Settembre è il tempo dei ritorni dei nuovi inizi, dei buoni propositi. Qualcuno dice sia l'unico vero Capodanno perché segna il principio dell'anno scolastico e, anche quando a scuola non ci si va più, il ricordo della prima campanella rimane indelebile nella memoria. La rentrée ci mette di fronte a uno specchio, ci interroga su chi vogliamo essere e come vogliamo mostrarci agli altri. È per questo che il rientro destabilizza: può influire notevolmente sulla nostra salute mentale, sul rapporto con noi stessi e con il nostro corpo.

Settembre non è un mese facile, soprattutto per chi soffre di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA). «Il ritorno a scuola o al lavoro dopo le vacanze estive può portarci a fare paragoni con compagni o colleghi e a porci domande quali: “Sono cambiata/o? Come sembro ora?”», spiegano le esperte del Comitato Tecnico Scientifico del progetto Peso Positivo che si occupa di prevenzione e corretta informazione sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione tramite l'omonima pagina Instagram. «Il clima che circonda il ritorno alla routine, con i nuovi propositi e gli obiettivi da raggiungere», aggiungono, «può accendere pensieri negativi legati al bisogno di modificare il nostro corpo, le nostre abitudini alimentari, le nostre preferenze».



Back to school

Il rientro a scuola è un momento delicato per chi soffre di un DNA e in quanto tale va capito e intercettato. «La scuola è il primo luogo in cui si formano identità, relazioni e autostima», osservano le esperte di Peso Positivo, «È lì che i ragazzi imparano a guardarsi e a guardare gli altri: con giudizio o con accoglienza». È per questo che è nato “Peso Positivo va a scuola”, «iniziativa gratuita», spiegano, «rivolta alle scuole secondarie in Italia per portare sensibilizzazione e consapevolezza sui DNA tra studenti e insegnanti e offrire uno spazio sicuro dove parlare apertamente di corpo, emozioni, cibo e chiedere aiuto in caso di bisogno. Le scuole possono aderire gratuitamente scrivendo a ciao@pesopositivo.it». Grazie alla presenza del Comitato Tecnico Scientifico di Peso Positivo, formato da mediche, psicologhe e psicoterapeute, il progetto crea consapevolezza, ma dà anche voce ai dubbi e alle paure dei ragazzi in uno spazio protetto, «offrendo alternative alle narrazioni tossiche e valorizzando la scuola come luogo di prevenzione e cura».

back to school l'impatto del rientro sui disturbi alimentaripinterest
Foto di Minha Baek su Unsplash

Rientrare dopo la pausa estiva, così come tornare alla vita normale, agli impegni, ai doveri, può acuire anche la tendenza all'autovalutazione e all'ipercriticismo. Come spiegano le professioniste del CTS di Peso Positivo «La pressione sociale – di sentirsi “perfetti” e “infallibili” – amplifica l'auto-critica e porta la mente a concentrarsi sugli aspetti esteriori, come scorciatoia per esercitare il controllo e sentirsi finalmente validi. Ma il corpo non è un biglietto da visita né un metro di valore personale: è una casa che ci accompagna ogni giorno, che ci permette di vivere, studiare, lavorare e fare esperienze». Secondo le esperte è importante ricordare che «non siamo definiti da un numero o dall’immagine allo specchio», ma anche «cercare di notare quando la nostra mente diventa rigida: in quei momenti, fermiamoci, respiriamo e cerchiamo di focalizzarci sulle cose belle e che ci fanno star bene, praticando gentilezza e compassione nei nostri confronti e in quelli degli altri».

«Il ritorno a scuola o al lavoro dopo le vacanze estive può portarci a fare paragoni con compagni o colleghi e a porci domande quali: “Sono cambiata/o? Come sembro ora?”»

L'ansia della perfezione

La ricerca della perfezione in ogni ambito, dallo studio, al lavoro, alle relazioni, ci spinge a cercare il controllo. Questo influisce sul rapporto con l'alimentazione perché «Il cibo diventa un campo privilegiato dove esercitare questa illusione: misurabile, controllabile, apparentemente gestibile». È qui che, secondo le professioniste, si cela un rischio da non sottovalutare: «Quella che da fuori sembra una scelta salutare, dentro può trasformarsi in regole rigide e pensieri ossessivi. Quando la mente è schiacciata dall’idea che valiamo solo se non sbagliamo mai, si apre la porta a schemi pericolosi che intrappolano».

