Ho sempre evitato la solitudine. Il silenzio ancora di più. Non è nella mia indole, credo: sono nata insieme a una gemella, stare da sola e stare zitta non sono mai state davvero delle opzioni. Nonostante negli anni, sia io che mia sorella siamo riuscite a costruirci un'identità divisa e specifica, ognuna per se stessa – non solo siamo diverse esteticamente, ovverosia eterozigoti, ma il carattere proprio ci azzecca ancor meno –, per tanti anni, nei momenti di quotidianità, è sempre stata al mio fianco. Banalmente, nello spazio fisico della nostra cameretta di quando eravamo piccole, ma è seduta vicino a me anche oggi, mentre scrivo questo articolo.
Nei miei vent'anni, durante l'università (il primo vero momento in cui per forza di cose ci siamo dovute separare l'una dall'altra – lei andava a studiare a Torino, io a Milano), di sera e di giorno, passavo ore circondata da persone; dormivo nei letti a casa degli altri, stringevo un numero esorbitante di amicizie – ero molto brava –, non smettevo mai di parlare, confidarmi, aprirmi. Volevo conoscere tutti e volevo conoscere tutto; forse anche farmi conoscere. Lo voglio ancora; mi piace e credo sia sia stimolante ed arricchente. La realtà di una fuorisede è poi spesso condivisa: non c'era Ilaria, ma c'erano comunque i coinquilini, le feste in casa, le stanze doppie.
Ho appena compiuto trent'anni, mia sorella è tornata a vivere con me – ma presto si traferirà nuovamente, questa volta a Roma –, io mi sto preparando per crescere davvero, in una casa che sarà solo mia. Comunque, ho iniziato a sentire il reale bisogno di ritagliarmi degli spazi per me, sola e senza rumori da poco.
Non ho mai provato la necessità impellente di legarmi sentimentalmente a qualcuno per non sentire la noia, ma forse i miei vuoti li colmavo, oltre che con la mia doppelgänger diversa, con le uscite e il divertimento, anche con le crush. Non ero fidanzata, ma le situazioni un po' romantiche mi tenevano compagnia. Ogni tot, però, era evidente che dovessero terminare, anche solo nella mia mente. La cosa più difficile, ogni volta, era accettare di tornare a me stessa senza vergogna o rimproveri, ma soprattutto sola, zitta e annoiata; senza più qualcuno su cui fantasticare, qualcosa che mi proiettava con la fantasia in una vita diversa. Non più sola, zitta e annoiata. L'ultima volta che mi è successo è stata anche la prima in cui ho capito che per diventare grande davvero non avrei dovuto sostituire quell'ossessione conclusa, con una nuova, ancora più emozionante, sconvolgente e assordante. Per quanto fosse difficile, duro e anche tendenzialmente noioso, sapevo di dovermi forzare a passare il tempo con me stessa, davvero da sola e davvero in silenzio, senza per forza intrattenermi in conversazioni con chiunque. A volte è bello parlare semplicemente a se stessi. Ora lo sto facendo, ho dei momenti che mi dedico, di solito la domenica sera, in cui faccio delle cose all'aperto, per le strade della mia città (non le dico, ma voi fatene altre): non mi sono mai sentita così libera, non avrei mai pensato potesse essere così bello. Finalmente ho capito perché la solitudine e il silenzio sono così importanti per il mio benessere e probabilmente anche per quello di tutti.
Perché il silenzio e la solitudine sono importanti per il benessere del 2025
Nel frenetico ritmo quotidiano del 2025, tra notifiche incessanti e agende fitte di impegni, il silenzio e la solitudine sembrano emergere come risorse preziose per il benessere di tutti, almeno secondo quanto dicono gli esperti. Sebbene spesso trascurati, questi momenti di quiete possono avere un impatto significativo sulla nostra salute, mentale e fisica. Siamo costantemente immersi in un mare di suoni: dalle notifiche sullo smartphone – tra burnout digitale, iperreperibilità, ghosting e comunicazione, il dibattito culturale recente si concentra molto, infatti, sul diritto alla disconnessione –, al traffico cittadino, fino al brusio degli ambienti lavorativi. Questa esposizione continua al rumore può avere effetti deleteri sulla nostra salute. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, dopotutto, è proprio il rumore del traffico a essere la seconda causa principale di problemi di salute nella parte occidentale dell'Europa, subito dopo l'inquinamento atmosferico. Con conseguenze che includono elementi come l'aumento dello stress, problemi cardiaci e una ridotta capacità cognitiva.
