"I was born in the right generation I love ChatGPT and watching TikTok edits", è una delle infinite versioni di uno dei miei meme preferiti. Uno che celebra il nostro tempo e la Gen Z, con ironia sottile: lodando pratiche contemporanee, usi e costumi dei nostri giorni, obiettivi e successi apparentemente superficiali, che però tanto superficiali, in fondo, non lo sono. O almeno non sempre.



"I love to charge my phone, twerk, be bisexual, eat hot chip and lie", "I love terea turquoise, miniskirt, twitter and slickback", o ancora: "I love kissing a girl in boy clothes". Accostando quasi ossimoricamente elementi estetici, culturali e divertenti dell'identità collettiva Gen Z – un'Iqos, una patatina, sculettare, scrollare, una coda gellata – questi post ci dicono anche, e forse lo dicono anche ai nostri genitori (o a chi ci accusa di continuo di essere i peggiori, i più deboli e i più vulnerabili), che forse i nostri tempi sono anche migliori dei loro. Almeno in termini di società, educazione e pensiero critico.

Non tutti, certo, ma in molti sanno che ora una ragazza non deve per forza indossare una gonna, che non è obbligata a fare la casalinga (anche se noi diremmo tradwife) per forza; che maschile e femminile sono costrutti socio-culturali e, pertanto, possono coesistere in ognuno di noi, indipendentemente dal sesso biologico; che non ci sono caratteristiche o comportamenti "naturali", per un sesso specifico; che non siamo nemmeno obbligati a definire quel sesso, a definirci ragazze o ragazzi, nel caso in cui non lo vogliamo. Tutta una serie di cose, legate alla riscrittura dei ruoli di genere, alla parità, alla costruzione di un mondo migliore, più libero.

Si può dire quindi che siamo nati nella generazione giusta anche perché amiamo vedere anche i ragazzi fare skincare. E che per fortuna possiamo anche guardarli per ore nei videoclip condivisi su TikTok. Come testimoniano i dati (Mintel), negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria rivoluzione della skincare maschile, e la Gen Z è al centro di questo cambiamento: «Nel 2024, il 68% degli uomini Gen Z di età compresa tra 18 e 27 anni, negli Stati Uniti, ha utilizzato prodotti per la cura del viso, rispetto al 42% nel 2022, rappresentando un aumento di oltre il 25% in soli due anni», si legge in un articolo di Cosmetics Business intitolato Gen Z men's surging skin care use is raising the bar for brands. È sempre più comune, quindi, vedere ragazzi di varie età che dedicano tempo e attenzione alla cura della loro pelle, non solo per l'estetica ma anche per la salute: si mettono una maschera, sul contorno occhi degli eye patch, realizzano gli step dei rituali coreani, si proteggono dai raggi solari e, nei migliori dei casi, si passano anche un gua sha di quarzo rosa sugli zigomi.

Anche se tanti sanno che nulla di tutto ciò ha a che fare con genere e sesso, alcune dinamiche culturali obsolete rendono ancora queste pratiche un po' tabù uomini; ma noi viviamo proprio nella giusta generazione e ci sono molti creator giovani di talento, appassionati di skincare e preparati, pronti a spiegarci e raccontarci la loro esperienza con la cura della pelle, la loro skin journey. «Le differenze tra pelle maschile e femminile sono minime. I prodotti "per uomo" spesso rispondono più a logiche di marketing che a reali esigenze dermatologiche. Ogni pelle è unica e va trattata in base alle sue caratteristiche, non al genere», conferma Luca Mornet, content creator franco-italiano di 24 anni. Cresciuto tra Europa e Asia, spostandosi in sette Paesi diversi, prima di trasferirsi a New York per frequentare l'università, città in cui attualmente vive, su Instagram e TikTok crea contenuti dedicati a bellezza (skincare, acconciature e make-up), moda e lifestyle, riscrivendone la narrativa con entusiasmo, energia e coolness. Abbiamo chiacchierato con lui di cosa significa essere un ragazzo che fa skincare nel 2025, facendoci svelare anche la sua routine e qualche piccolo altro consiglio.

Skincare uomo: l'intervista al beauty creator Luca Mornet sulle pratiche di cura della pelle dei ragazzi nel 2025

Che cosa ti ha avvicinato alla skincare e quando hai capito che sarebbe diventata il tuo territorio sui social?

«La skincare ha sempre fatto parte della mia vita. Da bambino, quando vivevo a Milano, passavo i weekend a fare maschere viso con mia sorella. È un ricordo molto naturale, che oggi rivedo nel mio lavoro. Ho iniziato sui social parlando di hair styling e trucco maschile, e la skincare si è inserita spontaneamente nel mio racconto, fino a diventare uno dei pilastri dei miei contenuti».

