. È proprio nella scena finale, quando Ellen invoca Orlok per attirarlo nella sua stanza a giacere con lei, con l'intenzione di spezzare la maledizione o soccombere alle tenebre e al desiderio (ancora, a seconda dei punti di vista), che è racchiusa l'essenza portante del significato dei capelli di Lily-Rose Depp in Nosferatu. Leggermente illuminata e alla finestra, coperta da una veste bianca in attesa dell'arrivo dell'amante o della sua condanna, Ellen incomincia a smontarsi l'acconciatura, sciogliendo le proprie trecce. Ancora prima di spogliarsi, la donna si spoglia dell'acconciatura, simbolo di appartenenza a un élite sociale, a una nobiltà rispettata. Arrendersi a Nosferatu e andare a letto con lui significa disfarsi delle apparenze e delle morali, presentandosi al vampiro, che non è suo marito, con i capelli lunghissimi e sciolti. Forse significa arrendersi a un amore tossico e abusivo oppure significa liberarsi delle etichette e scegliere quello che si vuole, anche quando è sbagliato. Quindi vivere.

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