Parliamo di intuitive eating, ovvero un'alimentazione basata sull'ascolto del proprio corpo e non su rigidi schemi alimentari. Un cambio di prospettiva radicale, che evita di dover fare i conti con regole restrittive e sentimenti negativi come frustrazione, disagio e colpa, spesso legati all'impossibilità di seguire il proprio piano alimentare. Protagonista dell'antidieta è il corpo stesso, che "sa quello che fa", tanto nel concedersi un dolce a fine pasto, quanto nel rifiutare il bis perché troppo pieni. Il risultato è un rapporto rilassato con il cibo, che porta all'abbandono della cultura della dieta in favore di un nuovo approccio all'alimentazione, stabilendo un nuovo rapporto con il proprio corpo e con il cibo, riducendo anche il rischio di disturbi alimentari.

antidieta cos'èpinterest
Cavan Images//Getty Images
L’intuitive eating permette di dimenticare i sensi di colpa legati al cibo.

Dimenticate il conteggio delle calorie, l'intuitive eating non promette di raggiungere il peso forma, ma di essere felici. In fondo, lo sappiamo che dimagrire non è sempre positivo. D'altra parte, il legame tra abitudini alimentari e bisogni psicologici non è certo un mistero: secondo Elyse Resch - una delle nutrizioniste che nel 1995 ha introdotto il concetto di intuitive eating - circa il 95% di chi inizia una dieta non riesce a portarla a termine. Ecco perché l'antidieta mette in primo piano la soddisfazione che si prova durante il pasto, mettendo il piacere al primo posto. A essere eliminato è il concetto stesso di dieta, con tutti i preconcetti che ne conseguono, a partire dagli "insegnamenti" che vengono impartiti da riviste, social network e pseudo guru dell'alimentazione. Onore alla propria fame, insomma, e alle pietanze che possono soddisfarla. Lo scopo è, indubbiamente, fare pace con il cibo: nell'intuitive eating, infatti, è importante evitare le privazioni e le grandi mangiate, trovando l'equilibrio necessario a mantenere un rapporto sano con il proprio corpo e il cibo. Senza sensi di colpa.

antidieta cos'èpinterest
Westend61//Getty Images
La cosa più importante è dimenticare i sensi di colpa.

Questo non significa, però, mangiare senza controllo. Intuitive eating, infatti, significa anche saper ascoltare la propria sazietà e non mangiare solo per dovere, ma assaporando ogni boccone. Allo stesso modo, è importante imparare a gestire le proprie emozioni: il cibo, infatti, non deve essere una valvola di sfogo per combattere rabbia e tristezza. Antidieta, poi, non significa rinunciare a un'alimentazione sana. Per rimanere in salute, infatti, è fondamentale rispettare i bisogni del proprio corpo, anche in termini di movimento e attività fisica. Lo sport, però, non è volto unicamente a bruciare calorie, ma soprattutto a mantenere il fisico in salute. Per lo stesso motivo, intuitive eating non significa mangiare qualsiasi cosa. Rinunciare alle regole della dieta, infatti, non vuol dire dimenticare completamente l'alimentazione sana. Avere l'aiuto di un professionista sarebbe l'ideale, ma esistono delle regole generali da seguire. Un esempio? Scegliere i carboidrati sani per evitare attacchi di fame e, contemporaneamente, evitare di mangiare doppio dopo aver saltato un pasto. Qualche sgarro, naturalmente, è consentito: alla base dell'intuitive eating, infatti, c'è la consapevolezza che non è un singolo pasto a provocare drastici cambi di peso.

Headshot of Beatrice Zocchi

Beauty addicted per vocazione, ho trasformato la mia laurea in Lettere in un lavoro che mi appassiona, almeno quanto la ricerca della skincare perfetta.