In media, ogni donna nella vita ha circa 450 cicli mestruali. Dall'età dello sviluppo alla menopausa, le mestruazioni si presentano più o meno puntuali ogni 21-35 giorni. Eppure, di ciclo e mestruazioni si sa ancora troppo poco. Lo dimostrano tutti i modi di dire e le perifrasi utilizzate per indicare quello che è un processo naturale e fisiologico e che, in realtà, dovrebbe forse essere celebrato come rappresentazione più vivida e vitale della fertilità e, di conseguenza, della vita stessa. "Ho le mie cose", "sono indisposta", "sono in quei giorni del mese" sono solo alcuni delle frasi che si utilizzano per indicare che, semplicemente, si hanno le mestruazioni. E se ammettere di avere il ciclo è tanto difficile, ancora di più lo è chiedere aiuto in caso di dolore e anomalie. Eppure, avere un ciclo non perfettamente regolare è molto più normale di quanto si potrebbe pensare. A confermarlo è il Dottor Valerio Rumolo, ginecologo di MioDottore: «Le anomalie del ciclo sono molto diffuse, soprattutto nei primi anni e nelle adolescenti, ma anche verso i 40/45 anni. In particolare, nella fase di transizione verso la menopausa, le variazioni ormonali iniziano a diventare sempre più importanti e, in più, si vanno anche a sovrapporre a disturbi tipo i fibromi». Per quanto diffuse, però, è importante sottolineare che non è normale soffrire durante il ciclo. E che la vera normalità dovrebbe essere sentirsi libere di chiedere aiuto.

Ciclo mestruale e anomalie: quali sono le principali?

«La prima cosa da sapere è che le problematiche mestruali sono molto frequenti, soprattutto in età riproduttiva, chiaramente, e nei primi anni diciamo che seguono la prima mestruazione. Oltre che, naturalmente, nella fase di avvicinamento alla menopausa». Non siete sole, dunque, e avere un alterazione nella durata, nell'aspetto o nella quantità del ciclo mestruale un problema comune a molte donne. Una condizione che, specialmente in pubertà e dopo la menopausa, non deve spaventarvi, sebbene il problema vada indagato con attenzione e sia fondamentale parlarne con il ginecologo. Tra le anomalie principali, quella da tenere d'occhio più da vicino è, certamente, l'ipermenorrea. Quando il ciclo è molto lungo e abbondante, infatti, «si potrebbero avere disturbi legati ad anemia e carenza di ferro, con tutte le conseguenze che ne derivano». Attenzione anche a non sottovalutare la sindrome premestruale. «È una condizione che sperimenta la quasi totalità delle donne, seppur con gradi di gravità e intensità molto diversi». Anche in questo caso, la regola da tenere a mente è una sola: il ciclo non deve essere una sofferenza.


Ma come dovrebbero essere delle mestruazioni normali?

Nonostante la narrazione tra il tragico e lo splatter che, spesso, viene riservata al ciclo, «le mestruazioni non devono essere un evento traumatico o debilitante, specialmente dal punto di vista del dolore. Ci sono persone che, quando hanno il ciclo, non riescono ad andare a lavorare o a vivere la quotidianità serenamente. In questi casi, è chiaro, occorre farsi vedere da uno specialista, per inquadrare il problema». Un ciclo normale, infatti, non deve durare più di 5/7 giorni e non deve condizionarvi la vita. Ecco perché proposte come il Congedo Mestruale, ormai quasi realtà in Spagna, non devono spaventare. «È una proposta moderna e sensata, ma non bisogna rendere tutto patologico. Ci sono moltissime donne che vivono benissimo con il loro ciclo mestruale. Proprio per questo, è importante indagare i motivi che, eventualmente, rendono le mestruazioni tanto problematiche». Come ricorda il Dottor Rumolo, infatti, «esiste una quota importante di donne affette da endometriosi, dolore pelvico cronico o altre patologie, che possono impattare notevolmente sulla qualità della vita ed è proprio per questo che occorre una maggior attenzione dal punto di vista istituzionale».

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Il ciclo non deve condizionare la vita

Quali sono le patologie ginecologiche più diffuse?

Spesso, problematiche ginecologiche più serie possono manifestarsi attraverso le anomalie del ciclo. «Squilibri ormonali, ad esempio, possono dare ipermenorrea e menorragia. Ma possono esserci anche polipo all'utero, fibromi o anche endometriosi interna, la cosiddetta adenomiosi, tutte condizioni che impattano sulla contrattività dell'utero, che si traduce in un disagio non indifferente durante le mestruazioni». A volte, però, non si riescono a cogliere i segnali. «L'endometriosi è una patologia spesso trascurata, dall'inquadramento difficile: le donne tendono a non presentarsi dal ginecologo perché pensano che il dolore durante le mestruazioni sia normale». Le stime attuali dicono che, in Italia, le donne con endometriosi sono circa 3 milioni. «Numeri alti, ma sicuramente sottostimati, perché moltissime donne non hanno una diagnosi. Si tratta di una patologia benigna, fortunatamente, ma impatta notevolmente sulla qualità della vita». La vulvodinia, poi, è ancora più negletta dell'endometriosi. «Una malattia molto diffusa, ma spesso non diagnosticata — e, dunque, trattata — correttamente». Per non parlare delle patologie legate all'età avanzata. «Le donne anziane, di frequente, si vergognano di dire che hanno sanguinamenti anomali, piuttosto che pruriti o formazioni sulla vulva. Si vergognano e fanno sì che degenerino».


I segnali da imparare a cogliere

Quando si tratta di salute intima, non deve esserci spazio per la vergogna. Anche sintomi banali come prurito e secchezza, ad esempio, possono evolversi e diventare tumori della vulva. «Endometriosi e ovaio politeistico possono dare segno di sé già dai primi cicli mestruali». Mai sottovalutare, perciò, alterazioni del ciclo, specie se persistono. «Chiaramente tutti problemi che, prima vengono individuati e trattati, prima possono essere o sconfitti o tenuti sotto controllo». La lezione è chiara: mai lasciarsi condizionare dai tabù.

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Beauty addicted per vocazione, ho trasformato la mia laurea in Lettere in un lavoro che mi appassiona, almeno quanto la ricerca della skincare perfetta.