Cambiano ispirazioni e riferimenti, ma l’intento resta immutato. Andrea Pompilio prosegue il suo percorso in Onitsuka Tiger e torna alla Milano Fashion Week con la collezione co-ed autunno inverno 2026/2027, continuando a esplorare quella tensione tra formale e informale ormai cifra stilistica del suo lavoro. Senza tradire i codici fondanti del brand, il designer costruisce un universo in cui mood differenti dialogano in armonia, dando forma a un’estetica aperta, mai costretta entro confini rigidi. Il risultato è una proposta versatile, che non si impone come uniforme ma si lascia attraversare dall’identità di chi la indossa. In questo scenario, i beauty look restano essenziali, per lasciare spazio alla stratificazione dei capi e alla costruzione dei volumi.
Nessuna pennellata audace sulle palpebre, niente labbra laccate o sguardi affilati da eyeliner e mascara. I volti appaiono puliti, valorizzati nella loro naturalezza. A preparare la pelle prima della passerella è un rituale di bellezza firmato da Olivella, brand italiano di skincare che, dopo il debutto nel backstage della haute couture parigina, approda dietro le quinte della sfilata di Onitsuka Tiger. Come sottolinea il marchio stesso, «è lì che la pelle viene preparata davvero, in un ambiente tecnico dove i make-up artist scelgono solo ciò che funziona. Se un prodotto entra in backstage, è perché performa».
Alla base della linea del brand, l’olio d’oliva, ingrediente iconico della tradizione mediterranea, da sempre associato alla cucina, che oggi conquista uno spazio sempre più autorevole nel panorama beauty professionale, affiancando attivi già consolidati come argan e jojoba. L’obiettivo è chiaro: trasformare un simbolo del patrimonio del Belpaese in emblema di innovazione e competenza cosmetica.
A sublimare questa estetica che celebra la bellezza autentica e spontanea interviene il team artistico di TONI&GUY Italia, diretto da Fabrizio Palmieri, responsabile degli hairlook della sfilata, realizzati con i prodotti Tecni.Art di L’Oréal Professionnel. Il lavoro si concentra sull’esaltazione delle texture naturali, quasi a voler conservare tracce della notte: i capelli sembrano portare ancora il segno lieve del cuscino. Donne dall’aria appena destata si alternano a uomini dall’estetica più ruvida e vissuta, suggellando una narrazione volutamente imperfetta e, proprio per questo, profondamente reale.


















