Chi sta a Milano, ama la moda, la self expression e lo stile personale lo sa. Le manicure più cool si fanno da Unghie Supreme. Esistono tantissime realtà in città, magari anche più grandi, diffuse e cliccate, ma in un modo o nell'altro le star più grosse della musica italiana – da Elodie a Rose Villain, da Paola Iezzi a Joan Thiele e Big Mama – passano sempre da lì; le it-girl di nicchia, e quelle ancora più nascoste, da scoprire, ci tornano, mese dopo mese, smalto dopo smalto.
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Se vedete una storia di una modella o una scrittrice, una editor di cui apprezzate le vibe o direttamente una stylist – girare per la metropoli con un set nuovo di pacca, originalissimo, curato ai minimi dettagli, glossato e dipinto quasi fosse un quadro museale, la probabilità che lo abbia realizzato lei è elevatissima. Se notate nail art con Pokémon, sneakers, frutta, scarpe, jeans, leopard, zebra print oppure dettagli metallici, rhinestones, mix di colori vibranti e luccicanti, ma soprattutto disegni iper precisi, non potete avere più dubbi, è opera sua. Se vi chiedete chi c'è dietro la pulizia mani nel videoclip di "Cookies N' Cream" (feat. Anna & Sfera Ebbasta) di Guè, c'è ancora lei; se state pensando a chi possa aver realizzato le unghie nude dell'ultima campagna di Prada Beauty, la risposta è sempre lei. Si chiama Letizia Scotelli, in arte, Unghie Supreme. Nata il 3 settembre 1995 a Torino, si è trasferita a Milano per frequentare il corso di Fashion Design alla Naba, ma poi ci è rimasta perché la ama e si trova benissimo – e la città stessa, con la sua moda, sembra pensarla ugualmente: per lo show di Gucci primavera estate 2025 è stata chiamata proprio Scotelli a realizzare le unghie di Jessica Chastain.
Nonostante sia brava a fare tutto, è nel particolare che risalta la sua unicità. Viene difficile etichettare in modo rigido la natura del suo stile o della sua estetica, perché è complesso ma soprattutto irriducibile, spazia molto: «Vado dal classico ed elegante a lavori più carichi e trash, – ci spiega per questa puntata della rubrica di Cosmopolitan Italia dedicata alle nail artist più cool di Milano – il mio background di studi mi ha formato su moda, estetica e storia dell'arte, per questo cerco sempre armonia tra linee, colori ed elementi». Da un lato sono unghie quasi hip hop perché il legame di alcune alla cultura street, amata dalla loro creatrice, è evidente – a un certo punto, sul feed di @unghiesupreme, compare Biggie con la coroncina in testa, in un altro c'è Snoop Dogg, affiancati a manicure gioiello –, ma dall'altro, lo sono a livello concettuale: come il rap, queste nail art, in ogni loro declinazione, sono disruptive: qualcosa di nuovo e mai visto prima (almeno qui da noi), che scioglie le coscienze, ispira, ci fa sognare e riflettere, lasciandoci senza fiato. Quasi come delle barre sputate a tempo, o come un microfono che viene lasciato cadere sul palco dopo una pun-chline troppo forte, queste unghie si muovono a tempo su basi ritmate da una drum machine e melodie ipnotiche elaborate da synth — e me le immagino su un boom bap della east coast o su una cassa più profonda e sincopata tipica della trap di Atlanta, sotterrare qualcuno in un diss, elevando e glorificando chi le porta, il vincitore di una battle (quella dello stile). Del resto Scotelli, un po' allo stesso modo di quella musicale nata negli Anni '70 di Newy York, ci parla di una cultura all'inizio poco apprezzata ma che è sempre più diffusa, non solo come estetica: la Nail Art Culture, molto più che un accessorio.
Uno fra gli aspetti cruciali e più interessanti dell'universo Unghie Supreme, oltre il tecnico, di altissimo livello, è l'intuizione che Scotelli applica nel proporre le varie idee, i vari stili, i design e i soggetti da realizzare. Questi, infatti, stupiscono spesso per estro, novità, ingegno: i suoi look, tra cui non mancano riferimenti girly, tra texture e finish perlati, mermaid, e pupazzetti carini come Hello Kitty, sono sempre un passo avanti su tutto ed è in grado di creare una nail art dove nessuno prima avrebbe pensato di arrivare (ci sono unghie su cui hai fedelmente replicato parti del corpo e relativi tatuaggi, un Jiglypuff tridimensionale su una focal nail, una serie minuziosa di cocktail diversi tra cui sicuramente un Dirty Martini con oliva). Forse è proprio questo il senso dell'arte – che lei ci ricorda, può vivere ovunque, le unghie sono semplicemente un supporto diverso. Forse allora è vero che le sue opere non sono definibili se non con un unico grande termine cappello, che è poi quello che ha scelto lei, con un'amica, dopo una giornata di lavoro, per evocare un immaginario prezioso: supreme. Unghie supreme.
Le nail artist più cool di Milano. L'intervista a Unghie Supreme - Letizia Scotelli
Come sei diventata una nail artist? Qual è stato il tuo percorso?
«È buffo. Ho studiato Fashion Design dalle superiori fino all'università e sono sempre stata convintissima che avrei lavorato per un grande brand di lusso, oppure che avrei creato un mio marchio di intimo o di scarpe. Finita l'università, però, mi sono ritrovata con tanto talento e zero possibilità di esprimerlo: era estremamente difficile trovare un lavoro soddisfacente creativamente e, soprattutto, sostenibile a livello economico.
