Uomo e natura. Una dicotomia imprescindibile e affascinante a cui, da sempre, ci appelliamo. Il verde è parte fondamentale di ciò che siamo, è origine e rifugio, è sollievo, è la risposta al desiderio primordiale di esplorazione, è un mistero controllato che cerchiamo di catalogare, vivere, accogliere, esplorare, riprodurre in tempera o in prosa per portare con noi - o almeno provarci - una parte di quelle sensazioni di benessere che ci suscita anche quando siamo rigurgitati dai cavi delle città e le insegne al neon. No, non basterà il vaso di basilico sul balcone a farci riappacificare con la sindrome di Stendhal, ma tanto vale provarci, è comunque un inizio. Così come può salvarci il colore, le fantasie, il design che richiama ciò a cui apparteniamo.

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Courtesy Ikea

La nuova collezione Ikea in collaborazione con Marimekko si ispira proprio al verde e ai rituali di benessere «imprescindibili per noi scandinavi», racconta Henrik Most, Creative Leader del brand svedese nella nostra intervista in esclusiva per l'Italia. Un richiamo alla natura e al colore che si evince da ciascuno delle ventisei referenze - che spaziano dai mobili ai bicchieri fino ai tessili - caratterizzati da motivi grafici richiamanti le foglie del rabarbaro, la pianta che cresce spontaneamente attorno alle cabine delle saune, e quelle del legno, dell'acqua. Il tutto immerso in quell'atmosfera evocativa e grintosa di Marimekko, design house finlandese che ha creato in esclusiva e per la prima volta, le stampe per una collaborazione con un altro brand. Ma cosa li tiene uniti, e in particolar modo cosa lega Svezia, Finlandia e in generale la cultura nordica?

«Marimekko e Ikea provengono da un background in cui il design è pratico e pragmatico, in cui si cerca di risolvere i bisogni della vita quotidiana delle persone», racconta Most. «Come società nordiche condividiamo una forte tradizione nella costruzione di una cultura in cui l'uguaglianza è molto importante, e questo vale anche per la Danimarca, il luogo in cui vivo, così come il forte legame con la natura che ci circonda».

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«Penso che l'eredità nordica guardi anche alla semplicità, alla funzionalità e all'uso di materiali naturali», prosegue Mikael Axelsson, designer di Ikea, «e questo ritorna a ciò che si è detto sulla natura. Abbiamo molte foreste ed è da qui che proviene la maggior parte del materiale. Penso poi che molto derivi dalla nostra storia dato che molto tempo fa, quando c'era scarsità nei paesi nordici, dovevamo ricavare il più possibile nel modo più funzionale». Ma che non si pensi al verde con nostalgia perché Bastua, come ricorda Most, è l'apice di una ricerca costante, di un dialogo sempre nuovo e contemporaneo, che viene messo in atto tra nuovi spazi urbani e la natura che ci circonda. A tal proposito la sauna ne è un esempio perfetto, ed è proprio il suo rituale a essere protagonista della collezione.

«Tuttavia questo non significa che bisogna avere una sauna nel cortile perché in Scandinavia ci sono più di cinque milioni di saune ed è chiaramente l'eccezione, mentre nei paesi mediterranei non è così diffuso averne una. Detto ciò si può comunque usare questa collezione tutto l'anno, vederla come un invito a trascorrere del tempo fuori e avere una sensazione di benessere prendendosi un po' di tempo libero. Essere seduto davanti a uno schermo tutto il giorno non è sano, prendersi una pausa è necessario», conclude Most. Axelsson sottolinea poi come questo momento crei uguaglianza («Nella sauna si è democraticamente nudi! Nessuno ti giudica!») e possa essere inteso più in generale come un occasione di benessere generale, in cui socializzare e rilassarsi a contatto con la natura.

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E si ritorna all'importanza dell'immersione nel verde. L'idea di Most: «La vita contemporanea può essere davvero frenetica e ritengo che ci sia bisogno di equilibrio: più siamo digitali e connessi, più abbiamo bisogno anche di disconnetterci e passare un po' di tempo offline. In Scandinavia quel tempo è molto spesso connesso alla natura e in molte grandi città ci sono queste piccole oasi con un parco dove puoi fare una passeggiata. É fondamentale, abbiamo bisogno di per controbilanciare tutta questa esistenza digitale che abbiamo nella nostra vita quotidiana».

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Francesca Scrimizzi
Head of Digital Beauty

Plasmata dagli studi in lingue e diverse esperienze nel settore della bellezza, gestisco e supervisiono la strategia digitale di beauty, benessere e fitness su Elle.it, Cosmopolitan.it, Marieclaire.it, Harpersbazaar.it. Tra le cose che amo: i trattamenti, i festival musicali, l’antropologia culturale e i profumi maschili.