Quante volte ci è capitato, non appena ci arriva il ciclo, di spiegarci immediatamente i pianti, infiniti e ingiustificati, dei giorni precedenti. «Non sono una ragazza debole, dovevano solo venirmi le mestruazioni», fanno più o meno così, con qualche variazione linguistica, i meme online che provano a descrivere cosa significa essere in PMS.
- Quando la mente soffre per il ciclo mestruale
- Ma davvero siamo più brutte durante la fase luteale?
- Cosa succede al corpo e alla mente durante l'ovulazione
Non è un segreto che il ciclo mestruale influenzi il nostro umore. Le fluttuazioni ormonali che avvengono all'interno del nostro corpo durante il corso del mese possono portare a una serie di sintomi, noti come sindrome premestruale: circa tre donne su quattro ne soffrono, provando sbalzi d'umore, ansia, stanchezza e gonfiore, come sintomi più comuni. In particolare, sono cambiamenti relativi ai livelli di estrogeni e progesterone, ma i neurotrasmettitori come la serotonina giocano un ruolo importante.
In questo decenni, si è diffusa sempre più consapevolezza riguardo all'impatto che questa può avere su ogni aspetto della nostra vita e salute mentale, dal sonno e dalla produttività alla dieta e all'esercizio fisico, offrendo conoscenza riguardo a pattern un tempo – non così lontano – ignorati, fraintesi, denigrati. Secondo Olivia Petter, scrittrice e giornalista premiata, si parla tuttavia ancora troppo poco di come il PMS influisca nei rapporti interpersonali, specialmente nel dating. «Nonostante la sindrome premestruale possa alterare drasticamente il nostro modo di comunicare, amplificare le nostre reazioni e accrescere la sensibilità emotiva, raramente parliamo di come il ciclo influenza le nostre relazioni sentimentali. E lo fa – profondamente, vero? La turbolenza emotiva del PMS può rendere le conversazioni difficili, distorcere le percezioni e innescare reazioni eccessive, lasciando spesso una scia di confusione o rimpianto», scrive infatti su Service95.
Come la sindrome premestruale (PMS) influisce su dating e relazioni
Quello che descrive Petter, allora, non è una semplice lacrima di troppo versata su un reel di gattini, quelle dei meme sulla sindrome premestruale, condizione clinica riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma scenari un po' più intensi, in cui il pensiero razionale viene dirottato dall'intensità ormonale, con le relazioni spesso romantico-affettive che ne risentono. Ovviamente non si può generalizzare o attenersi troppo alla "scienza" di TikTok – non è così vero, per esempio, che durante la fase luteale (la seconda metà, quella che va dalla fine dell'ovulazione all'inizio del ciclo, 12-14 giorni in cui, al termine, può comparire la sindrome premestruale – la prima si chiama follicolare) siamo più brutte, come invece sostiene uno degli ultimi trend in circolazione; non è neanche un assioma, come invece sostiene la teoria della post-ovulation clarity, che durante l'ovulazione siamo totalmente squilibrate –, ma l'intento è quello di sensibilizzare sui reali effetti che questa condizione porta con sé. Ci sono momenti, infatti, in cui qualcosa di piccolo scatena enormi reazioni emotive, e all'improvviso «ti ritrovi al telefono con il tuo partner come se fossi pronto a lasciarlo per qualcosa che, a pensarci bene, sembra... beh, piuttosto ridicolo», scrive sempre Petter. «Molte di noi l'hanno vissuta: quella sensazione di sentirsi crollare il mondo addosso a causa di una cena tardiva o di un messaggio che non è arrivato quando avrebbe dovuto. Sappiamo che non è per questa la cosa per cui stiamo impazzendo davvero. Ma nella foga del momento, sembra che lo sia».
Sebbene la ricerca scientifica in questo specifico ambito sia senza stupore limitata, si sta diffondendo sempre di più il riconoscimento del legame tra le fasi mestruali e i cambiamenti nell'elaborazione emotiva. Uno studio del 2019 pubblicato sulla rivista Psychoneuroendocrinology ha rilevato che le donne in fase luteale sperimentavano una reattività emotiva significativamente maggiore agli stress interpersonali rispetto ad altre fasi del ciclo. Questi cambiamenti possono quindi avere un impatto sul processo decisionale in tutti gli ambiti della vita, relazioni di coppia comprese.
La Dottoressa Louise Newson, medico specializzato negli ormoni ha spiegato a Service95: «Durante il ciclo mestruale, estradiolo (la principale forma di estrogeno prodotta dall'organismo), progesterone e testosterone fluttuante. I livelli di questi ormoni di solito raggiungono il picco a metà ciclo per poi risalire nella seconda metà. Poi, nei giorni che precedono il ciclo, i livelli di estradiolo e progesterone diminuiscono molto rapidamente e raggiungono il minimo appena prima dell'inizio del ciclo». È il calo improvviso che può causare i sintomi più comuni della sindrome premestruale, come irritabilità, rabbia, pensieri intrusivi e calo della motivazione. «Nella prima metà del ciclo, quando gli estrogeni sono in aumento, molte donne notano una libido più forte, una maggiore sicurezza nei contesti sociali e una maggiore apertura emotiva. Questo può migliorare l'intimità e il legame romantico. Tuttavia, nei giorni che precedono il ciclo, quando il progesterone domina e gli estrogeni calano, alcune donne sperimentano un calo della libido, sentendosi più sensibili alle critiche o diventando emotivamente distanti. Questi cambiamenti possono comprensibilmente influenzare l'intimità e il modo in cui percepiamo il comportamento del nostro partner».