Settembre costituisce uno snodo sensibile perché, tra video haul back to school su TikTok e iscrizioni in palestra, tornare significa, sempre più spesso, tornare a mostrarsi. «Sui social network», spiegano le esperte, «in questi giorni compaiono slogan come: “Settembre = mese di detox”, “ottieni il corpo dei tuoi sogni in 10 giorni”, “nuovo te”. Sono messaggi che insinuano che il nostro valore sia legato al corpo e che non mettersi a dieta oppure iniziare a seguire piani di allenamento estremi equivalga a trascurarsi. Queste narrazioni abbassano l’autostima e alimentano il senso di inadeguatezza, soprattutto in chi già vive un rapporto fragile con se stesso/a». Per questo, è importante cercare di tenere a mente, al rientro dalle vacanze, che «la perfezione non esiste: ogni percorso umano è fatto di pause, fragilità e limiti che non diminuiscono il nostro valore, ma lo rendono autentico e unico».

Aiuto e prevenzione

In un contesto come quello scolastico (ma vale lo stesso anche per l'Università o l'ufficio) individuare i primi segnali di un disturbo alimentare può essere cruciale. Per il CTS di Peso Positivo, «L’invito è quello di non sottovalutare la tendenza all’isolamento, gli atteggiamenti ansiosi o di nervosismo verso il cibo o i momenti di convivialità e la fissazione eccessiva sull’esercizio fisico o il cibo». La prevenzione diventa cruciale: «Infatti, questi sintomi arrivano prima dei cambiamenti radicali nelle abitudini alimentari o dell’aspetto fisico ed è importante coglierli il prima possibile. Spesso emerge anche una percezione distorta della propria immagine, che porta a vedersi diversi da come si è nella realtà».

La prevenzione nasce da piccoli passi: osservare, ascoltare, e avere il coraggio di chiedere “come stai davvero?”

Prestare attenzione significa anche non sottovalutare i comportamenti di chi ci sta intorno. Non è scontato sapere come comportarsi quando una persona a noi vicina inizia a parlare insistentemente di diete o di come migliorare il suo aspetto fisico. Secondo le esperte è importante non minimizzare né banalizzare, ma offrire ascolto sincero e un dialogo che possa «aiutare l’altro a cambiare prospettiva, fino magari a motivarlo a chiedere un aiuto professionale quando i pensieri si fanno troppo pesanti». «Accogli le sue riflessioni senza giudizio», consigliano, «ma chiediti sempre come stia davvero. Per esempio, chiedendo: “Mi sembra che questo ritorno a scuola / al lavoro ti stia pesando e che stai riponendo tante aspettative su te stesso/a, ti va se ne parliamo un po’?”».

Vale lo stesso per insegnanti e genitori, che si trovano spesso a dover distinguere tra fasi passeggere di malessere e segnali d’allarme precoci di un DNA. Proprio per questo la prevenzione e l’informazione risultano fondamentali. «Il progetto Peso Positivo» concludono le professioniste, «crede che l’obiettivo sia arrivare a più persone possibili e contrastare, insieme, l’emergenza sociale e sanitaria dei DNA, grazie al suo lavoro sui social, nelle scuole, nelle aziende e sul territorio. Peso Positivo crede infatti che l’obiettivo sia arrivare prima dei disturbi alimentari e che la prevenzione nasca proprio da piccoli passi: osservare, ascoltare, e avere il coraggio di chiedere “come stai davvero?”».


Peso Positivo

L’Associazione Famiglia Peppino Fumagalli, supportata dai figli dell’omonimo imprenditore e dal Fondo per l’Anoressia Famiglia Peppino Fumagalli, nasce nel 2021 per raccogliere le iniziative volte alla prevenzione dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione.

Il punto di vista è interno: a parlare sono Giulia e Beatrice, due ragazze che hanno sofferto e sono guarite da un DNA. Si rivolgono, in maniera chiara e diretta, a chiunque stia affiancando una persona che soffre di DNA, in particolare genitori e futuri genitori, per affrontare le false informazioni e creare consapevolezza rispetto ad un tema così delicato.

Il materiale è prodotto dalle ragazze ed è sempre vagliato e approvato dal Comitato Tecnico Scientifico.

Headshot of Elisabetta Moro

Nata a Padova, vivo tra Londra e Milano. Dopo la laurea in Giurisprudenza, mi sono specializzata in Studi di Genere con un Master in Women’s Studies nel Regno Unito. Oggi scrivo di attualità, costume e pop culture, focalizzandomi in particolare su tematiche legate al femminismo, alle questioni di genere e ai diritti civili.