Nel 2026 il ritorno alla montagna è un trend romantico, alimentato dalla nostalgia, dall'escapismo e dalla moda. Sui social girano migliaia di video di giovani uomini e donne che abbandonano i lavori aziendali che gli stanno stretti per reinventarsi travel blogger in van o boscaioli. Ma la montagna ha davvero bisogno di questa narrazione romanticizzata della vita lenta? Forse far diventare tutto un trend non è l'unica risposta possibile a un decennio di crisi ambientali, sanitarie e culturali che hanno messo le comunità montane davanti a sfide più grandi di loro. Va rimessa al centro una domanda semplice e radicale: come si può far funzionare davvero la convivenza con la natura?
La montagna è un sistema complesso, difficile da comprendere, misurare, proteggere, che oggi più che mai si trova al centro di una delle più importanti questioni del nostro tempo, di interesse sia per chi in montagna ci vive per davvero e non su Instagram, sia per l’accademia, che deve necessariamente fornirsi di nuovi strumenti di analisi. Da qui nasce il Dolomia Biodiversity Award, un premio nazionale dedicato alle migliori tesi italiane sulla biodiversità, promosso da Dolomia in collaborazione con il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Per Dolomia è importante rimettere la biodiversità al centro della narrazione anche accademica: un invito a migliorare i modelli di sostenibilità, per minimizzare le ricadute che i cambiamenti climatici hanno sulla biodiversità e quindi sui territori. Il premio è rivolto a tesi di laurea magistrale e di dottorato che affrontano temi legati alla conservazione degli ecosistemi, alle specie autoctone e ai modelli sostenibili, con un’attenzione particolare ai contesti montani.
Dolomia, brand beauty dell'azienda bellunese Unifarco, lavora da anni su questo terreno con interventi sul territorio, divulgazione culturale e ora anche attraverso la ricerca scientifica, per riportare la biodiversità in una dimensione informata, accessibile ma precisa. Uno degli aspetti più interessanti di questo premio è l’attenzione alla biodiversità come “chimica del vivente”, poiché è proprio la variabilità genetica e ambientale ad influire sul profilo molecolare delle piante. In questo senso, la modifica dei principi attivi, delle sostanze lenitive e antiossidanti e delle componenti aromatiche presenti nelle piante, diventa un tema estremamente interessante anche a livello divulgativo e aziendale. «La biodiversità è complessità e la complessità merita competenza», afferma Valentina Da Rold, brand manager Dolomia.
Le categorie premiate, sulla base di criteri quali rigore metodologico, originalità, rilevanza applicativa e chiarezza espositiva, saranno tre: la miglior tesi magistrale, la miglior tesi di dottorato e la miglior tesi dedicata alla biodiversità delle Dolomiti. Oltre alla targa e a un attestato, i vincitori riceveranno un riconoscimento in denaro. Le candidature sono aperte a tesi discusse tra il 1° gennaio 2023 e il 31 marzo 2026, i vincitori saranno annunciati nel mese di maggio, con una presentazione pubblica delle ricerche prevista a giugno a Belluno.
Cresciuta tra la pianura, le colline e le valli venete, ho studiato relazioni internazionali a Trento e poi giornalismo a Bologna. Dopo un’esperienza da video giornalista nelle istituzioni europee, ho scritto di politica italiana e internazionale, mantenendo sempre uno sguardo alla dimensione culturale, soprattutto nell'ambito musicale. Mi interessa osservare ciò che succede quando politica, cultura pop e linguaggi digitali si incontrano, tra trend, narrazioni e cambiamenti sociali. Curiosa per natura, credo nelle storie che aiutano a capire il mondo - e magari anche a leggerlo con uno sguardo un po’ più critico.