Importante è comunque ricordare che non è così per tutte e che gli effetti potrebbero essere più acuti per alcune donne. Specialmente per quelle che hanno la PMD e la PMDD, rispettivamente Premenstrual Disorder o Disturbo Premestruale – termine ampio che include tutti i disturbi legati al periodo premestruale, compresa la PMS classica, e che si riferisce generalmente ai sintomi fisici e emotivi della fase luteale del ciclo mestruale – e Premenstrual Dysphoric Disorder o Disturbo Disforico Premestruale, la forma più severa e debilitante della sindrome premestruale. Secondo lo studio del 2024 New data shows prevalence of Premenstrual Dysphoric Disorder pubblicato nel Journal of Affective Disorders, l'1.6% delle donne nel mondo sarebbero affette da PMDD, ma qualcuno stima che i numeri siano più alti. Secondo la ricerca dello stesso anno Association between severe premenstrual disorders and change of romantic relationship: A prospective cohort of 15,606 women in Sweden disponibile su PubMed, condotto appunto in Svezia, su oltre 15.600, le persone con disturbi disforici premestruali sposate o che convivono con un partner hanno maggiori probabilità di lasciarsi o sperimentare rotture nella relazione.
Secondo gli studi, le donne che soffrono di sindrome premestruale più intensa spesso presentano una chimica cerebrale che risponde in modo diverso ai cambiamenti ormonali. Nello specifico, gli estrogeni interagiscono con diversi sistemi di neurotrasmissione, tra cui i recettori della serotonina, della dopamina e del GABA, tutti coinvolti nella regolazione emotiva. Il progesterone, invece, attraverso il suo metabolita allopregnanolone, ha effetti calmanti o talvolta di smorzamento dell'umore. La ricerca suggerisce che le differenze nel modo in cui i recettori GABA rispondono all'allopregnanolone potrebbero spiegare perché alcune donne sperimentano cambiamenti d'umore significativi, mentre altre con livelli ormonali identici non li sperimentano. Una realtà biologica che può o abbassare la soglia della frustrazione o aumentare la sensibilità emotiva. Proprio per questo, durante la fase luteale, è possibile che l'alto concentrato di vulnerabilità faccia percepire il rifiuto o le delusioni sentimentali, nonché i problemi tra partner, in maniera più devastante.
Si crea così un terreno iper fertile per pensieri autodistruttivi. Eventi che in condizioni normali non meriterebbero nemmeno attenzione si trasformano in drammi personali: basta un'osservazione casuale di qualcuno conosciuto su un'app di dating per scatenare una spirale di analisi mentali, o un messaggio ignorato per convincersi di essere fondamentalmente impossibili da amare. I problemi rimangono reali, ma il panorama ormonale amplifica le risposte emotive e riduce l'accesso agli strumenti di regolazione emotiva che in genere aiutano a gestire i disaccordi con maggiore serenità. Comprendere questo schema non invalida le emozioni, né tantomeno le proprie convinzioni sulle situazioni che ci accadono, ma fornisce un contesto che può aiutare entrambi i partner ad affrontare questi cambiamenti prevedibili.
Da non sottovalutare però è la retorica spiccia sulle mestruazioni. Anche durante i giorni prima del ciclo, è possibilissimo sentirsi frustrate senza che si tratti esclusivamente di ormoni, ma di chiarezza che è bene riconoscere anche nelle relazioni. Invece di rimpiangere quei momenti, si possono accogliere come segnali emotivi che aiutano a crescere e a comunicare meglio.
Ma c'è anche chi sostiene che questi discorsi online, tra fase luteale, ovulazione e PMS stiano contribuendo ad arretrare la condizione delle donne di anni, riportarla indietro nonostante il progresso, seppur non esaustivo, raggiunto finora. Il rischio, in questi tipi di dibattiti, è quello di non curarsi della salute fisica e mentale delle ragazze, per ragioni biologiche, ma ristabilire narrazioni sessiste che necessitano di esser superate. Se qualcuno, durante una discussione, vi chiede se avete il ciclo nel tentativo di spostare la colpa, ad esempio, non si sta preoccupando per voi, ma sta applicando alla condizione scientifica (tra l'altro, come ripetuto più volte, non universale – i trend TikTok riducono processi ormonali complessi a meme e generalizzazioni che possono essere fuorvianti) layer misogini, esasperanti e sprezzanti, luoghi comuni patriarcali, manipolativi e forme di gaslighting. L'importante è quindi sempre avere piena consapevolezza di cosa sia un meme su internet e cosa sia la salute, cosa sia scienza e cosa sia cultura, senza dimenticare, in condizioni serie, di rivolgersi ai pareri di medici esperti.
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Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.