Deirdre Nazareth, osteopata presso The HVN, spiega quindi a Vogue UK: «Per dare un senso alle situazioni e alle esperienze, abbiamo bisogno di consolidare le informazioni. Con il rumore costante, l'incapacità di disconnettersi può causare cambiamenti strutturali e funzionali nel cervello, indicando non solo neurodegenerazione legata all'età, ma anche malattie psicologiche come depressione e ansia». Solitudine, tuttavia, non è sinonimo di isolamento sociale. Questa deve infatti essere intenzionale: si tratta piuttosto quindi di dedicare del tempo a se stessi, lontano dalle distrazioni, per riflettere e ricaricarsi.
Il dottore Vijay Murthy, medico ayurvedico e co-fondatore della clinica Murthy Health, sottolinea alla rivista britannica: «L'Ayurveda enfatizza l'equilibrio; il silenzio dovrebbe essere rinfrescante, non isolante. Consideratelo come un silenzio intenzionale, piuttosto che escludere completamente tutto. Non significa che dovete trasferirvi in montagna, ma provare invece a prendere delle piccole pause. Allontanatevi dai dispositivi o trovate momenti di silenzio tra un'attività e l'altra. Trascorrete anche più tempo all'aperto. Gli alberi e gli spazi naturali sono come cuffie antirumore per l'anima».
Come ritagliarsi degli spazi di silenzio e solitudine durante la giornata: Me Time e Solo Dating
Per stare bene, quindi, non bisogna per forza ritirarsi in cima a un monte e allontanarsi da tutto e tutti. Anche perché non è sempre possibile; si può provare, invece, a integrare silenzio e solitudine nella quotidianità, che nel gergo di TikTok del 2025 si traduce con le espressioni Me Time e Solo Dating. Per Robyn Brooks - Zoë Kravitz in High Fidelity questo Me Time (che dava proprio il titolo a uno degli episodi della serie Hulu) consisteva nel guardare, finalmente, i Soprano dal pc, mangiando cibo a domicilio, in una vasca piena d'acqua calda, dopo la fine di una relazione importante, la numero uno nella lista All-Time Top 5 Most Memorable Heartbreaks. Per tutti, può essere qualsiasi cosa, basta che siano piccoli rituali personali lontani dalla cultura della produttività a tutti i costi: prendersi cura del proprio corpo, leggere un libro, suonare, creare una playlist, fare una passeggiata o un giro in bicicletta, dipingere, lavorare all'uncinetto, fare niente, riposare.
Un concetto molto simile a quello di Solo Dating, diventato popolarissimo su TikTok negli ultimi anni – e ripreso anche dal progetto editoriale di Dua Lipa, Refinery25– , per cui uscire da soli (cliccate nelle pagine dei PerTe all'hashtag #solodate), di questi tempi, è diventato letteralmente un trend, a volte su feed dall'estetica impeccabile – coperte di lana su prati fioriti, libri approvati dal BookTok e matcha latte in pieno stile Instagram girl –, a volte semplicemente, ripreso in genuini videoclip divertenti. L'importante, tuttavia, è non dimenticarsi di alcuni piccoli accorgimenti, che possono davvero fare la differenza. Come pause digitali, che permettono di staccarsi periodicamente dai dispositivi elettronici per ridurre il sovraccarico sensoriale; immersioni nella natura, nelle aree verdi o nei parchi, che favoriscono l'annullamento dei rumori come dei tappi per le orecchie; attività riflessive (dedicarsi alla lettura, alla pittura o alla meditazione favorisce l'introspezione e la calma mentale).
Sempre a Vogue UK, Hannah Alderson, nutrizionista e autrice di Everything I Know About Hormones: Six Steps to Optimal Health & Happiness, aggiunge infatti: «Il silenzio si presenta in molte forme e può manifestarsi immergendosi in una storia, dipingendo, facendo una passeggiata o praticando tecniche di respirazione. Non significa necessariamente sedersi in completo silenzio». Incorporare momenti di silenzio e solitudine nella nostra routine quotidiana può sembrare una sfida nell'era moderna, ma i benefici per il benessere complessivo rendono questo sforzo estremamente gratificante. Uno che ho appena imparato a sperimentare, ma che non voglio abbandonare più.
Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.















