Se ne parla a un tavolo tra amiche, la si ritrova sui social, luogo dove a volte si cercano risposte a dubbi e curiosità, ma soprattutto il coraggio di provare: la medicina estetica è diventato un tema di cui si chiacchiera, su cui ci si interroga, un fenomeno da bramare o da schivare, ma in ogni caso, presente nelle nostre vite. Un universo complesso e frastagliato che va studiato, compreso, analizzato e che è - soprattutto - sempre più legato al benessere mentale e psicologico.

Da un'indagine realizzata per Facile.it dagli istituti di ricerca mUp Research e Bilendi, è emerso che, negli ultimi due anni, 670mila individui under 25 sono ricorsi a un trattamento di medicina estetica, il 30% degli intervistati su circa un totale di 7,3 milioni di italiani che si sono sottoposti ad almeno un intervento di medicina o chirurgia estetica.

Rimanere sorpresi davanti a questi dati è lecito, approfondirli è doveroso. Per comprendere meglio questi numeri, legati a un ambito in continuo aggiornamento, abbiamo parlato con la Dott.ssa Camilla Di Pasquali, Medical Director & Founder di Botox Bar. Perché sempre più giovani entrano in studi, ambulatori e cliniche aumentando e approfondendo l'interesse verso trattamenti estetici: si parte da qui per capirci qualcosa in più, per informarsi, agire in sicurezza o, semplicemente, farsi un'idea.

Siete frutto di un cambiamento epocale nel rapporto tra medicina estetica e generazioni più giovani: qual è stato il momento che ha sancito questo passaggio? E a cosa sta portando?

L’interesse dei giovani nei riguardi della medicina estetica è in aumento da molti anni. Solo nell’ultimo anno la crescita è stimata di circa il 56%. La ragione di ciò è varia, per lo più legata ai media e ai social, che hanno fatto da volano per l’interesse.

Per i giovani di oggi l’accesso ai servizi sanitari - qualsiasi essi siano - è vissuto in modo del tutto diverso rispetto a dieci o quindici anni fa. Oggi l’approccio deve essere smart, deve comunicare in modo chiaro e senza sorprese i trattamenti offerti, i risultati ottenibili e l’impegno economico. I giovani oggi scelgono dove andare o di quali servizi usufruire informandosi su Internet, in pochi minuti visitano decine di pagine e già da uno schermo si fanno un’idea ben precisa su chi vogliono affidarsi.

Da questa esigenza nasce il Botox Bar, ossia un ambulatorio smart, ma anche un luogo accogliente, colorato e informale. Se è vero che l’esperienza inizia con la prenotazione online, il trattamento è tutt’altro che veloce e standard, ma è preceduto da una visita con un medico specialista che sappia indirizzare il paziente a ciò che è meglio per lui, a prescindere dal trattamento prenotato. Infine, si conclude con un accurato follow-up nei giorni successivi al trattamento.

Inoltre, ai ragazzi piace sentirsi parte di qualcosa: fare gruppo, circondarsi di persone con gli stessi interessi. Grazie ai social abbiamo creato una community, uno spazio dove sentirsi protagonisti.

Sebbene il nome possa suggerire altro, il Botox Bar è un ambiente sicuro, dove il paziente viene guidato. Spesso, infatti, dietro una richiesta di stampo estetico si nasconde un disagio più profondo. Per questo tutti i pazienti, più o meno giovani, vanno guidati in un percorso di consapevolezza, per capire se il problema sia davvero dove pensano, oppure altrove.

viso di una modella giovanepinterest
Gregory Scaffidi/launchmetrics.com/spotlight

La democratizzazione dei prezzi e dei servizi che offrite sta agevolando il consumo da parte della Gen-Z di Botox e affini. Che consiglio date ai vostri clienti affinché si mantenga un rapporto sano con la medicina estetica? Come vi muovete?