Ho collezionato stage su stage in diverse aziende, brand e studi, con retribuzioni sinceramente ridicole per una persona adulta che vive a Milano. Sentivo la necessità fortissima di trovare qualcosa che mi permettesse di esprimermi liberamente e che mi desse anche un equilibrio economico, per poter sostenere una vita indipendente in città. Durante una chiacchiera con mio papà, su questi argomenti, lui mi disse: "Potresti fare le unghie alle tue amiche. Magari ti permette di fare qualche soldino in più al mese". All'inizio l'ho quasi denigrata come idea, perché mi sembrava un "tradire" il percorso da fashion designer per cui avevo studiato così tanto. Poi, pensandoci, nei giorni successivi, mi è sembrata un'idea sempre più allettante. La cultura della nail art mi ha sempre affascinato: probabilmente mio papà se lo ricordava bene e pensava a quanto impazzissi, da ragazzina, quando riuscivo, una volta l'anno, a farmi fare le unghie con i soldi messi da parte con fatica. Per farla breve: di lì a poco ci sarebbe stato il mio compleanno e chiesi ai miei genitori e a mia sorella di regalarmi un corso intensivo con una master russa, per imparare la preparazione dell'unghia, dalla manicure semplice alla ricostruzione. Era il 2019 e quel corso durò 4 giorni. Da lì ho sperimentato tutto il resto da sola, soprattutto la parte creativa e di nail art, provando e studiando online».
Secondo te quali sono le tendenze del momento in fatto e quali le tue preferite tra queste?
«Non sono una persona che ama seguire le tendenze. Credo che ciò che davvero conta sia ciò che fa sentire una persona se stessa, perché ne crea la personalità.
Detto questo, penso che la manicure più bella di tutte (quella senza tempo) sia la french bianca o lattiginosa: sta bene a chiunque, può essere elegante, cool o volutamente trash a seconda della forma e della linea. E più in generale, credo che mai come ora la nail art sia una tendenza culturale diffusa, non solo estetica».
Cioè? Che cosa si intende quando si parla Cultura della nail art?
«Mai come prima le unghie curate e abbellite sono importanti tanto quanto una bella borsa o delle belle scarpe. Per me sono sempre state un accessorio. E esattamente come i vestiti anche il tipo di decoro, il colore, la forma delle unghie possono descrivere lo stato d'animo o la personalità di chi le porta. Per questo dico che non sono una persona che segue le tendenze e che, secondo me, chi segue le tendenze non abbia personalità (si appoggia a ciò che gli viene consigliato di mettere perché è più facile rispetto al doverselo creare da sé). Ma con Cultura della nail art intendo anche il rito di prendersi cura di quella parte del proprio corpo (anche e soprattutto in maniera divertente), che tra tutte è sempre stata quella meno calcolata. Per esempio sui set di cinema, moda, musica non era fondamentale la nail artist o la manicurista fino a qualche anno fa. Invece ad oggi è importante ed è richiesta quasi sempre. Purtroppo in Italia siamo ancora un po' indietro per quanto riguarda la normalizzazione dell'unghia curata su l'uomo. Ovviamente vista la cultura italiana sulla figura maschile viene subito concepito come poco virile. Peccato, perchè è un accessorio bellissimo e completa il look anche sull'uomo e, da donna, penso sia molto sexy».
C'è qualcosa che ami o che hai amato fare particolarmente? Qual è la nail art che preferisci in assoluto?
«Amo tantissimo le unghie "swag", che arrivano dalla cultura hip hop e americana.
Mi piace trasformare elementi volutamente trash in qualcosa di elegante senza perdere quell'estetica bold. Mi rispecchiano e mi divertono».
Come funziona il tuo processo creativo? Da dove prendi ispirazione? Ci sono nail artist di cui ammiri il lavoro?
«Se ho un'idea, faccio ricerca, creo una moodboard e poi schizzo tutte e dieci le dita per avere una visione d'insieme. Poi realizzo sulle press-on o direttamente sulla cliente. Mi ispiro letteralmente a tutto: dalla strada, a uno zaino di un* bambin* che incrocio, al cibo, a ciò che sto vivendo. Le mie nail artist preferite sono: Krocaine (da sempre), Sylvie Macmillan e Nails by Mei».
Preferisci...
Unghie corte o lunghe?
«Lunghe».
Clean Mani o charms?
«Charms».
Forma quadrata, a punta o tonda?
«Quadrata (o mandorla)».
French o monochrome?
«French».
Disegni o costruzioni in gel?
«Disegni».
Finish opaco, lucido o cromato?
«LUCIDISSIMO».
Elodie, Rose Villain, ma tanti altri ancora... Tu realizzi le unghie di diverse celebrità italiane (e non solo). Che significa per te? Come scegliete le loro manicure? Com'è stato realizzare le unghie di Jessica Chastain?
«Lavorare con artistə è sempre un piacere: è interessante conoscerne il mondo e la sensibilità. Le manicure vengono decise insieme, spesso con i loro stylist, in base agli eventi e alle esigenze. Con Jessica Chastain è stato emozionante: ero un po' intimorita, quindi ho cercato di essere più delicata e "in punta di piedi" possibile».
Qual è l'aspetto tecnico che ti piace di più di realizzare le unghie? Proprio tecnicamente
«Amo realizzare press-on dipinte a mano. Entrare nel flusso mentre dipingo è una forma di meditazione, e vedere il risultato finito mi dà una gratitudine enorme».
Quale invece quello che ti da maggior soddisfazione dell'essere una nail artist?
«Quando qualcuno mi chiede: "Ma come ti è venuta questa idea?". E anche il fatto di avere un lavoro non convenzionale, creativo, che mi rappresenta».
Qual è il prossimo obiettivo? Hai un sogno nel cassetto?
«Ce l'ho, certo. Ma preferisco non parlarne. Posso dire che mi piacerebbe trovare un finanziatore che mi aiuti a realizzarlo».
Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.
















