Ho sempre pensato che le cicatrici fossero sexy. Belle, ancor prima. Le conto, minuscole, sulle superfici soffici del mio corpo: due nello stesso posto a distanza di pochi millimetri l'una dall'altra sulla tempia sinistra, segno che non era sufficiente colpire la testa contro lo spigolo del comodino solamente una volta, da bambina, evidentemente doveva succedere ripetutamente, una sotto al mento, forse la più grande e la prima che mi sono procurata giocando (male) con i miei fratelli, una sul gomito, ricordo di quando sono caduta dal muretto più alto su cui ho mai deciso di avventurarmi. Sarà forse banale pensare che le cicatrici parlino di noi e raccontino chi siamo; magari è smielato credere che ci rendano unici al mondo e particolari, ma non si può tuttavia negare che sia anche vero in qualche modo. Certo, in alcuni casi possono essere il risultato di avvenimenti tragici, malattie e sofferenze davvero spiacevoli: diciamo pure senza vergogna che, anzi, qualcuna avremmo preferito di gran lunga evitarla, per via del dolore fisico e psicologico che ha comportato. Ma l'universo che le cicatrici nascondono, il sottotesto che comunicano, l'immaginario a cui aprono l'accesso possono avere il potere di rovesciare la narrazione. Non è solo una questione estetica o identitaria, che ci aiutano a piacerci e ad accettarci di più oppure a renderci distinti, speciali. Le cicatrici hanno una valenza politica, sociale ed attuale. Ed è per tutto questo che non riesco a non amarle.

Perché le cicatrici sono belle

Se uno si affidasse cecamente agli standard di bellezza troverebbe le cicatrici forse sconvenienti, fastidiose, persino brutte. In una società regolata da elitari ed escludenti beauty standard, è assolutamente normale cercare di fittare in questi canoni per pochi; conformarvisi il più possibile, a maggior ragione nel caso delle donne. Spesso viene infatti richiesto, per sopravvivere meglio in un mondo dominato da uomini, di essere "belle", giovani, addirittura "perfette", proprio secondo quelle regole stabilite da qualcun altro, che comunque non sono mai davvero sufficienti. Alcune cicatrici, inoltre, si imprimono sui corpi delle donne proprio in quanto donne, come per esempio quelle per le operazioni al seno o quelle dovute a un parto cesareo.

Secondo la narrazione culturale predominante, avere una cicatrice visibile sul proprio viso o sul proprio corpo potrebbe essere considerato anti-estetico; se non si possiede una pancia piatta, addominali scolpiti e curve considerate a modo, infatti, non si può essere apprezzate davvero dal male gaze. Queste immagini di corpi conformi, tuttavia, non sono di certo realistiche o raggiungibili, ma hanno solo la conseguenza di generare sofferenza e solitudine, che a loro volta diventano capitale per altri. Se i corpi che in generale si tendono a invidiare sono quelli delle modelle sulle copertine delle riviste, negli editoriali dei magazine oppure sui tappeti rossi degli eventi mondani, durante le sfilate dei brand più apprezzati, sono proprio le celeb ad avere un ruolo fondamentale per la sensibilizzazione alla body positivity e all'accoglienza della diversità. Anche le donne più conformi del mondo, infatti, dimostrano di possedere dettagli che spaventerebbero i dettami del patriarcato: proprio per questo alcune di loro accolgono la missione di mostrarsi senza filtri, raccontando, sui social o attraverso altri media, la realtà e la bellezza di tutti i corpi autentici.

Sono diverse le star che in più occasioni sono apparse con le loro cicatrici in bella vista. Solo qualche settimana fa, Bianca Balti condivideva su Instagram le foto della cicatrice causata dall'operazione alla quale si era sottoposta dopo la diagnosi di cancro alle ovaie. L'anno scorso, la modella plus size Paloma Elsesser pubblicava in un libro, Treasure, la poesia e le immagini dedicate alla mastoplastica riduttiva che le aveva permesso di ridurre il seno, in uno degli interventi chirurgici che molte intraprendono per evitare problemi di salute come forti dolori alla schiena e molto altro. In questi giorni, la modella, attrice e attivista Adwoa Aboah ha condiviso via social le immagini della sua pancia post-parto cesareo, uno in cui, per il suo primo figlio, è stata costretta a un'incisione del ventre, di cui il simbolo rimarrà per sempre sulla sua pelle. «Il medico mi ha procurato una cicatrice stupenda», ha commentato Aboah sotto il post, celebrando sia la nascita di una vita, sia che il corpo che l'ha generata.

Se le cicatrici in generale sono belle, quelle delle donne sono in molti casi contenitori di messaggi più ampi dell'estetica, sexy in ogni caso. Testimoniano esperienze condivisibili da molte che parlano almeno in parte di un genere ancora oggi oppresso, discriminato e controllato da un'industria che spesso appiattisce la complessità. Portare in bella vista le proprio cicatrici, allora, diventa anche un atto politico, la volontà di rivendicare che a decidere cosa è bello in un corpo femminile possono essere solo e soltanto le donne, per se stesse e senza esclusione delle donne trans, al fine di riscrivere questi standard normati da uomini cis, bianchi ed etero. Di fondamentale importanza è tuttavia ricordare che il desiderio di nascondere o proteggere una cicatrice è del tutto lecito, non solo per preoccupazioni o esigenze personali, ma anche per motivi estetici: non è né uno sbaglio né un errore. Ognuna è libera di apparire come desidera, anche perché del resto avrebbe poco senso incolpare una donna di volere piacere, sia a se stessa che agli altri; più importante sarebbe invece avere una certa dose di consapevolezza riguardo a questi temi, così da poter decidere cosa si vuole e si desidera davvero per sé. Lo sbaglio sarebbe da parte nostra, invece, se volessimo imporre un nuovo canone, e in questo caso quello delle cicatrici, anziché contribuire a distruggerli tutti.

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Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.