La percezione della cura della pelle maschile sta cambiando rapidamente. Qual è, secondo te il cambiamento culturale più evidente?

«Oggi, grazie ai social media ma anche ai canali di comunicazione più tradizionali, vediamo sempre più uomini prendersi cura della propria pelle. Questo sta contribuendo a un cambiamento graduale ma profondo della mentalità. I social hanno anche reso l'educazione sulla pelle molto più accessibile, soprattutto su temi fondamentali come la protezione solare, che in passato venivano spesso sottovalutati. Prendersi cura di sé non è più un tabù, ma un gesto di consapevolezza».

Qual è una routine minima e realistica che un uomo dovrebbe seguire ogni giorno? Esistono differenze sostanziali rispetto a quella femminile?

«Non servono routine complesse. Una skincare efficace può essere molto semplice: detergere la pelle mattina e sera, applicare una crema idratante e, al mattino, utilizzare sempre la protezione solare, anche quando il cielo è coperto. Personalmente utilizzo anche il retinolo due volte a settimana per migliorare la texture e l'uniformità della pelle. Le differenze tra pelle maschile e femminile sono minime. I prodotti "per uomo" spesso rispondono più a logiche di marketing che a reali esigenze dermatologiche. Ogni pelle è unica e va trattata in base alle sue caratteristiche, non al genere».

Cosa non dovrebbe mai mancare nel beauty case di un ragazzo? C'è un prodotto che viene spesso sottovalutato?

«Il retinolo è un attivo fondamentale. Non offre risultati immediati, ma nel tempo migliora visibilmente la qualità della pelle: la rende più liscia, più uniforme, aiuta a controllare l'acne ed è uno degli ingredienti più efficaci contro l'invecchiamento cutaneo. Io lo utilizzo su prescrizione dermatologica, ma esistono ottime alternative anche senza ricetta».

Quali sono gli errori più comuni che gli uomini commettono nella cura quotidiana della pelle?

«Il primo è lavare il viso con un sapone tradizionale. Il secondo è non idratare la pelle. Il terzo è applicare la crema solare solo in estate, quando invece dovrebbe essere un gesto quotidiano».

Quali sono le richieste che ricevi più spesso dalla tua community?
«Il tema più ricorrente è il trattamento dei brufoli, un problema che per anni ha riguardato anche me. Subito dopo arrivano le domande sulle occhiaie, un'altra grande preoccupazione per molti uomini».

I social hanno avuto un ruolo chiave nel normalizzare la skincare maschile. In che modo è cambiato il tuo pubblico nel tempo?

«All'inizio ricevevo molti commenti negativi. Con il tempo, però, sempre più uomini hanno iniziato a scrivermi per chiedere consigli, comprendendo che prendersi cura della propria pelle può migliorare non solo l'aspetto, ma anche l'autostima».

Esistono ancora tabù legati alla cura dell'aspetto maschile. Quali sono i più diffusi?

«Molti uomini associano ancora la bellezza esclusivamente al mondo femminile. Tuttavia, l'influenza dei social media e delle celebrità sta cambiando questa percezione. La skincare e la cura dei capelli sono ormai i primi passi di una nuova routine maschile, e in futuro non escludo che anche il make-up possa entrarne a far parte. I tabù stanno cadendo, lentamente ma in modo inevitabile».

Che rapporto hai con i trend social legati alla skincare?

«Osservo le tendenze con interesse, ma adotto solo ciò che ritengo davvero valido. La skincare è un percorso a lungo termine: se un prodotto è appena stato lanciato e non esistono ancora studi o risultati concreti, preferisco aspettare prima di integrarlo nella mia routine».

Come immagini il futuro della skincare maschile?

«Credo che nei prossimi 5–10 anni la cura della pelle diventerà una pratica normale per tutti gli uomini. Per troppo tempo è stato insegnato loro a non dare importanza all'aspetto esteriore, ma oggi sempre più persone capiscono che molti problemi della pelle possono essere risolti semplicemente iniziando a prendersene cura».

Se potessi lanciare un messaggio a chi considera ancora la skincare un'esclusiva femminile, quale sarebbe?

«Utilizzi un detergente per le mani, uno shampoo per i capelli e un prodotto specifico per il corpo. Perché il viso dovrebbe essere trattato diversamente? Con i prodotti giusti, la pelle può migliorare visibilmente. Non prendersene cura, semplicemente, non ha senso».

I beauty must-have secondo Cosmopolitan
Latte corpo profumato
L'OCCITANE - Latte corpo profumato
Olio secco corpo e viso
REVEE - Olio secco corpo e viso
Ora in sconto del 12%
Lozione autoabbronzante progressiva
Tan Luxe - Lozione autoabbronzante progressiva
Gel doccia Bergamotto e Hinoki
Salt and Stone - Gel doccia Bergamotto e Hinoki
Headshot of Elena Quadrio

Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.