I running club sono i nuovi bar, le nuove group chat, le nuove app di dating. Nelle ultime settimane, in molti stanno cercando spiegarsi come i gruppi di corsa siano diventati una vera e propria tendenza del 2025, ma la cosa chiara è principalmente una: correre è diventato di moda. Non stiamo parlando dei classici joggers solisti che per proteggersi dal traffico nel buio indossano pettorine fluorescenti davvero poco stilose (probabilmente fanno bene, ma non c'era un altro modo?); quest'anno una delle attività sportive più antiche del mondo sembra essere davvero diversa. Non è solo social, è proprio sociale: si tratta, infatti, di correre insieme fra sconosciuti.
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Digitando le parole running club sulle principali piattaforme online, si viene presto assorbiti in un mondo nuovo e anche un po' inaspettato, dove persone di determinate fasce d'età – la maggior parte Gen Z, ma anche qualche Millenial – si ritrovano per fare jogging in città, ma soprattutto socializzare.
Se su TikTok, come da sua prerogativa, molti contenuti vogliono documentare le abitudini contemporanee facendo, in alcuni casi, un po' di ironia – non si contano i videoclip in cui le persone ammettono di iscriversi ai running club per conoscere potenziali partner e flirtare –, su Instagram, in pochissimi clic, si possono trovare facilmente i club di corsa più seguiti dei centri abitati più grandi, anche italiani, che promuovono questo genere di attività. Milano, Roma e Torino sono solo alcuni esempi.
Che cos'è il fenomeno dei running club, tendenza social 2025
I like, i commenti e le condivisioni agli hashtag dedicati lasciano pochi dubbi: i running club, nel 2025, si sono affermati come il nuovo epicentro della socialità per le giovani generazioni, spesso trasferite in città più grandi per esigenze di studio, o lavorative, che si trovano a dover affrontare la vita quotidiana con sentimenti di solitudine metropolitana per nulla piacevoli. Secondo il rapporto annuale di Strava – l'app di cui tutti abbiamo visto gli screenshot arancioni nelle storie di qualche amico, per il tracciamento GPS dell'attività fisica per ciclismo, corsa, camminata e nuoto, su cui registrare le performance di attività fisica e caricare i dati statistici di velocità, altitudine e battito cardiaco –, la partecipazione ai club di corsa è aumentata del 59% nel 2024, con un incremento dell'89% tra le donne.
L'obiettivo, però, non sarebbe quello di andare più lontano degli altri e più velocemente; le statistiche suggeriscono che questa nuova ondata di club di corsa sia alimentata da un desiderio più forte di incontrarsi e connettersi. Con il 58% delle persone che ha dichiarato di aver fatto nuove amicizie tramite un gruppo sportivo lo scorso anno, i Millennial e la Gen Z si rivolgono sempre più al fitness per trovare un senso di comunità. Fino a poco tempo fa, i running club erano spesso visti come un dominio esclusivo di atleti solitari, motivati dalle prestazioni, che si concedevano una sessione extra tra una corsa lunga e l'altra. Sempre secondo la review di Strava, il 48% delle persone afferma ora che la connessione sociale è la ragione principale per cui ci si iscrive a un gruppo di fitness, non i risultati.
Le ragazze e le donne, inoltre, sono le più propense a iscriversi per amicizia. Quasi 1 Gen Z su 5, poi, è uscito con qualcuno incontrato durante gli allenamenti comunitari, preferendo quest'attività sportiva per fare dating al tradizionale bar o clubbing – un genitore direbbe che è anche più salutare. È per questo che, disillusi dalle dating app e stanchi di scrollare delle figurine online, i club gestiti da una generazione di single stanno diventando sempre di più il nuovo posto in cui trovare l'amore.
Perché amiamo così tanto i running club
A differenza del mondo patinato e spesso esclusivo del fitness boutique o degli sport di lusso – come il Pilates con il reformer o le lezioni coreografate, spesso sponsorizzate dalla cultura delle celeb – la corsa, oggi, ha un sapore autentico. È spontanea, accessibile e, soprattutto, sempre più sociale. Questa nuova ondata non riguarda solo record personali o allenamenti solitari, ma la voglia di condividere. Dai jogging di gruppo improvvisati agli incontri con crew locali, sta nascendo una vera e propria cultura del correre insieme. I club di corsa sono così amati perché stanno rapidamente diventando centri di incontro sociale, dove l'obiettivo non è un risultato, una corsa di 10 km, ma trovare le proprie persone, sentirsi parte di qualcosa di più grande dello sport in sé e per sé. La Gen Z sta riscrivendo il modo di fare fitness; dalla cultura tossica della dieta, o comunque quella altrettanto malsana focalizzata solamente sul perdere peso, sembra si stia passando a sentimenti decisamente più salutari e umani, forse proprio per la condizioni terribili in cui versa la società, l'incertezza, il sovraccarico digitale e la totale sfiducia in un futuro sensato, tra crisi economiche, guerre e condizioni ambientali. La corsa di gruppo, o meglio, i running club rappresentano un raro senso di slancio, determinazione e presenza; una metafora non troppo sottile di libertà, resilienza e gioia, che unisce i benefici dello sport ai legami fra le persone.
Uno degli aspetti più interessanti di questi running club, è il loro lato politico. Non è un segreto che per ragazze e donne uscire da sole, anche quando si tratta di correre al parco, rappresenti una elevatissima possibilità di subire micro o macro aggressioni. Ancora di più d'inverno, quando le ore di luce disponibili per fare sport sono pochissime, ancora di più nel caso delle soggettività razzializzate. Quello che le spinge a iscriversi ai running club è proprio anche questo senso di sicurezza che è in grado, se sano, di garantire il gruppo; siano questi club espressamente femministi, di sole donne, oppure misti. Prima Leslie Kern in Feminist City e poi, più recentemente, Martina Micciché in Femminismo di periferia affermano che la città è costruita e organizzata in maniera patriarcale. I nascenti running club femministi potrebbero essere quindi uno dei modi per riappropriarsi di strade e vie, del corpo e del suo movimento.
Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.