La nostra politica di trasparenza ed accessibilità dei servizi non strizza l’occhio al giovane per incentivarlo a farsi una punturina. Il suo scopo è permettere alla persona che voglia avvicinarsi a questo mondo di potersi rivolgere comunque a strutture a norma, popolate da professionisti preparati e, quindi, evitare che, per risparmiare, si rivolgano a persone improvvisate. La Gen Z - in genere - non ricerca gli eccessi Anni ‘90, ma la soluzione a un disagio. Noi cerchiamo di trasmettere loro il valore della medicina estetica come terapia. Non la facile soluzione per vedersi più alla moda in quel momento, ma sentirsi meglio valorizzando i caratteri di ognuno. I nostri pazienti sono educati: sanno benissimo che non siamo lì per assecondare i loro capricci, ma risolvere problemi reali, se ce ne sono. Se il problema non sussiste, il trattamento non viene eseguito. Nella nostra esperienza, se le cose vengono spiegate in modo chiaro, i pazienti, di qualsiasi generazione capiscono.

Accanto alla democratizzazione economica, stiamo assistendo anche alla maggiore richiesta da parte del mondo maschile. È un dato che confermate anche in Botox Bar? E quali sono i servizi più richiesti?

È vero: la richiesta da parte del mondo maschile è in aumento; tuttavia, c’è ancora un tabù nei riguardi della medicina estetica nelle persone più avanti con l’età. Il Botox è uno dei trattamenti più richiesti, proprio perché non gonfia e, quindi, è una procedura che, se ben fatta, non lascia stigmate. I giovani amano Filler e biorivitalizzanti perché prevengono l’invecchiamento cutaneo e permettono di migliorare le proporzioni del volto. Anche in questo caso, attraverso i social, cerchiamo di mostrare che la medicina estetica, se fatta con criterio, non stravolge, non gonfia, non è ridicolizzante. A modo nostro, cerchiamo di abbattere questi tabù.

Qual è la relazione tra medicina estetica e chirurgia estetica? É inevitabile che si inizi con un ritocchino, per poi arrivare all’operazione chirurgica?

Non c’è nessuna relazione causale. Si può dire che siano due facce della stessa medaglia. Non si inizia dalla medicina estetica per finire nella chirurgia: ci sono pazienti che hanno problematiche che possono essere risolte dalla medicina estetica e pazienti che invece hanno un'indicazione solo chirurgica. Nei nostri ambulatori sono presenti numerosi chirurghi plastici e questo, a nostro avviso, è fondamentale per un vero approccio onesto al paziente. Infatti, ci permette di indirizzare in maniera precisa il paziente sulla strada migliore per ottenere il risultato che desidera, sia questo un trattamento di medicina estetica, o un vero e proprio intervento.

Prendiamo ad esempio un trattamento molto conosciuto, ma per il quale c’è ancora poca informazione: il rinofiller. Se un paziente presenta già un naso importante e viene al Botox Bar con l’idea di far apparire il naso più piccolo utilizzando il filler la risposta sarà no. In questo caso l’indicazione è chirurgica.

Quali sono le vostre previsioni sul futuro e sulle tecnologie che utilizzate?

La medicina sta cambiando e con lei anche la medicina estetica. Ci focalizziamo di più su aspetti preventivi che su quelli riparativi. Ci sarà sicuramente un aumento dei trattamenti legati alla skin quality e alla prevenzione dei danni causati da sole, dallo smog, dagli agenti esterni. I risultati saranno sempre più impercettibili e volti al ripristino di condizioni di "salute" ed integrità. Infatti, la cosiddetta medicina rigenerativa è già in crescita.

Siamo sicuri che la moda di inseguire modelli standardizzati, visi tutti uguali e labbra sempre più grosse sparirà il più velocemente possibile. Noi, nel nostro piccolo, ci stiamo battendo per questo.

I beauty must-have secondo Cosmopolitan
Headshot of Beatrice Aquilini
Beatrice Aquilini
Beauty Editor

Ho iniziato scrivendo di tendenze moda e lifestyle, oggi mi occupo di beauty per Harper’s Bazaar, Cosmopolitan, Marie Claire ed Elle. Al sicuro al cinema e in cucina, vesto navy blu e cerco il coraggio di farmi il caschetto. Il resto della mia vita è quel che succede tra un viaggio a Pantelleria e l’altro.