Più o meno tutti siamo cresciuti con il monito delle bevande gassate. Prima del tabacco, prima degli alcolici, prima di ogni forma di cibo junky che però avremmo desiderato più di ogni cosa, quello che ci veniva raccomandato, dalla nonna, ai compleanni degli amichetti di scuola, nelle pause e negli intervalli fra i banchi, era di non bere le bevande con le bolle, che fanno male. Nell'ultimo periodo, tuttavia, TikTok sembra starci dicendo altro; nel posto dove la cultura della bellezza e del benessere si sviluppano e si diffondono senza limiti, celeb, influencer e creator sono tutte ossessionate da un preciso tipo di soda. Però sì, diversa da quelle a cui siamo sempre stati abituati.



Si chiamano gut health drinks – o bevande per la salute dell'intestino – parole che, da sole, fanno scattare l'algoritmo. Scrollando le piattaforma social preferita dei beauty addicted, ci si imbatte in bicchieroni color pesca, bottiglie col tappo verde menta o acque effervescenti al gusto di cactus. Sono bevande che promettono di apportare benefici alla flora intestinale; l'ultima moda wellness che spopola online, approvata, anche per la sua estetica perfettamente postabile – packaging pastello, branding ironico, claim che sembrano meme ("zero bloat, all glow") e contenuti super condivisibili – dalle it-girl, dalle cantanti o dalle attrici di riferimento.

Ma cosa sono davvero? Drink arricchiti di probiotici, prebiotici, fibre o fermenti vivi che promettono di riequilibrare il microbioma intestinale. In pratica, aiutano i cosiddetti "batteri buoni" a prosperare, eliminando invece quelli "cattivi". Il risultato dovrebbe avvicinarsi a condizioni di gonfiore diminuito, più energia, digestione più fluida, pelle più luminosa e, incredibilmente, anche un miglioramento del mood – dicono infatti che l'intestino sia il nostro secondo cervello. Ma dopo anni di avvertimenti sugli effetti negativi delle bevande ultra dolci – dalle carie all'aumento di peso –, siamo sicuri che queste soda frizzanti sono davvero l'alternativa sana e benefica per l'intestino che la gente sta cercando? Perché sono così popolari? Ne abbiamo davvero bisogno?


Tutto quello che c'è da sapere sui gut health drinks

Secondo la nutrizionista Emily English, «c'è una crescente consapevolezza di come la salute intestinale sia collegata a quasi tutto, inclusi umore, energia, sistema immunitario e pelle». Come dichiara a Vogue Uk, i gut health drinks «sono un modo semplice per prendersi cura di sé: pratici e piacevoli, si inseriscono perfettamente in una routine frenetica». In un mondo che chiede a tutti di essere perfetti, ma in cui prendersi cura di tutti gli aspetti del proprio benessere non è sempre immediato o accessibile, queste bevande si presentano come una soluzione salutare e pure da ragazza cool. Proprio come un matcha latte o un mocktail in trend.

«Le bevande probiotiche contengono batteri benefici vivi che possono contribuire a supportare il microbioma intestinale – spiega English – quelle prebiotiche fibre o composti specifici che nutrono i batteri buoni già presenti nell'intestino». Se le prime rappresentano la flora batterica, le secondo sono il nutrimento per i batteri. «Entrambe sono utili e insieme possono essere ancora più efficaci: alcuni prodotti uniscono prebiotici e probiotici e sono spesso etichettati come simbiotici».

Ma quindi le bevande per la salute dell'intestino ci servono davvero?

Secondo l'esperta, queste bevande sono sicure da consumare per la maggior parte delle persone, ma sempre con moderazione (Kombucha e Kefir sono i suoi preferiti). Tuttavia, è fondamentale fare prima le proprie ricerche. Secondo quanto riportato dal magazine, questi drink non dovrebbero mai comunque sostituire una dieta varia ed equilibrata; sarebbe meglio gustarle al mattino e, idealmente, non insieme a bevande calde, in modo che i batteri vivi abbiano maggiori possibilità di sopravvivenza. Funzionerebbero al meglio anche se abbinate a un buon sonno e a un'assunzione regolare di fibre: come la maggior parte degli integratori, sono sempre da considerare come un supporto aggiuntivo, piuttosto che una scorciatoia.

Come dichiara English, è assolutamente possibile supportare la salute intestinale solo attraverso la dieta, ma non è sempre facile. Questa salute è infatti influenzata da molto più del cibo; fattori come stress, sonno scarso, alimentazione irregolare e persino la velocità con cui si mangia possono influire sul microbioma intestinale. Se si presentano sintomi come gonfiore, digestione irregolare, scarsa energia, malattie frequenti o problemi alla pelle, questi potrebbero essere tutti segnali che il proprio intestino abbia bisogno di un aiuto esterno. Autodiagnosticarsi le condizioni e le relative soluzione, anche quando non estremamente gravi, tuttavia, non è mai consigliato ed è sempre meglio rivolgersi a un esperto, che possa stabilire con certezza il percorso migliore per ciascuno di noi.

Forse vedere online tutti questi contenuti esteticamente attraenti (anche quelli delle ricette homemade from scratch), che allineano la cura del sé e del proprio benessere a feed a cui auspicare, like e commenti positivi, ma soprattutto a prodotti, gli ennesimi, da acquistare, non è esattamente quello di cui la Gen Z ha bisogno. Nel 2024 la scrittrice e podcaster Caroline Crampton pubblicava A Body Made of Glass: A History of Hypochondria, un testo in cui indaga la storia della paura ingiustificata di ammalarsi gravemente, anche definita health anxiety o ipocondria. Al suo interno, l'autrice sostiene che l'ascesa contemporanea della cultura del benessere abbia con molta probabilità contribuito a rendere questa fobia sempre più diffusa.

A Dazed Magazine, infatti, raccontava di come questa cultura del benessere incoraggi le persone a considerare la propria salute come un perpetuo work in progress, e a monitorare costantemente il proprio stato d'animo (due cose che possono aumentare l'ansia e la preoccupazione per le malattie). «Piuttosto che essere in grado di apprezzare la salute e le capacità di cui disponiamo, siamo incoraggiati a lottare per ottenere sempre di più, a modificare e migliorare costantemente noi stessi». Secondo lei, consumare costantemente contenuti wellness sui social media, quindi, può peggiorare l'ansia nelle persone; in un mondo in cui si pensa di aiutare sé stessi, ma in realtà tutto quello che si fa è finanziare un'industria che ha sicuramente più a cuore il profitto che la salute degli altri, forse ci servirebbero meno trend da rincorrere, meno bevande per sembrare cool, e più attività, relazioni o persone che ci possano davvero far stare bene, qualunque esse siano. Senza, naturalmente, trascurare la salute fisica, intestino compreso.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente scopo informativo e divulgativo e non intendono sostituire il parere, la diagnosi o il trattamento di un professionista sanitario qualificato. Per qualsiasi dubbio o problema di salute, si consiglia sempre di consultare un medico o uno specialista.

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Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.