O tutto o niente, è spesso la mia vibe. Voglio il meglio, o meglio, voglio quello mi si pianta in testa come ritornello costante, desiderio, adorazione e che la ossessiona instancabilmente, di notte e di giorno, finché non riesco ad ottenerlo – che non significa che succeda sempre, è solo che riconosco quando una cosa mi piace. Sembrerà strano, detto da una persona che avrà fatto, in tutto, tre manicure in vita sua, ma ciò di cui parlo qui sopra ha sempre riguardato, profondamente, anche le mie unghie.



Sono innamorata dell'arte delle unghie al punto che aprirei pubblicamente la mia sezione "esplora", o quella dei salvati, di Instagram come big gesture, dichiarazione, riprova ineluttabile della mia devozione a loro. Però lo so da quando ero teenager: le mie mani non avrebbero mai visto costanza nella nail art, finché non avrei incontrato quella persona, in grado di realizzare quei look, che mi avrebbero mandato fuori di testa, sulla luna, fatto battere il cuore, ispirato e stimolato, commosso. Se sembra che sto parlando di una crush è perché è così, e lei è la prima protagonista della rubrica di Cosmopolitan Italia sulle migliori nail artist di Milano: Flossy Nails.

Con lei un paio di tacchi rosa di Leawald diventano presto una manicure. Quando le chiedo da dove viene il suo nome, mi risponde che è un termine preso in prestito da "Glamorous" di Fergie ft. Ludacris – e mi sta già scendendo una lacrima: quel disco, The Dutchess, del 2006, con anche "London Bridge", "Fergalicious", "Big Girls Don't Cry" è così importante per la cultura delle ragazze da fare male (e, allo stesso tempo, sublimare il proprio spirito con la bellezza dell'arte, la purezza dell'estetica). "We flying first class up in the sky/Poppin' champagne/Livin' my life in the fast lane/I won't change by the glamorous/Ooh, the flossy, flossy», canta l'ex star dei Black Eyed Peas su quella che è una melodia Y2K, lussuosa ma rilassata, dolci sintetizzatori morbidi e bassi vellutati. Una sonorità che rispecchia artisticamente, visivamente e concettualmente il lavoro creativo di Bianca Maria Moldovan, anche conosciuta come @flossy.nails, fashion manicurist tra le più cool di Milano.

«Non volevo un nome banale come "Bianca Nails", – spiega – cercavo qualcosa che avesse personalità, che suonasse bene ma fosse anche bello da vedere scritto. Poi, un giorno, ascoltando Glamorous di Fergie, ho sentito quella parola: Flossy. E lì è scattato qualcosa: il suono, l'energia, il significato: tutto combaciava». Stravagante, appariscente, sgargiante, lussuoso, con un approccio simile al testo di Fergie – o "Jenny from the Block" – di rimanere sempre il proprio sé più autentico, genuino, tenero, dolce e sincero anche quando arriva il successo. Questo è ciò che ispira il progetto (o delirio, come lo chiama lei) Flossy Nails, un sogno dallo stile fashion-avantgarde, che è una fusione fra arte, lettering e moda – uno dei suoi lavori più emblematici è una scultura di Alex Consani x Gucci "La famiglia" (il primo evento della MFW con Demna Gvasalia come direttore creativo) – con un tocco dark e couture (una punta a forma di Tabi, Maison Margiela, alla fine dell'unghia).

Moldovan, classe 1998, nata in Romania nella ragione della transilvania a Târnăveni e cresciuta Cesenatico in Emilia Romagna, non segue un'estetica precisa, ma una sola regola: «Faccio solo ciò che mi piace e che mi ispira». E lo fa benissimo, al punto di entrarci in testa e non uscirci più – almeno finché, ogni mese, non ritorneremo da lei. Le ragazze cool riconoscono un'altra ragazza cool e infatti lei è anche la nail artist di Anna Pepe. Di seguito, abbiamo chiacchierato insieme per capire come funziona il suo processo creativo, quali sono secondo lei le tendenze migliori del momento, il suo rapporto con la rapper di La Spezia, baddie per eccellenza, e tanto altro ancora, in un universo, o meglio delirio, di spunti girly, alla moda, veri e profondi, che raccontano emozioni, tra arte e sentimenti. In una parola: Flossy.

Le nail artist più cool di Milano. L'intervista a Flossy Nails - Bianca Maria Moldovan

Qual è stato il tuo percorso per diventare una nail artist? Come hai capito che volevi fare questo?

