Di digiuno intermittente si sente parlare spesso ultimamente, ma quello che ancora non sapevo è che non si tratta dell'ultima dieta di moda, ma di una pratica che esiste fin dall'antichità (infatti è contemplato anche da molte religioni) e in un certo senso "riscoperta" oggi per rispondere a un'era, la nostra, in cui il cibo è costantemente accessibile a ogni ora del giorno.

Insomma, tra #foodporn, hamburger e pizze gourmet ci abbiamo preso la mano e il risultato è che spesso mangiamo tanto e a tutte le ore. Non solo, i nostri stili di vita e gli orari di lavoro ci portano a cenare tardi e fare colazione presto, senza lasciare al corpo le ore di digiuno notturno "fisiologiche", quelle che corrispondono alle ore di sonno.

Per chiarirmi le idee sull'argomento digiuno e sui suoi benefici, ho deciso di parlare con qualcuno più esperto di me. Ad illuminarmi sulla questione è stato il professor Paolo Toniolo, responsabile dell'Ambulatorio Longevità del Centro Medico Sant'Agostino di Milano.

C'è digiuno e digiuno

Partiamo dalle basi. Quando sentiamo parlare di digiuno, molte di noi (me inclusa) pensano già a una condizione in cui cambiamo le nostre abitudini e di fatto resistiamo ce ne stiamo lì a lottare contro i crampi della fame per portare a termine un determinato periodo senza mangiare. In realtà ci sono forme di digiuno che pratichiamo quotidianamente, anche senza accorgercene, e il digiuno durante la notte è l'esempio più lampante. Il problema è che per lo stile di vita che conduciamo oggi, spesso le ore che passiamo senza mangiare si riducono a sole 7/8. "Ci sono certe abitudini che non vanno bene. Moltissime persone tendono a cenare tardi la sera e fare la prima colazione presto, ma la natura aveva previsto che noi non mangiassimo durante la notte", mi spiega il professor Toniolo. Per trarre i benefici del digiuno, di per sé basterebbe già modificare (di poco) la propria routine, "sarebbe importante riuscire a digiunare per circa 10/12 ore ogni notte, lasciando passare queste ore tra la cena e la prima colazione", aggiunge il professore. Insomma, inizio a capire che il bello, quando si parla dieta e digiuno, è che il discorso non si concentra sulla rinuncia, ma sulla riscoperta di uno stile di vita che abbiamo semplicemente perso.

Il primo step dunque è rivedere il proprio stile di vita quotidiano per garantire al corpo un determinato numero di ore (che idealmente è di 10/12) senza assumere cibo. Quando si parla di digiuno intermittente, però, si intende un digiuno più prolungato rispetto a quello che fisiologicamente spetterebbe al corpo, ossia 16 ore senza mangiare e 8 ore in cui vengono concentrati i pasti. Il che significa che, ad esempio, se fai colazione alle 7 di mattina, l'ultimo pasto della giornata lo farai alle 15:00, oppure se ceni alle 21 mangerai di nuovo alle 13 del giorno successivo e per le restanti ore puoi bere acqua.

Anche se alla base del digiuno intermittente 16/8 non c'è un regime alimentare "fisso" da seguire, l'ideale è seguire una dieta equilibrata nelle 8 ore in cui si consumano i pasti. Andrebbe bene, mi spiega il professor Toniolo, praticare questa tipologia di digiuno tra dalle 2 alle 4 volte a settimana, alternandolo al digiuno notturno, per qualche mese.

I benefici del digiuno

I benefici di un digiuno notturno quotidiano hanno a che fare soprattutto con la capacità del cervello di rigenerarsi e di liberarsi dalle scorie che accumula ogni giorno. "Durante la notte il cervello continua a lavorare, ma invece di dedicarsi alle tante funzioni a cui noi lo 'costringiamo' durante il giorno può invece liberarsi dalle scorie accumulate, per questo è molto importante passare un certo numero di ore senza mangiare ogni giorno", mi spiega il professore. Il digiuno quindi fa bene innanzitutto al nostro cervello e, si sa, è da lui che dipende tutto il resto, ma c'è di più: "il digiuno serve anche ad interrompere la fornitura di glucosio al cervello, per permettergli di attingere energia dalle proteine invece che dal glucosio presente nel sangue".

Questo non basta, ed è qui che, aggiunge il professore, subentra il digiuno intermittente da 16 ore. "Il cervello umano ha sempre lavorato traendo la propria energia dai grassi, mentre gli zuccheri raffinati pur esistendo da pochissimo tempo sono estremamente diffusi e possono causare anche problemi seri quando vengono consumati in eccesso", spiega il professore e aggiunge "ridurre l'apporto di glucosio periodicamente è una pratica molto sana". Alternando il normale digiuno notturno al digiuno di 16 ore per qualche mese, il cervello ricomincia ad abituarsi al consumo di grassi, invece che degli zuccheri.

Digiuno intermittente per dimagrire sì o no?

Come ci ha spiegato il professor Toniolo, il digiuno in sé non andrebbe pensato come un'eccezione, ma come la regola di uno stile di vita sano, in cui al cervello viene concesso un tempo per rigenerarsi e, nel caso più specifico del digiuno 16/8, di lavorare consumando i grassi. Per questa ragione il digiuno intermittente risulterebbe uno dei modi migliori e più sani per perdere peso, "perché è noto che nelle 8 ore si mangi di meno che nei tre [o più] pasti divisi nell'arco della giornata", l'importante è non abbuffarsi in quelle 8 ore e seguire una dieta equilibrata e uno stile di vita sano, con la consapevolezza che il primo a beneficiare di questa pratica è soprattutto il cervello.

Headshot of Michela Fiorentino Capoferri

Filosofa di formazione e web editor di professione, ho una mente digitale e uno spirito analogico. Colombiana per metà, amo ballare e ascoltare qualsiasi genere musicale dalla cumbia alla trap, ma il palato è italiano al 100% e gli spaghetti al pomodoro sono la mia formula per la felicità.