«Tutto è iniziato quando vivevo a Tenerife. Lavoravo nel ristorante di mia madre: avevo finito le superiori da circa un anno e mezzo, mi sentivo un po' persa. L'accademia di make-up che volevo frequentare a Milano era stata chiusa proprio quell'anno, e con lei erano svaniti anche tutti gli obiettivi che mi ero posta. Così, nell'attesa di capire cosa volessi davvero fare, ho iniziato a lavorare lì. Ho sempre avuto una grande passione per la cura delle unghie e in quel periodo (era il 2018, 2019) desideravo tantissimo avere una nail art fatta a mano. Ma in Italia quasi nessuno le realizzava – almeno non nello stile che cercavo io, ispirato alle nail artist americane e inglesi che già seguivo online. Il caso volle che vicino a dove abitavo a Tenerife ci fosse un negozio per estetiste, Ricky's. Ogni volta che ci passavo davanti pensavo: "Ora basta, mi compro tutto e me le faccio da sola". E un giorno l'ho fatto davvero. Sapevo già di cosa avevo bisogno, perché avevo frequentato per due anni un'accademia di estetica a Ravenna. Così è iniziato il delirio di Flossy Nails! Lavoravo al ristorante 10, 11, anche 12 ore al giorno e, quando rientravo a casa all'una di notte, il mio primo pensiero non era dormire, ma rifarmi le unghie per provare un nuovo smalto o una nail art vista online. Penso che sia stato lì che ho capito davvero che questo era il mio mondo. Una volta tornata in Italia, ho deciso di formarmi professionalmente e dedicarmi completamente alla mia carriera da nail artist. Un anno dopo, nel 2020, mi sono trasferita a Milano per far crescere ancora di più il mio lavoro».

Quali sono le tendenze unghie del momento? E le tue preferite tra queste?

«Sicuramente i polka dots, il lettering, le stripes, il pizzo e i set gotici. Devo dire che amo un po' tutte queste estetiche, ma forse la mia preferita resta il lettering: richiede tanta precisione e tecnica, ma la soddisfazione è enorme. E poi esteticamente è semplicemente troppo cool».

    Se ti dicessi di scegliere tra...

    Unghie corte o lunghe? (va beh)

    «LUNGHE».

    Semipermanente o gel?

    «Gel».

    Clean Mani o charms?

    «Charms».

    French o animalier?

    «French».

    Forma quadrata o tonda?

    «Difficile questa... Quadrata».

    Aura nails o glazed donut?

    «Aura».

    Come funziona il tuo processo creativo? Da dove prendi ispirazione?

    «È tutto molto naturale, non ho uno schema fisso da seguire. Di solito la cliente mi porta un'immagine inspo o mi descrive la vibe che vuole. Mi mostra un riferimento, mi fa notare i dettagli che le piacciono di più... Non so come spiegarlo, ma soprattutto se conosco i suoi gusti, nella mia testa si forma subito l'immagine finale: devo solo trasferirla sulle unghie. Prendo ispirazione da tutto ciò che mi circonda: può essere una sedia, una cornice, una tazza, un elemento naturale o un dettaglio di moda. All'inizio ero ossessionata dalle nail artist americane, ma oggi le mie preferite sono senza dubbio le parigine».

    Cosa significa essere la nail artist di Anna Pepe? Come scegliete le sue nail art?

    «Un sogno. Essere la nail artist di Anna è una fortuna enorme: penso sia l'unica artista italiana il cui stile si incastra perfettamente con il mio. Abbiamo un'estetica molto simile, quindi ogni volta che lavoriamo insieme è puro divertimento. Lei mi dà un'idea di base e poi mi dice: "Metti il tuo tocco". Ci conosciamo da più di quattro anni e ormai sappiamo già in anticipo cosa tirerà fuori l'altra. Siamo un match perfetto».

    Qual è l'aspetto tecnico che ti piace di più del realizzare le unghie?

    «Senza dubbio la preparazione dell'unghia naturale - perché senza una base impeccabile, non può esistere una nail art perfetta. E poi l'applicazione del gel: amo la precisione e la concentrazione che richiede».

      Quello invece che ti da maggior soddisfazione?

      «Il fatto di poter dire che vivo di ciò che amo. Sono la mia capa, creo ogni giorno e vedo le persone indossare la mia arte sulle mani. Che fortuna è vivere delle proprie creazioni? Per me è un sogno che si è, e si sta, realizzando».

      Qual è il prossimo obiettivo? Hai un sogno nel cassetto?

      «Intendo lavorare di più con i social: voglio mostrare il processo creativo che c'è dietro ai miei post e portare le mie nail art a un livello ancora più alto. Mi piacerebbe anche fare corsi di aggiornamento all'estero. Il sogno? Creare un mio brand di prodotti e accessori per unghie. Per ora è solo un desiderio, ma so che quando una cosa è destinata a me… Trovo il modo di realizzarla».

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      Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.